Parash? della settimana

f47eb11a-a1e9-4de9-963d-78b9e447acf4 Rav Eliahu Birnbaum In questa parash? incontriamo Balak Ben Tzippor, re di Moav, che teme l?avanzata dei figli di Israele verso le sue terre, ma sa che ? aiutato da una forza magica emanata dalla volont? di Dio contro la quale egli non pu? lottare e cerca di opporre magia a magia. Chiama quindi Bilam ben Beor, che il midrash definisce come Mosh? ?il maggior profeta? e gli chiede di maledire Israele e di rompere le difese magiche che Dio gli ha fornito, per poter cos? vincere la guerra che si avvicina. Bilam, che ? un vero profeta, anche se legato al mondo dell?idolatria, sa che la sua magia non avr? nessuna forza se non riceve l?assenso di Dio. Lo consulta ed Egli pone sulla sua bocca le parole che dovr? pronunciare. Per molte volte Bilam benedice il popolo di Israele, di fronte alla perplessit? e all?impotenza di Balak. Bilam osserva l?accampamento di Israele da una montagna ed ha una visione spaziale e temporale del popolo che dovrebbe maledire che lo costringe a dargli una benedizione: ?Come sono belle le tue tende (case) Yaakov e le tue dimore Israel!? esclama. Viste dalla terra di Moav, le case, le famiglie di Israele, l?unit? e la armonia che vi regnano, suggeriscono a Bilam una tale espressione di ammirazione.
3698972_26 Rav Pinchas Punturello All?interno della parash? di Pinhas troviamo un episodio che avrebbe dovuto segnare la storia del mondo occidentale e che, invece, passa inosservato e taciuto. Numeri, 27, 1-11. Le figlie di Zelofcad, figlio di Efer, figlio di G?laad, figlio di Machir, figlio di Man?sse, delle famiglie di Man?sse, figlio di Giuseppe, che si chiamavano Macla, Noa, Ogla, Milca e Tirza, si accostarono e si presentarono davanti a Mos?, davanti al sacerdote Eleazar, davanti ai capi e a tutta la comunit? all'ingresso della tenda del convegno, e dissero: "Nostro padre ? morto nel deserto. Egli non era nella compagnia di coloro che si adunarono contro il Signore, non era della gente di Corach, ma ? morto a causa del suo peccato, senza figli maschi. Perch? dovrebbe il nome del padre nostro scomparire dalla sua famiglia, per il fatto che non ha avuto figli maschi? Dacci un possedimento in mezzo ai fratelli di nostro padre". Mos? port? la loro causa davanti al Signore. Il Signore disse a Mos?: "Le figlie di Zelofcad dicono bene. Darai loro in eredit? un possedimento tra i fratelli del loro padre e farai passare ad esse l'eredit? del loro padre. Parlerai inoltre agli Israeliti e dirai: Quando uno sar? morto senza lasciare un figlio maschio, farete passare la sua eredit? alla figlia. Se non ha neppure una figlia, darete la sua eredit? ai suoi fratelli. Se non ha fratelli, darete la sua eredit? ai fratelli del padre. Se non ci sono fratelli del padre, darete la sua eredit? al parente pi? stretto nella sua famiglia e quegli la possieder?. Questa sar? per i figli di Israele una norma di diritto, come il Signore ha ordinato a Mos?".
Rav Pinchas Punturello ????Le due Parashot di questa settimana Mattot e Maase raccontano il senso del dovere del rispetto del voto, quindi dell?impegno verso Dio ma in fondo anche verso la societ? e verso chi ti ascoltava e le tappe del lungo viaggio dei ben? Israel nel deserto. Impegno e senso del cammino, parola data da mantenere e ricordo fondamentale dei luoghi e dei passi della propria storia. Mentre scrivo queste righe riflettendo su questi significati, leggo la notizia di un tragico, commovente e singolare ritrovamento in una casa di Bilthoven, Olanda. A distanza di pi? di 70 anni, in seguito ad alcuni lavori di restauro, il proprietario di una casa ha trovato queste parole incise su un muro della casa: ?Il Signore abbia piet? del popolo ebraico". A scrivere questainvocazione sono stati Levi Site ed Ester Zilberstein, una coppia di ebrei di Amsterdam che furono poi deportati ed uccisi, e che chiedevano a chiunque avesse letto il messaggio di mettersi in contatto con la loro famiglia a guerra finita. L?impegno e le tappe degli ebrei di Europa tornano in questo tragico messaggio e tornano a noi nella settimana della lettura di queste parashot ed allora penso: ci sono ancora ebrei a Bilthoven? E quante sono le tappe del nostro passaggio in Europa che sono state completamente spazzate via dalla violenza dell?uomo? E quello stesso uomo d?Europa ? oggi pronto a farsi carico dell?eredit? morale e reale di quel messaggio? ?Cercate le nostre famiglie? scrissero i due sventurati lanciando un ultima speranza al resto dell?umanit? e credendo che quella stessa umanit? avrebbe risposto all?invocazione come si osserva un voto, un giuramento.
