Storie Personali

Porteremo 250 nuovi immigrati. Con il tuo aiuto sar? possibile! Ecco la storia di una famiglia che attende con ansia: Per Ofer Kolny, 44 anni, realizzare l'aliya ? stato un sogno per lui, sua moglie e i loro due figli. Un ragazzo laureato che lavora come...

Traduzione dell'articolo di Itamar Eichner, pubblicato il 21/9/2020 su Ynetnews.Obed Hrangchal, parte della comunit? di Bnei Menashe, spera di unirsi all'IDF e rappresentare Israele in competizioni internazionali una volta che finalmente emigra nel paese con i suoi genitori e la sorella dopo le Festivit? Ebraiche....

Storia di vita ispiratrice, di cui Shavei Israel ? orgoglioso di far parte.Meirav ? messicana. Nata in una famiglia tradizionale, entrambi i genitori erano insegnanti, e aveva una vita confortevole. Una vita di "telenovela", come dice con tono giocoso. Nel 2001, all'et? di 21 anni, era...

Dietro ogni storia ci sono le personalit? che le fanno accadere. La storia del centro visitatori di Shavei Israel a Belmonte, in Portogallo, non fa eccezione. La personalit? dietro ? Ytzjak L?pez de Oliveira. Ytzjak L?pez de Oliveira ? responsabile di Casa Anusim, il centro visitatori di Shavei...

Nato in Germania nel 1923 rabi Menachem Mendel Taub viene deportato nel 43 ad Aushwitz dove verr? usato come cavia per esperimenti che gli impediranno per tutta la vita di avere figli (per lo stesso motivo non gli ? mai potuta crescer la barba)....

La scorsa settimana ? stata davvero speciale per Anna Lazarevna Bocharnikova, originaria di Vysoki in Russia, che si trova al momento con la sua famiglia a Beit Shemesh. Marted? scorso ha visitato il Kotel (o Muro del Pianto) per la prima volta in vita sua...

