Parash? della settimana

In questa parash? veniamo istruiti sul rispetto con il quale si devono trattare le minoranze che vivono all?interno della societ? ebraica. E ci? vale come esempio per insegnarci il rispetto per le minoranze in generale, cosa che significa parlare dell?inalienabile diritto alla differenza. ?Dio fa giustizia dell?orfano e della vedova e ama lo straniero che vive tra di voi, dandogli pane e abbigliamento. Voi dovrete amare lo straniero perch? voi foste stranieri in Egitto.? E la Tor? in seguito afferma: ? Amerai l?Eterno tuo Dio?? La Tor? si riferisce con questo precetto a tutti coloro che si trovano in una condizione di minoranza o in inferiorit?: l?orfano, la vedova e lo straniero, coloro che appartengono ad un altro popolo o un?altra nazione, che sono fedeli di un?altra religione, che sostengono un?altra idea o appartengono ad un altro schieramento politico: tutti coloro che, in definitiva, sono ?diversi? ma abitano nella stessa terra in cui noi siamo la maggioranza. Questo precetto ? quello che ? ripetuto il maggior numero di volte nella Tor?. Per ben quarantadue volte ci viene detto di rispettare la minoranza e il debole. I nostri saggi hanno addotto due motivazioni per spiegare la necessit? di tale reiterazione: la prima ? la rilevanza di un precetto che riguarda le relazioni umane e regola la vita di una comunit?; la seconda perch? si tratta di un precetto ?molto facile da dimenticare?, trascurare o eludere, invocando argomenti il cui carattere fallace non ? sempre facile scoprire.
Dalla parash? di Shemin, seguendo un cammino interpretativo interessante, ci ritroviamo a confrontarci con il concetto di santit? all?interno di? vari aspetti del mondo ebraico: la kasherut, le regole alimentari, la santit? della nascita in Tazri?, delle relazioni? sociali in Metzor?, delle abitazioni,? dei luoghi di vita. ? Siate Santi, perch? Io, il Signore vostro Dio, sono santo.? Levitico 19,2. E? interessante, in questo versetto, il cambio tra un comandamento al plurale, ?Siate santi, (kedoshim)? e la contestualizzazione, al singolare, di questo stesso comandamento: ?Perch? Io il Signore vostro Dio, sono santo,(kadosh).? Nella sua completezza il versetto recita: ?Il Signore disse ancora a Mos?: ?Parla a tutta la comunit? degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perch? io, il Signore, Dio vostro, sono santo.? Alla santit? unica, inimitabile ed irripetibile di Dio corrisponde un comandamento collettivo che richiama la santit? della comunit?, di tutta la comunit? dei figli di Israele e ci invita ad ulteriori riflessioni. Una santit? che non ? mai un richiamo astretto, ma passa per il cibo, per le relazioni intime, per ogni azione quotidiana con significato, li dove la Tor? richiama alla santit? come impegno e come luogo non sempre razionalmente comprensibile.?
Esiste un ruolo storico ed un ruolo contemporaneo ed invisibile del Cohen. Il ruolo storico ? quello che conosciamo attraverso la Tor?, rispetto alla sua presenza nel Bet HaMikdash, rispetto al suo essere persona fisica di incontro tra Dio e uomo, tra rito e Shechina otre la stessa ritualit?.
In nome di questo ruolo i primi versetti della nostra parasha di Emor delimitano e definiscono lo spazio ben definito e ben delimitato che il Cohen ha per la propria vita privata sia in positivo che in negativo. Allo spazio del dolore il Cohen pu? concedere solo lo stretto ambito familiare ed allo spazio positivo come quello matrimoniale il Cohen pu? concedere solo gli spazi che la Tor? delimita: il Cohen non pu? sposare una divorziata o ?una ghioret.
? davvero difficile comprendere le richieste della Tor? in questo senso perch? ? chiaro che a livello emotivo ci ? difficile seguire la logica di una imposizione matrimoniale che impone al Cohen di non poter sposare una donna ebrea che sia divorziata o ghioret.
Esistono due parole bibliche per libert?. Una ? chofshi/chofesh, ???? ????? utilizzata con il precetto della libert? degli schiavi (come ? scritto in Esodo 21, 2).? Questa stessa parola ? usata nell?inno nazionale di Israele, Hatikva, che cita ?i duemila anni di speranza di essere un popolo libero (?? ????? ??????) nella nostra terra". L?altra parola ? dror, ???? che viene usata nel contesto dell?anno del Giubileo, parola anche scolpita nella Campana della Libert? a Filadelfia: ?Proclamate la libert? (dror ????) in tutto il paese per tutti gli abitanti.? (Levitico. 25,10), che si trova esattamente nella parash? di Behar Sinai. Il Dror ? la libert? di movimento, di commercio, una libert? che ben si adatta ad una societ? che per la prima volta si affaccia alla vita collettiva in una nuova terra.