Altre comunit|Storie Personali

Il presidente di Shavei Israel ? tante cose insieme: fondatore di Shavei Israel e organizzatore degli aiuti per gli ebrei che vogliono tornare alle loro radici, gi? consulente per la comunicazione per il gabinetto del Primo ministro israeliano, e editorialista per il Jerusalem Post. Adesso Freund pu? aggiungere un onore inaspettato: Sandek, cio? la persona che tiene il neonato mentre il mohel esegue il brit mila (la circoncisione). Sandek a volte ? anche tradotto come "padrino". Il bambino in questione ? Ovadiah Daniel, figlio di Shimshon (26 anni) e Hadassah (25 anni) Lunghel. I Lunghel sono stati tra i 162 immigrati Bnei Menashe arrivati dall'India nel dicembre 2017.?
Il lavoro di Shavei Israel in tutto il mondo, per aiutare le comunit? "perdute", richiama molta attenzione. Non stupisce che persone di tutte le et?, con svariati interessi a dalla diversa provenienza, si uniscano ai nostri progetti dando il loro grandissimo contributo nel sostenere gli ebrei di tutto durante il ritorno alle proprie radici. L'aiuto che ci offrono ? molteplice. Alcuni organizzano attivit? per le comunit? con le quali hanno un legame culturale diretto: come le donne della comunit? di Beit Shemesh che aiutano Shavei Israel nell'organizzazione delle feste nel centro culturale del luogo, o Alexander Moiseevich che da anni ? il gabbai (sagrestano in senso ebraico) della sinagoga di Vysoki, cittadina della Russia meridionale. E' interessante la storia di?Abigail (Marina) Erlich, la cui famiglia ? immigrata dall'Argentina in Portogallo, stabilendosi a Lisbona. Dopo una visita a Belmonte, Abigail ha deciso di seguire i corsi di Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel, e infine si ? convertita ufficialmente presso un beit-din in Israele. Dopodich? il suo interesse per l'ebraismo ? solo cresciuto e ha deciso di aiutare gli altri nel loro percorso di ritorno. In questo periodo, Abigail ? responsabile dei social media di Shavei Israel in portoghese, cercando di offrire informazioni sulle nostre attivit? al maggior numero di utenti. Abigail partecipa agli eventi della comunit? di Belmonte, parla a?seminari e pubblica suoi articoli.?
Even Ezer Holaring, un membro della comunit? Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico lo scorso novembre, ? tornato a casa. Per la prima volta in due mesi, da quando un terrorista palestinese si ? lanciato con la sua macchina su Holaring all'incrocio del Gush Etzion, il 35enne Bnei Menashe padre di sei bambini, ? stato accompagnato a casa dall'ospedale Hadassah per una visita del fine settimana. E' tornato nella struttura sul Monte Scopus il sabato sera per continuare la sua riabilitazione. Holaring ? stato accolto gioiosamente con una piccola festa organizzata da famiglia e amici a Kiryat Arba, dove vive. Il capo del consiglio comunale Malachi Levinger ha visitato la casa dei Holaring: "Even Ezer, sei un simbolo di coraggio, e tutti noi preghiamo affinch? ritorni a casa definitivamente il pi? presto possibile, con l'aiuto della tua comunit?".
Apfel Fredryka? Presente. Bauman Jadwiga? Presente. Bauman Irena? Presente. Becker Sonia? (7 anni) Presente. Binzer, Krystyna? (12 anni) Presente. Blumenfeld Bronis?awa? (8 anni) Presente. Presente? roll-call Sono seduto in una scuola e sto osservando l'appello di 87 alunni. Quando l'insegnante chiama un nome, un'altra giovane ragazza risponde - "presente" - Sono presente qui e pronta per la scuola. Ma le giovani ragazze non sono quelle che portavano questi nomi, e la differenza di tempo tra un appello e l'altro ? di 78 anni. priest L'evento si ? svolto nella scuola elementare "Adam Mickiewicz", dal nome di uno dei pi? grandi poeti del romanticismo polacco. La direttrice, la signora Gabriela Olszowska ha rinvenuto gli archivi della fine degli anni '30. Vi erano tutti i nomi, le date di nascita, gli indirizzi e nomi dei genitori. Ma vi era anche un gruppo di 87 ragazze di cui non si avevano pi? notizie. Solo una lunga linea rossa diagonale faceva intendere che fossero scomparse. La direttrice si ? quindi messa in contatto con Zvia Fried dello Yad Vashem e ha scoperto che nel 1939, subito dopo l'invasione nazista della Polonia, 87 ebree erano state cacciate dalla scuola.
Cinque adolescenti della comunit? ebraica Bnei Menashe hanno visitato Auschwitz, come parte del viaggio di classe volto all'educazione e presa di coscienza degli orrori nazisti e del genocidio del popolo ebraico. I cinque ragazzi che hanno fatto aliy? dallo stato indiano del Manipur nel 2012 e 2014, con l'aiuto di Shavei Israel, stanno studiando presso il liceo Abir Yaakov nella citt? di Nahariya in Israele settentrionale. Visitare la Polonia e imparare sulla Sho? nel luogo dove ? accaduta, ? parte regolare del curriculum di ogni liceo israeliano, che vede migliaia di studenti fare il viaggio lungo una settimana, ogni anno. Tuttavia questa ? la prima volta che un gruppo Bnei Menashe si ? unito a questo "rito di passaggio" israeliano. "Mi sento pi? connesso all'ebraismo dopo avere imparato cosa sia stata la Sho?", ci ha detto Yaniv Hoinge. "In realt?, mi da un forte senso di amore per Israele. La Sho? ha reso Israele ancora pi? importante per il popolo ebraico". Hoinge ? del?Churachandpur ? ha fatto aliy? nel 2012 con i suoi genitori. Gli altri ragazzi che sono volati in Polonia questa settimana sono Obed e Simeon Lhouvum di Gamgiphai in Manipur, arrivato anche lui in Israele nel 2012, e David Haokip e Tzion Baite, arrivati nel paese nel 2014 assieme alle loro famiglie.
Mendel Kingbol ha appena festeggiato i suoi 90 anni, diventando cos? uno dei Bnei Menashe pi? anziani ad avere fatto aliyah dall'India. Ma ecco una cosa ancora pi? incredibile: dei 58 nipoti di Mendel (s?, avete letto bene), 43 di questi vivono in Israele. Gli altri 15 sono ancora nello stato indiano del Manipur, da dove proviene Mendel (lui stesso ? della citt? di Lunglei). Mendel ? arrivato in Israele nel 2006, con l'aiuto di Shavei Israel. Era accompagnato da alcuni dei suoi figli e nipoti. All'inizio stettero in un centro di accoglienza a Carmiel, con sua figlia Netta e la famiglia di lei. L? studiarono ebraico e nozioni sulla nuova patria, per un anno.
I recenti immigrati in Israele, delle comunit? Bnei Anousim, Bnei Menashe e Subbotnik, hanno un altro motivo per celebrare questo Anno Nuovo: la catena di supermercati israeliani Shufersol ha donato 50mila Shekel (circa 12mila euro) in coupons, per i nuovi Olim, per aiutarli nelle spese festive. Questa ? la seconda volta che Shufersol aiuta le comunit? seguite da Shavei Israel; la catena aveva fatto la stessa donazione prima delle ultime feste di Pesach.