Rav Eliahu Birnbaum ????Il popolo di Israele si appresta ad attraversare il Giordano e ad entrare nella Terra promessa. In quel luogo la sua vita cambier? e si dovr? confrontare con sfide mai conosciute prima. Questo ? il momento culminante di tutto il percorso che, lungo i quaranta anni del deserto, dar? luogo ad una nazione, partita come popolo di schiavi. Da quel momento in poi la vita sar? diversa, il confronto quotidiano si relazioner? con le normali necessit? di un popolo e non pi? con il rischio dell?imprevedibile. Per questo anche le strutture della leadership e del potere dovranno cambiare. Mosh? era cosciente di tutto questo. Egli era stato il visionario, il sognatore che aveva insegnato ad un intero popolo una utopia che stava per divenire realt?. Aveva guidato la liberazione di un popolo che non aveva voglia di essere liberato e lo aveva guidato attraverso il deserto, per tappe dove tutte le necessit? vitali della sua gente furono soddisfatte in modo miracoloso. In tutti questi anni Mosh? ha esercitato il potere appellandosi alla fede, al pensiero magico, alla aspettativa di una vera e collettiva redenzione.
RavEliahu Birnbaum 2441In questa parash? viene stabilito uno dei pilastri concettuali pi? importanti dell?Ebraismo e che riguarda l?essenza stessa della vita dell?uomo. ?Sarete attenti al compimento delle mitzvot, l?uomo che le osserver? vivr? in esse? dichiara Dio al popolo di Israele. L?espressione ?vivr? in esse? definisce una particolare singolarit? della religione di Israele rispetto a tutte le altre. L?Ebraismo non solo non offre nessun tributo alla morte, n? la idealizza n? tantomeno ? devoto ad essa, ma la definisce come una sospensione della vita e di tutto il suo corpus normativo e legale. I precetti sono donati all?uomo, all?uomo integro, affinch? viva con essi ed interamente in essi, perch? egli viva. I precetti perderebbero il loro significato se a causa loro l?uomo smettesse di vivere. ?Pikkuach Nefesh? ? l?espressione ebraica che indica una situazione di pericolo per la vita fisica e temporale. Non esiste nella Tor? nessuna espressione con la quale sia possibile concepire la morte dello spirito o quella dell?anima. L?unica morte concepibile ? quella fisica, quella temporale, e ad essa si riferisce la Tor? quanto autorizza la trasgressione delle sue stesse norme se esiste un reale pericolo di vita. I nostri saggi, esegeti e legislatori, hanno unanimemente sottolineato il rispetto della vita: nulla deve essere posto al di sopra delle ?norme per la vita?; deve essere rimosso qualunque ostacolo che possa comportare il bench? minimo rischio per la vita. In caso di malattia, di guerra, di situazioni di emergenza, sono proprio i saggi ed i leader spirituali del popolo di Israele che devono agire, annullando tutte le norme dalle quali potrebbe dipendere la perdita anche una sola vita.
Rav Eliahu Birnbaum 1_169213569In questa parash? ci viene insegnata una formula che richiama l?Ebraismo al suo dovere di mantenere viva la speranza, in modo tale che l?uomo non soccomba nella routine. Ogni persona del popolo di Israele ha il dovere di contare quarantanove giorni dalla seconda notte di Pesach fino a Shavuot per dirigersi alla fine verso il Tempio e presentare le offerte dei Bikkurim , delle primizie. Il conteggio dell?Omer, delle sette settimane tra Pesach e Shavuot ha certamente un significato pratico per il mondo agricolo: la fine delle sette settimane coincide infatti con il momento della raccolta ed ? per questo che a Shavuot le primizie, i ?Bikkurim? sono offerte nel Tempio. Ma il conteggio dell?Omer lega e vincola altres? la festa di Pesach con Shavuot, l?uscita dall?Egitto con il dono della Tor?: ?sefirat haomer? ?, di conseguenza, simbolo di un processo incancellabile che si trova al centro tra la libert? fisica e la redenzione spirituale. Comprendiamo da questo passaggio che la redenzione spirituale non pu? mai essere istantanea e deve trascorrere un certo periodo affinch? venga avvertita come ovvia la sua necessit?. Un popolo non pu? vivere senza una identit? culturale, senza una morale, senza leggi, senza precetti, senza norme, senza una coscienza collettiva: sono tutti elementi che accompagnano la mera liberazione fisica ma che necessitano di essere elaborati interiormente.