E' stato da poco pubblicato un articolo su di un matrimonio che si ? svolto nell'antico quartiere ebraico di Biella, il Piazzo. In realt? Angela Ferrari (64 anni) e Alberto Cal? (72 anni), sono gi? sposati da 44 anni. Dopo avere studiato e fatto una conversione ufficiale con Shavei Israel, hanno potuto celebrare il loro?matrimonio secondo la legge ebraica. ?E Isacco introdusse Rebecca nella tenda di Sara sua madre, si un? a lei, s? che ella gli divenne moglie e la am??. Da questo passo della Genesi (24:67) prende origine la consuetudine ebraica di celebrare i matrimoni sotto alla chuppah, un baldacchino sotto il quale si riuniscono gli sposi e che simboleggia l?unione e la coabitazione di uomo e donna nel vincolo nuziale. Dopo 49 anni, lo scorso 29 luglio, la Sinagoga del Piazzo, il quartiere medievale di Biella, ha festeggiato nuovamente l?unione di due sposi, Alberto Cal? e Angela Ferrari Cal?. L?ultimo matrimonio, quello della biellese Eva Coen Sacerdotti Scialtiel, era stato celebrato nel 1969, dal Rabbino Sergio Sierra della Comunit? di Torino. Gli attuali sposi, Alberto e Angela, seppur residenti per lo pi? in Israele, hanno scelto di sposarsi nella Sinagoga del Piazzo con una scelta dettata dall?affetto, la propria Comunit? - di cui lo sposo ? consigliere - e dal legame che i Cal? mantengono con Biella. Alberto Cal?, adolescente, fece il suo bar mitzvah (maggiorit? religiosa) nella Sinagoga del Piazzo, celebrato da suo nonno, Rav Gustavo Cal?, ultimo rabbino capo della Comunit? ebraica di Vercelli con Biella nell?immediato dopoguerra, dopo la Shoah e la relativa dispersione degli ebrei dalle nostre province. Rav Cal?, uomo colto, gi? Rabbino di Verona nel 1907, di Corf? fino al 1918, di Bengasi, di Pitigliano fino al 1924, di Mantova dal 1927, fu nominato rabbino di Vercelli nel 1946. [gallery ids="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0053-2.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0078-2.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0115-2.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0117-e1535533111474.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0120.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0124.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0140-1.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0145.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0148.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0169.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0282.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0299.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0309.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0333.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/08/0378.jpg|"]
Abbiamo incontrato per la prima volta Reuven Yaari negli uffici di Shavei Israel poco dopo il suo arrivo in Israele dalla piccola cittadina di Reni, in provincia di Odessa nell'Ucraina meridionale. Si era stabilito qui con la famiglia di suo zio, da allora sono passati diversi anni. Oggi Reuven ha 21 anni, studia nella yeshiv? "Machon Meir" a Gerusalemme, ? divenuto ufficialmente ebreo ottenendo finalmente i suoi documenti. Reuven ci racconta del suo percorso spirituale, della vita della comunit? ebraica di Odessa e dei suoi progetti in Israele. Ci fa vedere la sua teudat zeut, la carta d'identit? israeliana che ha appena ricevuto. Reuven ? nato a Reni, cittadina dalla storia interessante, ma la sua famiglia proviene dal villaggio di Burlaceni in Moldavia. Suo nonno, Fedor Yalanzhi (oggi chiamato Avraham), era nato nella comunit? dei Gaugazi e si era interessato all'ebraismo durante il suo servizio nell'esercito sovietico. L? aveva incontrato Israel, un ebreo religioso, con il quale aveva discusso di spiritualit?, storia del popolo ebraico, costumi e tradizioni. Queste discussioni spinsero Fedor a divenire ebreo, tramite il processo della circoncisione. Diverse famiglie della zona seguirono il suo esempio. Nonostante le difficolt? presentate dal regime sovietico, la comunit? voleva espandersi e approfondire la propria conoscenza. All'inizio si raccoglievano in casa di Fedor, dove leggevano i passi dell'Antico Testamento in russo, prima di portare una vera e propria Torah da Israele.
La famiglia Behar ? immigrata dalla Colombia in Israele due anni fa. Gi? questo sarebbe un buon motivo per celebrare. Ma Shavei Israel e la catena di supermercati Shufersol hanno voluto rendere le loro feste ancora pi? dolci quest'anno. Shufersol ha donato buoni per 50mila shekel (circa 12mila euro) ai nuovi olim per alleggerire le loro feste. La famiglia Behar, qui in foto, ? tra questi. I Behar - genitori di una maschio e una femmina - sono originari della citt? di Cucuta, vicino alla frontiera con il Venezuela. Adesso in Israele vivono a Ramle. Il padre ? un artigiano che lavora la pelle. Il suo sogno ? di aprire il proprio negozio in Israele un giorno.
Neda Amin era una blogger iraniana che scriveva per il sito?in lingua persiana del Times of Israel. Una giornalista che criticava il regime iraniano, lasciando l'Iran e trasferendosi in Turchia nel 2014. Pochi mesi fa, la Amin ha contattato il Times of Israel con un?messaggio disperato: la sua vita era in pericolo. Le autorit? turche non apprezzavano la sua collaborazione con un giornale israeliano e volevano espellerla dal paese. Se nessun paese l'avesse accettata, le fu detto, sarebbe dovuta rientrare in Iran, "dove avrebbe subito torture, stupri e l'esecuzione per avere lavorato con un sito israeliano e per la sua opposizione al regime iraniano", ha scritto Rachel Avraham del?Center for Near East Policy Research sul sito di?Israel HaYom. La Avraham ha quindi deciso di aiutarla e si ? messa in moto per trovarle una nuova casa "dove lavorare liberamente come giornalista senza temere per la propria vita".