Parash? della settimana

Dopo la terribile trasgressione degli esploratori che tornati dalla loro spedizione, pur parlando bene ed in maniera oggettiva della terra di Israele, negano la possibilit? che essa possa essere conquistata, la generazione del deserto subisce il terribile decreto di non poter pi? entrare in Eretz Israel e di dover finire i propri giorni (saranno quaranta anni) girovagando, appunto, nel deserto. All?indomani di quella tragica notte, che secondo il calcolo dei nostri maestri fu il 9 di Av, giorno che nella storia ebraica sar? tristemente segnato da lutti, il popolo ebraico si pente, fa teshuvah, si presenta a Moshe e pretende di andare a combattere proprio per quella terra che fino al giorno prima sembrava essere un orizzonte impossibile e lontano, nonostante le promesse e le assicurazioni divine.
La crisi che si scatena in questa parash? ?, nei fatti, una crisi di autorit?. Nella parash? precedente la disperazione e la mancanza di fede hanno fatto s? che la generazione del deserto non sarebbe entrata nella terra di Israele e avrebbe vagato per quaranta anni nel deserto. La leadership su tutto il popolo era gestita personalmente da Moshe fin da prima dell?uscita dall?Egitto. Il popolo non aveva preso nessuna decisione per conto proprio: era stato forzato alla liberazione, gli era stato imposto un ruolo ed un modo di vita e, a prescindere della sua volont?, si era determinato per lui un destino. Probabilmente, se fosse stato consultato preventivamente, il popolo di Israele non avrebbe organizzato l?uscita dall?Egitto, n? avrebbe scelto Mosh? come proprio leader. Ma ancora di pi?: non avrebbe agito e non avrebbe scelto.
La parash? di Behar Sinai richiama il concetto della shemitt? e dello yovel che ? gi? presente nell?Esodo cio? nella parash? di Mishpatim ( Esodo 23 10-11). Nel Levitico 25, 1-13, questo precetto ? definito nell?ambito del conteggio del ciclo dei sette anni di produzione e lavoro, il cui settimo anno era appunto di sospensione del lavoro, shemitt?, e del ciclo di sette volte sette anni che si concludevano con il giubileo, lo yovel, momento anche di sospensione ma non solo dal lavoro agricolo o produttivo che fosse. In sostanza durante il settimo anno all?ebreo ? comandato di non lavorare la terra ed allo stesso tempo di considerare ogni prodotto spontaneo della stessa come hefker, ovvero, come prodotto non legato ad alcun proprietario. Il senso di questo mitzv? comporta un grande sacrificio ed una profonda fede in Dio, perch? proprio attraverso l?abbandono del ciclo produttivo per un intero anno l?ebreo si educa a moderare il senso del possesso, l?affanno dell?accumulo di beni e di capitali.
Il libro dei Numeri che cominceremo a leggere questa settimana si apre con questa espressione: ? E Dio parl? a Mos? nel deserto del Sinai nell?Ohel Moed (la tenda della radunanza)??. Questa espressione che apre di fatto un nuovo libro della Tor? contiene in s? una espressione non del tutto nuovo ma profondamente significativa. Mosh? ha, per cos? dire, incontrato Dio in altre occasioni ed in altre occasioni ha dimostrato il proprio livello di profezia e di contatto con Dio. Il primo contatto tra Dio, Mosh? e la sua capacit? profetica ? avvenuto di fronte al roveto che bruciava senza consumarsi, in Esodo 3,2: ?Egli guard? ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3?Mos? pens?: ?Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perch? il roveto non brucia??
La parash? di Vaiakhel si apre con questo grande raduno organizzato da Mosh? (Esodo 35,1): ?Mos? convoc? tutta la radunanza dei figli d?Israele, e disse loro: "Queste son le cose che l?Eterno ha ordinato di fare: ?Sei giorni si dovr? lavorare, ma il settimo giorno sar? per voi un giorno santo, un sabato di solenne riposo, consacrato all?Eterno.? E? interessante notare che la parola ebraica per radunanza ? ??? ??? ????? ed ? interessante notare che questa parola compare per la prima volta, riferita ai figli di Israele, nel loro diventare comunit? ?consacrata? da un tempo comune. Infatti in Esodo 12,3 leggiamo: ?Parlate a tutta la radunanza di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa.? La prima volta che quindi incontriamo la parola ??? ? quando ai figli di Israele viene comandato il sacrificio di Pesach, un momento, un tempo sacro, di condivisione, di sacralizzazione dello scorrere dei giorni, dell?incontro con gli altri attraverso un progetto comune di identit? personale e comunitaria che trova la sua massima espressione in un radunarsi con uno scopo che sia legato al tempo, legato al fare spirituale e che santifichi sia il tempo che il nostro fare.