???-??????Santificherete il cinquantesimo anno e proclamerete la libert? nel paese per tutti i suoi abitanti. Sar? per voi un Giubileo; ognuno di voi torner? nella sua propriet? e ognuno di voi torner? nella sua famiglia.? Con queste parole il versetto 10 del capitolo 25 del Levitico descrive la dichiarazione dell?anno del Giubileo: un anno di liberazione per tutti i suoi abitanti. La parola ebraica libert? usata in questo contesto ? DROR e tenendo presente che nell?ebraico biblico ed in quello post biblico esistono altre due parole per indicare la libert? (chofesh e cherut) dovremmo chiederci perch? nel linguaggio della Tor? la libert? dell?anno del Giubileo ? dror e non altra. Il grande commentatore Rash? cita in loco una fonte e spiega in questo modo: ? Insegna Rabbi Yehuda: ?Cosa significa DROR? Come chi abita in un luogo di residenza qualsiasi, che abita quindi ovunque egli voglia senza essere sottoposto ad altri.? Ibn Ezra, commentatore medioevale spagnolo offre un secondo spunto di riflessione: ? Dror ? risaputo che significa libero come ? detto in Proverbi 26, 2 rispetto alla libert? di volo degli uccelli. Cos? come un piccolo passero canta quanto ? libero nel suo luogo di residenza, si lascia invece morire di fame se ? nelle mani dell?uomo.? Sembrerebbe quindi che il senso delle libert? vista dalla parole dror sia legato alla capacit? ed al diritto dell?uomo di mouversi e di risiedere dove preferisce, un diritto che per Ibn Ezra deriva quasi dalla natura nel paragone che lui compie con il mondo degli uccelli.
images (1) Rav Eliahu Birnbaum In questa parash? vengono definiti i successivi quaranta anni del popolo di Israele nel deserto. Durante gli eventi nel deserto viene alla luce molto chiaramente il criterio che definisce chi sar? capace di arrivare a vivere in libert? e chi non lo sar?. Di conseguenza ? proprio in questa parash? che si determina il futuro di tutta una generazione: chi morir? nel deserto e chi invece giunger? a vivere nella terra di Israele. Mosh? mettendo in pratica le istruzioni di Dio, invia una delegazione di dodici uomini a scoprire le caratteristiche della Terra di Israele prima che vi giunga tutto il popolo. Si tratta dei capi delle dodici trib? che non partono per proprio volont?, ma che sono inviati. Non si tratta di spie come quelle che verranno inviate in seguito da Yeoshua (Giosu?). Questa ? una delegazione diplomatica che non si nasconde e che dovr? riportare pi? tardi informazioni di carattere militare. Gli inviati devono giungere alla terra e osservarne le caratteristiche, devono vedere le sue citt?, gli uomini che le abitano, di quali armi dispongono, per poter poi informare Mosh? e tutto il popolo di quello che hanno visto. I delegati portano a termine la loro missione: al loro ritorno consegnano le loro informazioni, chiare ed obbiettive, senza alcuna distorsione. L?informazione ? positiva.

Rav Pinchas Punturello In fondo la sua critica era giusta ed aveva spinte democratiche che non possiamo ignorare: "Questo vi basti, perch? l?intera assemblea, tutti loro, sono santi e l'Eterno ? in mezzo a loro. Perch?, dunque, vi dovete innalzare al di sopra della congregazione dell'Eterno?"...

Rav Pinchas Punturello 107?Non contaminate le vostre persone con alcuno di questi animali che strisciano per terra. Poich? io sono il Signore, che vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto, per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perch? io sono santo?? Con questo versetto la Tor? giustifica l?intero senso della Kasherut, le regole alimentari e ci obbliga al suo rispetto. In genere la Tor? non si dilunga in spiegazioni per i precetti specifici, ma ci dona una visione del sistema generale dei precetti che sono finalizzati ad approfondire i concetti di santit? e giustizia. La santit? ? il fondamento e l?aspirazione di ogni azione dell?ebreo devoto e con essa come orizzonte noi dobbiamo guardare ad ogni obbligo, positivo e negativo, della Tor?. Eppure, lungo il corso delle generazioni, sono state accumulate interpretazioni che hanno cercato il senso di ogni precetto. Ogni generazione ha apportato il suo contributo in accordo con le correnti filosofiche e culturali che sono esistite in ogni epoca e delle quali era influenzata. Il precetto della kasherut include diverse leggi e tutte queste insieme formano la concezione generale della kasherut.