Parash? della settimana

???? ??? ?? (?) ???????? ??????????? ??????????? ?????????????? ?????????? ?????? ??????????? ??????? ???????????? ??????? ????????? ????????????????: ?Parla ai figli di Israele che prendano per me un?offerta, da chiunque sia generoso di cuore prenderete la mia offerta.? Esodo 25, 2. Il popolo ebraico ? messo di fronte il proprio dovere di partecipare alla costruzione della nuova realt? fisica e spirituale all?interno del Mishkan, il tabernacolo portatile nel deserto. La costruzione del Mishkan richiede una partecipazione per cos? dire materiale, oltre che una tensione spirituale verso quel luogo di incontro tra rito, ritualit? e spiritualit?. Tutti coloro che possono e vogliono donare materiali sono chiamati a farlo, tutti coloro che sono capaci di costruire, di modellare, di creare sono invitati a farlo. Rav Hirsch, Rav Samson Raphael Hirsch, il grande maestro dell?800 della Germania, padre della moderna ortodossia, fa notare alcune particolarit? nel testo in ebraico. Il testo infatti dice: ?Prendano per me?, espressione strana l? dove ci saremmo aspettati una espressione al singolare: ?Ognuno offra per me?? Per Rav Hirsch la questione si risolve in uno sguardo sul pubblico, sulla collettivit?, piuttosto che sull?offerta del singolo. La mitzv? di offrire e di partecipare alla costruzione del Mishkan non cade solo sul singolo, bens? sull?intera collettivit? del popolo ebraico e non solo attraverso i singoli donatori.
La parash? di Terum? si apre con l?indicazione divina della costruzione del mikdash, un santuario, dove Dio avrebbe avuto, per cos? dire, il suo spazio di residenza in mezzo al popolo di Israele ( Esodo 25,8). Al verso successivo lo stesso comandamento torna a riferirsi alla costruzione di un mishkan (Esodo 25,9) che era il vero e proprio tabernacolo trasportabile nel deserto. Mikdash e mishkan sono quindi il luogo di incontro tra popolo e Dio e sono due elementi ben distinti e con significati diversi. Il mishkan ? il luogo del movimento, il luogo che il popolo pu? smontare e condurre con s?, ? il luogo che segue l?uomo nel suo camminare, nel suo salire e scendere, sia fisicamente che spiritualmente. Il mishkan ? la ?tenda della radunanza?, la tenda dell?incontro, l?incontro tra l?uomo e Dio attraverso lo studio e la trasmissione della Tor?. Per questo motivo nella parash? di Tetzaveh troviamo un versetto di fondamentale importanza. ??all?ingresso della tenda di convegno, davanti all?Eterno, dove io v?incontrer? per parlare con te.? (Esodo 29,42) Nel mishkan Dio si incontra con tutto il popolo di Israele, ma parla con Mosh?, quel ?te? che ? specificato nel versetto. E cosa significa parlare con te? Rav Dessler z?l ci insegna che in quel contesto ?parlare? significa trasmettere Tor?, perch? lo studio della Tor? significa avvicinarsi a Dio con gioia e con pienezza di significato.
Questa settimana la parash? di Ki Tiss? ? preceduta dalla festivit? di Purim. Conosciamo tutti i versetti tragici con i quali si apre la parash? al capitolo 32 del libro dell?Esodo: il popolo ebraico entra in panico per il ritardo con il quale Mosh? scese dal monte Sinai e cade in preda all?ansia da guida, da materialit?, da senso di ordine che ordine non ? e costruisce il vitello d?oro che altro non ? che una inutile proiezione materiale, frutto di un panico pi? profondo a livello spirituale. Conclusione di questa caduta spirituale ? una festa, un banchetto, un mangiare insieme: ?L'indomani, si alzarono di buon'ora, offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alz? per divertirsi.? ( Esodo 32, 6) L? dove il testo originale dice: ?????????? ????? ??????? ????????, ?????????? ???????.? Ed il verbo usato per indicare il divertimento, in generale indica un momento di assenza di limiti e di moralit?. E? interessante notare che anche nella Meghill? i banchetti occupano un posto chiave nello drammaturgia della storia stessa. La Meghill? si apre con un banchetto, quello del re Assuero, che ? il segno tangibile del suo potere ormai consolidato, c?? poi il banchetto della regina Vashti che ? il segno di una autonomia che verr? punita dallo stesso re Assuero e ci sono i banchetti di Ester che svela, in quei contesti, la propria origine e capovolge il senso della storia stessa. Al centro della storia di Purim c?? per? il digiuno, come a dire la ripresa di una moralit? attraverso il gesto estremo dell?astensione dalla materialit?.
?E i capi dei popolo portarono pietre d?onice e pietre da incastonare per l?efod e per il pettorale, aromi e olio per il candelabro, per l?olio dell?unzione e per il profumo fragrante, il ketoret hasamim? (Esodo 35, 27-28). E? sempre stato difficile comprendere fino in fondo l?offerta dell?incenso che bruciava nel Mishkan ed in seguito nel Mikdash, nel Tempio di Gerusalemme. Il ketoret bruciava quotidianamente ed una volta l?anno bruciava all?interno del Kodesh haKodashim, il luogo pi? sacro del Tempio. Si trattava di un rituale che esprimeva un?intima connessione con l?Eterno, una devekuth, una unione mistica con Dio stesso. Dobbiamo notare che la parola ebraica katar, che vuol dire bruciare, in aramaico ha il senso di ?attaccarsi, legarsi?. Il senso di questo legame richiama un?unione con Dio che va al di l? di un rito come il sacrificio o l?offerta sull?altare. Affermano, infatti i nostri saggi: ? Tutte le offerte venivano portate a causa dei peccati o degli obblighi, ma il ketoret era offerto solo per gioia.? (Tanchuma Tetzaveh, 15) Il ketoret era un?insieme di profumi e fragranze, il suo fumo profumato che saliva verso l?alto simboleggiava una perfetta connessione tra cielo e terra, tra spirito e materia.
Dobbiamo ammettere che ? davvero complicato per noi moderni comprendere il significato profondo dei sacrifici, elemento centrale del libro del Levitico. Levitico 1, 5-6: ?Poi immoler? il capo di grosso bestiame davanti al Signore, e i sacerdoti, figli di Aronne, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all'altare, che ? all'ingresso della tenda del convegno.?Scorticher? la vittima e la taglier? a pezzi...? Animali tagliati, scorticati, fatti a pezzi?un mondo come il nostro dove la sensibilit? verso il mondo animale ? davvero profonda il sacrificio rituale resta qualcosa di incomprensibile. Forse la domanda che dovremmo porci ? se il nostro mondo ? davvero profondamente sensibile nei confronti del mondo animale. Commentando questo passaggio della Tor? Rav Kook scrive in in Igrot haReiy? IV, 24 che per poter comprendere il ritorno dei sacrifici nel nostro mondo dobbiamo, in un certo senso, liberarci da un certo peso della cultura europea. I sacrifici, agli occhi di Rav Kook, non sono un rito primitivo, bens? contengono un messaggio di santit? che non pu? essere compreso se non attraverso la rivelazione divina rispetto allo stesso messaggio messianico che si riveler? nella sua completezza con la Redenzione finale del popolo ebraico e del mondo intero. In altre parole l?intera cornice degli aspetti pratici dei sacrifici si riveler? solo con la volont? divina che ci sveler? il senso profondo del rituale.