Shavei Israel?? orgogliosa dei 270 Bnei Menashe che si sono stabiliti a Maalot, nel nord di Israele. Guardate questo emozionante e molto commovente filmato, dove i Bnei Menashe celebrano alla Yeshivat Maalot l'avere terminato dei corsi professionali di studio, cos? come uno speciale certificato dato...

Congratulazioni a Sonia Manlun Lhungdim appena diventata l'ultima degli immigrati Bnei Menashe in Israele, a laurearsi?in una scuola per assistenti sociali. Sonia raggiunge i suoi amici, Itzhak e Esther Colney, anche loro laureati?presso l'Academic College di Safed, negli ultimi anni. "Siamo cos? orgogliosi della laurea triennale di Sonia, grazie anche all'aiuto di Shavei Israel", dice Michael Freund, presidente di Shavei Israel. "Sonia progetta di dedicare la sua carriera all'aiuto degli altri - un altro esempio di come i Bnei Menashe facciano Israele migliore e pi? forte. Mazal tov, Sonia!".   Sonia ? arrivata in Israele nel 1998. Ha iniziato i suoi studi quattro anni fa, durante i quali Shavei Israel ha pagato la sua retta e ha stanziato per lei una borsa di studio, affinch? potesse dedicarsi pienamente sui suoi studi. Sonia si ? anche sposata durante i suoi studi, e Shavei Israel ha aiutato suo marito con un training professionale, inclusa la preparazione agli esami psicometrici, molto usati dagli Americani, ma sconosciuti in India. Sonia e Shalom hanno due figli piccoli.
Da quando ero bambina sapevo di essere ebrea; sapevo anche di non potere mai rivelare la mia identit?. E' difficile credere che nel XXI secolo un ebreo debba ancora nascondere la propria ebraicit?, ma ? proprio quello che mi ? successo crescendo a?Dnepopetrovsk, in Ucraina negli ultimi 20 anni. S?, ufficialmente vi ? una vita ebraica in Ucraina, migliaia di ebrei frequentano la sinagoga e la comunit? nella mia citt? natale. Ma decine di migliaia ancora temono ripercussioni rivelando la mondo intero la loro identit?. Io sono una di queste persone, e solo dopo il mio trasferimento a Cracovia ho potuto rivelare il mio segreto. Questo sar? il felice finale che racconter? tra un po'. I miei primi ricordi ebraici sono molto positivi. Mi sentivo speciale, ero orgogliosa. Avevo 6 anni e sentivo di fare parte di questo club esclusivo e volevo parlarne a tutti. E quindi il primo giorno di scuola, quando la maestra ci ha detto di dire qualcosa su di noi (ho un pony, mi piacciono i gelati, sono mancino?) io con un grande sorriso ho esclamato: SONO EBREA! La maestra impallid?, l'esercizio fin? l? e ci disse di rimetterci sui nostri quaderni. Quella sera i genitori mi dissero di quanto fossero delusi dal ricevere una telefonata del direttore che si lamentava del mio cattivo comportamento. Non capii all'epoca, non capisco nemmeno adesso a 22 anni, ma seguii gli ordini di mio padre e non ne parlai mai pi? con gli amici. [caption id="attachment_2568" align="alignnone" width="169"]Eliza con amici del JCC Eliza con amici del JCC[/caption] Fino a quando non compii 14 anni e incontrai il mio primo amore. Si chiamava Dimitri ed eravamo innamorati. Ci divertivamo molto insieme. Ero convinta che Dimitri fosse l'amore della mia vita e quindi gli rivelai il mio segreto - sono ebrea. Sul momento Dimitri non ne fu colpito, fino a quando non parl? con i suoi genitori. Lo chiamai il giorno dopo, ma nessuno rispose. Infine andai a casa sua per parlargli - dove ero stata cos? tante volte - ?e gridai "cosa ? successo?". La sua risposta mi da i brividi ancora oggi. "Non parlarmi mai pi? Eliza, sei disgustosa, voi siete cattiva gente, vorrei che fossi morta".   Ero totalmente confusa, non capivo pi? niente.