Storie Personali

Marted? 22 agosto 2017 ? una data che Tamara Sobyleva non dimenticher? mai. E' il giorno in cui ha ricevuto la sua teudat zehut - la sua carta d'identit? israeliana - dopo un processo durato dieci anni, giorno gioioso e dolce-amaro al tempo stesso per la 57enne originaria di Vysoki in Russia. Gioioso poich? Tamara ? finalmente cittadina israeliana, dopo anni di fermo in un limbo burocratico, quando Israele ha chiuso le porte dell'aliy? alla comunit? di Ebrei Subbotnik di cui Tamara ? membro. Dolce-amaro perch? la madre di Tamara - che aveva ricevuto la cittadinanza prima della figlia e poteva vivere in Israele - ? mancata qualche anno prima che Tamara finalmente si trasferisse nello Stato Ebraico.
Ha fatto?aliyah?nel 2010 dall'India, quando aveva 16 anni. Questa settimana, Eliezer Menashe, adesso 22enne, ? https://www.viagrapascherfr.com/viagra-naturel-femme-maison/ stato invitato a Beit Hanasi - la casa del Presidente di Israele Reuven Rivlin - per ricevere la Medaglia dell'Eccellenza del Presidente, per il suo servizio nell'IDF nella 13 brigata Golani. Quando Eliezer non ? nell'esercito, vive a Ofra con sua madre e i suoi tre fratelli Bnei Menashe che sono immigrati dall'India in Israele. Il fratello maggiore di Eliezer, Yehoshua, ? stato il primo della famiglia ad arrivare, nel 2000 e anche lui ha prestato all'epoca servizio nell'IDF.
Dal?Mako website, ?un profilo di Reuven Tonung, un soldato Bnei Menashe. Abbiamo gi? parlato diverse volte dei Bnei Menashe, la cui identit? ebraica ? stata riconosciuta solo da qualche anno. I Bnei Menashe hanno vissuto in India, e con l'aiuto di organizzazioni come Shavei Israel, hanno iniziato a immigrare in tanti negli anni passati. Molti di loro prestano servizio in posizioni cruciali all'interno dell'esercito. reuven-tonung-1 Uno di questi ? il sergente maggiore?Reuven Tonung, un sottufficiale nell'unit? Kometz, con il compito di difendere le frontiere. Tonung ? in servizio nell'IDF oramai da dieci anni, e nemmeno una ferita grave causata da un cecchino, ? stata in grado di fermarlo.
Avete mai sentito parlare di un falegname cantante? Il suo nome ? Itzhak Fanai e, assieme a sua moglie e il piccolo figlio, far? aliya all'inizio del 2017. Itzhak ? uno dei??20 Bnei Menashe?che immigreranno dallo stato Indiano?del Mizoram l'anno prossimo con l'aiuto di Shavei Israel. Abbiamo parlato con Itzhak per conoscere meglio la sua vita in India e sapere quali siano le sue aspettative riguardo al suo futuro in Israele. Itzkhak, 30 anni, di giorno costruisce armadi e mensole, nei fine settimana ? cantore alla sinagoga Bnei Menashe di Aizawl, la capitale nota anche come la "Honk Kong" del Mizora (grazie ai suoi impressionanti grattacieli nel mezzo dell'India rurale, nella foto). aizawl-skyscraper-city
Un'aristocratica romana pose una volta a Rav Yosi Ben Halafta, uno dei principali saggi della Mishna, una domanda provocatoria. "In quanti giorni ha creato Dio il mondo?", chiese. "In sei", rispose il Rav.   "E di cosa si ? occupato Dio da allora?", incalz?. "Di formare le coppie per farle sposare", fu la risposta.   "Giusto questo?", disse con ironia. "Persino io riesco a farlo. Creer? centinaia di coppie in brevissimo tempo". E la storia continua nel?Bereshit Rabba?(68:4), quella notte la matrona romana fece unire un migliaio dei suoi schiavi con migliaia di schiave. Ma al mattino, uno schiavo aveva la testa mozzata, un altro aveva perso un occhio, mentre un terzo zoppicava a causa di una gamba rotta". Rav Yosi aveva predetto esattamente questa cosa. "Pu? sembrare facile ai tuoi occhi" disse all'aristocratica romana, "ma per il Signore ? difficile come far aprire il Mar Rosso". Dio deve avere osservato l'ultimo Shabbaton che si ? tenuto a Belmonte, in Portogallo, visto che alla fine una coppia inusuale si era formata. A met? maggio, l'emissario di Shavei Israel in Portogallo, Rav Elisha Salas, aveva ospitato 120 Ebrei Hassidici da New York, nell'albergo della cittadina appena inaugurato casher (ne avevamo scritto qui). Rav?Isroel Nachum di Safed aveva organizzato questa gita, che Rav Salas aveva definito come "una straordinaria e unica esperienza in Portogallo". Ed ? proprio cos? che si devono sentire Chunie Reinhold e Ruth Rodrigo.
di Laura Ben-David Durante un lungo viaggio di conferenze alle quali ho partecipato negli Stati Uniti, ogni minuto era contato e ogni azione programmata. Quindi quando sono stata avvicinata, dopo un discorso che ho tenuto a Southfield in Michigan, da una donna che voleva sapere se potevo fare un discorso ad un altro gruppo quel pomeriggio stesso, la mia iniziale reazione era di crederlo impossibile. Quando per? mi ha detto che gruppo rappresentava, non ho avuto dubbi, avrei partecipato. Cos? un'aggiunta dell'ultimo minuto ? diventata il momento pi? commovente di tutta la mia attivit? di relatore. Mi ha detto di essere Esther Posner, una bambina che era stata nascosta durante la Shoah. Il suo "gruppo" si sarebbe riunito quel pomeriggio e avrebbero apprezzato forse il mio intervento. Ma che gruppo ? esattamente? Ho chiesto aspettandomi un club di lettura o di t? per signore. Mi ha detto che era la?World Federation of Jewish Child Survivors of the Holocaust and Descendants. Questo sarebbe stato l'incontro annuale di Hanukk? del Michigan. Ci sarebbero state circa 70 persone, la maggior parte di loro bambini nascosti durante la Shoah. Mi sono venuti i brividi solo a sentire dell'esistenza di un tale gruppo. E ad essere la relatrice principale?ero onorata come non mai. Ovviamente l'avrei fatto, anche se significava creare una nuova presentazione, adattarla al pubblico, avere solo poche ore per prepararmi e infilare il tutto in un programma gi? molto intenso. Il programma esistente che avevo organizzato per il viaggio tratta degli Ebrei "perduti" e "nascosti" in tutto il mondo, ai quali Shavei Israel, dove lavoro come direttrice del marketing e dei nuovi media, aiutava a riconnettersi con il proprio patrimonio ebraico e con lo Stato di Israele. Una di queste comunit? che seguiamo sono gli Ebrei nascosti della Polonia durante la Shoah - quasi l'inverso del gruppo al quale avrei parlato.
di Brian Blum

