Parash? della settimana

Rav Avi Baumol? I fratelli di Giuseppe, figli di Giacobbe, hanno commesso uno dei delitti peggiori, quasi un peccato mortale, e poi tra le urla e le sofferenze del fratello, si sono seduti a mangiare. La Torah non ci parla di quando le persone si mettessero a mangiare. Tutti noi pensiamo che mangiare sia qualcosa di ovvio, pensiamo che una volta si mangiava come ora. Dunque, esclusa qualche occasione speciale, nella quale si ricorda di Abramo che spezza il pane in occasione della nascita del figlio; o di Giacobbe e Labano che finalizzano la pace tra loro? - non dovremmo avere racconti su una questione terrena come il mangiare. Ma qui l?occasione ? particolare, i fratelli cambiano il corso della storia ebraica, consumano il pasto, spezzano il pane spezzando al contempo il cuore del padre.
Rav P.P.Punturello???? ?Al termine di due anni, il faraone sogn? di trovarsi presso il Nilo. 2 Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse e si misero a pascolare tra i giunchi. 3 Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo. 4 Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegli?.5 Poi si addorment? e sogn? una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle. 6 Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle. 7 Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Poi il faraone si svegli?: era stato un sogno.? (Genesi 41, 1-7) Ogni volta che leggiamo il racconto di questo terribile sogno che ha turbato il sonno del faraone siamo concentrati nella comprensione del messaggio del sogno stesso e ci soffermiamo sulle immagini di fame, pestilenza, carestia che i simboli, vacche brutte e magre e spighe vuote ed arse, ci offrono.
Rav Pinchas Punturello???? Un fiume di emozioni travolge Yosef di fronte ai suoi fratelli ed in special modo di fronte a Yehud? che si offre come prigioniero al posto di Biniamino verso colui che tutti credevano il Vicer? di Egitto. Un fiume di emozioni che portano Yosef a piangere ed a liberarsi della maschera culturale nella quale si era rifugiato, la maschera di una finta identit?, quella egiziana, nella quale si era volutamente assimilato e nella quale fingeva di essere felice. Perch? Yosef ? il primo ebreo che sperimenta l?assimilazione come rifugio, come ipotetica strada che risolva il ?problema? dell?identit? ebraica. L?assimilazione, in termine identitari, ? senza dubbio un rifugio. Un rifugio che spesso si ? rivelato fragile e dal quale nessuno ? stato mai difeso in caso di pericolo, n? identitario n? politico. Ma i rifugi ebraici o per meglio dire le vie di fuga a s? stessi o dalla societ? che ci circonda possono essere diverse e di natura molto distante tra di loro. Paradossalmente anche una porta chiusa verso il mondo pu? diventare un punto di fuga ebraico.
Rav Boaz Pashfile_0_original La nostra Parash? settimanale ci parla di come HaShem sia apparso a Mos? sotto l?aspetto di roveto ardente. ?Un inviato del Signore gli apparve attraverso una fiamma di fuoco di mezzo ad un rovereto e osservando si avvide che il rovereto ardeva per il fuoco ma non si consumava? (Scemoth 3:2) HaShem nomina Mos?, finora un semplice pastore di greggi, a capo del Popolo di Israele. Mos? discute con l?Altissimo, non vuole accettare una simile missione, poich? ai suoi occhi non crede di essere degno di una tale posizione. <E Mos? disse al Signore: ?Ma chi sono io che abbia l?ardire di andare dal Faraone e che possa far uscire i figli d?Israele dall?Egitto??> (Scemoth 3:11) E successivamente: <Mos? rispose: ?Forse non avranno fede in me e non ascolteranno la mia voce?? >(4:1)