Parash? della settimana

La morte di Sarah porta Avraham ad un confronto con la popolazione locale, i Chittei, ai quali deve chiede un pezzo di terra o un qualunque luogo di sepoltura. Avraham apre con queste parole la sua richiesta:?Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la propriet? di un sepolcro in mezzo a voi, perch? io possa portar via la salma e seppellirla? (Genesi 23,4). In ebraico il testo si esprime con le parole: gher e toshav, straniero e residente che sono, in realt?, concetti che potrebbero essere in contraddizione. Ad ogni modo per quale motivo Avraham si presenta con queste caratteristiche rispetto alla necessit? di seppellire Sarah sua moglie? Ramban ci fa notare che esisteva un uso presso i Chittei di seppellire i propri morti nelle propriet? di appartenenza familiare, mentre esistevano altri giardini cimiteriali dedicati agli stranieri. La sepoltura segnava anche essa una appartenenza familiare, uno sguardo al passato del defunto ed ai suoi legami familiari terreni, non ultimo al suo lignaggio. La divisione dei giardini cimiteriali nella societ? chittea ? rivolto al passato e richiama il passato.
Il racconto del Diluvio Universale ? un tema ricorrente in molte culture dalle pi? antiche, come la memoria biblica dell?Arca di No?, fino alla storia Ind? Puranica di Manu, passando per la storia di Deucalione nella mitologia greca o Utnapishtim nell'Epopea di Gilgamesh della mitologia babilonese. Sembrerebbe quasi che nella memoria arcaica di molti popoli sia esistita una catastrofe il cui ricordo ? giunto fino a noi, sia tramite tradizione orale che testimonianza scritte. A partire dal 1880, con le prime traduzioni dell'Epopea di Gilgamesh, il mito del Diluvio comincia ad essere rivalutato anche storicamente. Il mondo per cos? dire ?scientifico? laico cominci? a ritenere che dietro il racconto del diluvio ci fosse un evento realmente accaduto, cio? una eccezionale alluvione preistorica avvenuta nell?area mesopotamica.
Chi era Lot nipote di Avraham? Uno tzaddik o un rash?? Un giusto o un empio? Secondo Rabbi Yehuda (Bereshit Rabba 41, 8) Dio si infuriato con Avraham perch? ha lasciato partire Lot, mentre secondo Rabbi Nechemia (ibidem) Dio si ? infuriato con Avraham perch? ha permesso a Lot di vivere con lui. Tutto questo non aiuta a rispondere alla domanda iniziale: Lot era giusto o empio? Lot era entrambe le cose. A Sodoma, in un contesto di malvagit? legalizzata, dato che gli abitanti di Sodoma avevano dichiarato punibile di morte, Lot era un giusto perch? ha rischiato la propria vita e quella dei suoi cari per ospitare gli angeli inviati da Dio. Ma la domanda a questo punto ? una sola: ?Cosa ci faceva il nipote di Avraham a Sodoma?? Ed ecco che quindi siamo costretti ad ammettere che Lot era anche un materialista sfrenato: il suo amore per la ricchezza ed il guadagno lo hanno reso cieco portandolo a vivere in una societ? completamente lontana dai valori della famiglia di suo zio Avraham. Ed allora perch? Avraham ha tenuto Lot accanto a s? nonostante questo suo aspetto problematico? Avraham era animato, nei confronti di Lot e del mondo in genere, dal chessed, dall?amore disinteressato e dalla volont? di portare il prossimo ad un livello spirituale consapevole e superiore.
I versetti del capitol 21 della Genesi che raccontano della cacciata di Hagar, concubina di Avraham, e di loro figlio Yshmael non sono di facile lettura. (Genesi 21:9-21) ? E Sara vide che il figliuolo partorito ad Avraham da Agar, l?egiziana, rideva; allora ella disse ad Avraham: ?Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perch? il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco? E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo.? Sara, la stessa che a suo tempo ha voluto che Avraham concepisse un figlio con la sua serva Hagar, dopo aver partorito un suo figlio naturale, Itzhak, vuole che il primogenito del marito venga mandato via dalla loro casa verso un destino poco certo e con pochissime probabilit? di sopravvivenza. Perch?? Perch? Sara lo ha visto ridere e secondo l?interpretazione dei nostri maestri, Rashi in primo luogo, quel ridere si riferisce a comportamenti idolatri, immorali se non vicini all?assassinio. E? chiaro agni occhi di Sara il pericolo educativo e morale rappresentato da Yshmael, fratello maggiore, nei confronti del fratello minore, Itzhak, appena nato.
Lungo tutto il libro di Devarim ci viene insegnato come creare una societ? modello nella Terra di Israele. In questa parash? si parla della povert? in quanto realt? da conoscere e da affrontare. ?Non mancheranno mai poveri sulla terra?: la Tor? afferma ideali e codici di valore ed allo stesso tempo non perde di vista la realt?: considerando che la povert? ben difficilmente sparir? in maniera totale nella nostra realt? sociale, ci viene insegnato come convivere con essa ed aiutare coloro che hanno bisogno di noi. ?Se dovesse esserci un bisognoso tra i tuoi fratelli all?interno della tua citt?, nella terra che Dio l?Eterno ti ha donata, non indurirai il tuo cuore con lui n? chiuderai la tua mano, ma gli presterai qualsiasi cosa necessiti.? L?insegnamento ? chiaro: si deve positivamente aprire la mano e viene imposto di non chiudere il cuore. Azione ed emozione si integrano completamente per far fronte alle necessit? dell?altro: il cuore commosso che stimola la mano perch? questa agisca rimediando per quanto sia possibile alla situazione. Attraverso questa integrazione l?uomo riesce a superare la propria natura egoista e quindi riesce ad essere migliore. D?altra parte il concetto ebraico di aiuto per il bisognoso non ? paragonabile alla ?carit?? ma alla ?giustizia?, concetto attivo chiamato ?tzedak??. E? un concetto che parte dal riconoscimento della uguale potenzialit? tra gli uomini. E? pertanto un obbligo che equivale al pagamento delle imposte, che non sentiamo certo come una ?carit??.