Luis (Uziel) Morao ? venuto a conoscenza delle sue radici ebraiche in Portogallo da bambino...letteralmente: la sua famiglia ha cominciato a praticare l'ebraismo dopo la sua circoncisione, anche se per Luis non ? stato a 8 giorni, ma quando aveva 10 anni. Da quel momento, quindi, "la mia vita da adolescente ? stata molto intensa, poich? sono stato cresciuto in un ambiente puramente ebraico nel villaggio di Belmonte", racconta Luis.

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Pi? di 500 anni fa, la citt? centrale del Portogallo Belmonte, oggi a due ore di macchina da Lisbona, aveva una comunit? ebraica molto vivace - fino a quando i suoi membri non furono costretti a convertirsi al cattolicesimo nel 1497 e l'Inquisizione li costrinse a nascondersi.

Ma gli Anousim - gli ebrei "nascosti" - di Belmonte erano scrupolosi riguardo alle loro osservanze clandestine. Secondo Leah Jaya Bisquert Bertomeu, che ha visitato la comunit? nel 2013, "non hanno mai mancato di celebrare Kippur, la festa di Ester (prima di Purim) e Pesach. Sapevano per? le date delle feste solo grazie ai pieni di luna". Il rabbino capo di Efrat, Shlomo Riskin, che ha visitato Belmonte nel 2011, aggiunge "per 500 anni i loro discendenti si sono sposati tra loro tenendo l'ebraismo segreto".

Di Alessandra Rovati, The Jewish Week [caption id="attachment_470" align="alignleft" width="300"]Lasagna alle melanzane Lasagna alle melanzane[/caption] Nell?arco della storia, intere comunit? di Ebrei si sono ?perse? a causa delle conversioni forzate e della graduale assimilazione. Tuttavia, in molti casi i loro discendenti si sono passati (pi? o meno segretamente) la conoscenza di regole speciali, rituali, nomi o pi? gustosamente, ricette, che li distinguevano dalle popolazioni attorno. Negli ultimi anni, molte di queste trib? leggendarie e molti Ebrei nascosti, stanno cercando di fare un pieno ritorno al popolo ebraico. Dall?India alla Spagna, dal Portogallo al Brasile, dalla Cina all?Africa, dall?Italia Meridionale alla Polonia: innumerevoli persone stanno abbracciando uno stile di vita ebraico religioso ? sia che abbiano gi? fatto un ?ritorno? formale che una conversione, o meno. Ovviamente, in questo processo, devono spesso ripensare al loro modo di mangiare. Il risultato ? l?abbraccio di tradizionali usi culinari, o la creazione di nuovi.