Parash? della settimana

La parasha di questa settimana affronta il tema del sistema giudiziario all'interno del popolo ebraico alla vigilia del suo ingresso in terra di Israele quando si sta trasformando da popolo nomade in popolo stanziale con tutto il peso ed i diritti che implicano la costruzione...

Si apre la nostra parash? settimanale con queste parole: ? Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e l?Eterno, il tuo Dio, te li avr? dati nelle mani e tu avrai fatto de? prigionieri, se vedrai tra i prigionieri un donna bella d?aspetto, e le porrai affezione e vorrai prendertela per moglie, la porterai in casa tua; ella si rader? il capo, si taglier? le unghie, si lever? il vestito che portava quando fu presa, dimorer? in casa tua, e pianger? suo padre e sua madre per un mese intero; poi entrerai da lei, e tu sarai suo marito, ed ella tua moglie.? Deuteronomio 21, 10-14. Questa strana cerimonia e questo strano percorso di ingresso della prigioniera nella casa ebraica dove dovr? vivere ? stato fortemente sottolineato dai nostri maestri come un antidoto alla facile violenza, al possesso immorale delle prigioniere ed in definitiva una forma di controllo dell?istinto del soldato, cio? della persona in senso lato, in ogni situazione ed in ogni contesto. Da pi? di tremila anni la Tor? segna con profonda convinzione la necessit? di una vita che abbia standard morali ed etici sempre elevati in ogni momento ed in ogni contesto, insegnando al popolo ebraico ed al mondo intero che non esistono eccezioni o contesti diversi dove applicare moralit? distinte.
??E perch? non avrai servito all?Eterno, al tuo Dio, con gioia e di buon cuore in mezzo all?abbondanza d?ogni cosa, servirai ai tuoi nemici che l?Eterno mander? contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudit? e alla mancanza d?ogni cosa; ed essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finch? t?abbiano distrutto. ? ( Deuteronomio 28, 47-48) Come ? difficile la comprensione e l?accettazione di questo versetto. Cosa significa che il popolo ebraico sar? punito per non aver servito Dio con gioia e con cuore buono? In cosa consiste la colpa di non avvertire la gioia e di non utilizzare un cuore buono? Insegna Rav Dessler, il Michtav MeEliahu, che noi siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio ( Genesi 1,27) e questa straordinaria esperienza di creazione ha impresso in noi, creature umane, la potenzialit? per vivere una vera e profonda gioia che richiama la gioia del Creatore, di Dio che avendoci creato ha espresso la pi? pura forma di amore, di chessed in ebraico.
Al capitolo 8 del Deuteronomio, dal versetto 3 in poi, nella parash? settimanale di Ekev troviamo scritto:"[?] Egli (Dio) poi t?ha nutrito di manna che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuta, per insegnarti che l?uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che la bocca dell?Eterno avr? ordinato.? Forte ?, quindi, il richiamo ad una consapevolezza spirituale anche nella materialit?: la manna, il nutrimento che viene dal cielo, ? s? un elemento che nutre il corpo e sazia la fame, ma ? indiscutibilmente un dono di Dio, qualcosa che scende dalla ?bocca di Dio?. La manna rappresentava l?incontro tra il naturale senso di saziet? che per? ha una origine soprannaturale, una costante presenza dell?aiuto e della attenzione divina nei confronti del popolo che stava attraversando il deserto, cammino che sarebbe durato quaranta anni.
In questa parash? il popolo di Israele continua a vivere nel deserto sperimentando diverse crisi che dimostrano che se non si supera mentalmente la condizione di schiavo non si pu? divenire liberi. Ad un certo punto viene a mancare l?acqua e le persone e gli armenti soffrono la sete. In questo specifico momento appare, come per altre volte, il fantasma del passato: ?E perch? ci hai fatto uscire dall?Egitto, per portarci in questo luogo che non ? un luogo ricco di fichi, vite e melograno e dove non c?? acqua da bere.? Alla presenza di una difficolt? il popolo dimentica nuovamente che in Egitto il cibo non era assicurato, dimentica che il prezzo per esso era la schiavit?. Mosh? ricorre un?altra volta a Dio. Dio gli dice di usare la parola come strumento per far scaturire l?acqua da una roccia. Mosh? non si attiene alle indicazioni ricevute. Non ci ? chiaro perch? lo faccia, per?, invece di parlare alla roccia la colpisce per ben due volte. Dio giudica l?azione di Mosh? come una profanazione: ?non ebbero fede in me per santificarmi di fronte gli occhi dei figli di Israele?? e condanna Mosh? ad un castigo terribile. Mosh?, colui che fece uscire il popolo dalla schiavit?, che sogn? e fece sognare la terra di Israele, non potr? entrarvi, dovr? morire senza vederla per non aver permesso che il flusso improvviso dell?acqua fosse un atto di santificazione di Dio ed un atto di fede.