Ebraismo

Di Rav Yitzhak Rapoport 847-300x225Abbiamo da poco finito di festeggiare Pesach, la festa che segna il raggiungimento della libert? da parte del nostro popolo. Liberi dall?essere schiavi, liberi dall?essere oppressi. Ma ? questa la reale e definitiva libert?? Sappiamo bene che la risposta ? negativa. Sappiamo che esattamente 50 anni dopo essersi conquistati la libert?, i nostri antenati si trovarono sul monte Sinai e sentirono la voce di Dio, ottennero la Torah, e stabilirono il patto. E? durato 50 anni il processo di cambiamento interiore, da schiavi appena liberati, persone che non potevano prima di allora decidere della propria sorte, a uomini realmente liberi, maturi e capaci di raggiungere la vera definizione di libert? ? unirsi cio? alla volont? di Dio. 50 giorni per passare dal pi? basso grado di libert?, cio? ?essere liberi di non dovere far niente?, al raggiungere il pi? alto grado di libert?, cio? ?essere liberi di potere fare qualcosa?. Durante questi 50 giorni siamo obbligati a contare ogni giorno (contare l?Omer), e assieme alla crescita dei giorni, cresce anche la nostra voglia di riottenere la Torah, per la festa di Shavuot. Dovrebbe quindi essere un momento gioioso nel nostro calendario. E? veramente cos?? A prima vista ci dovrebbe sembrare cos?. Per i primi 33 giorni dell?Omer ? vietato farsi la barba e tagliarsi i capelli. Non si organizzano matrimoni e non si ascolta la musica. Si osserva il lutto per la morte dei 24mila studenti di Rav Akiva, morti circa 1900 anni fa. Se osserviamo bene la storia ebraica possiamo notare che anche altre tragedie sono accadute durante l?Omer. Secondo alcune fonti le crudeli crociate degli anni 1096 e 1146 in Renania, durante cui molti ebrei vennero uccisi, si svolsero proprio durante i giorni del conteggio dell?Omer. Altre fonti riportano che i terribili massacri di Chmielnicki, iniziati nel 1648, durarono fino all?Omer. Non ? quindi difficile capire il legame spirituale che esiste tra i primi giorni dell?Omer e le successive tragedie accadute al popolo ebraico in questi giorni. L?uomo ? particolarmente portato alle ricadute nei periodi di passaggio. Durante l?Omer siamo come adolescenti ? liberi da uno stretto controllo dei genitori, ma non cos? maturi da poter essere liberi appieno, per unirsi al proprio destino. Non deve quindi stupire come questi ?giorni adolescenziali? siano stati un periodo difficile della storia ebraica, diventando quindi tradizionalmente giorni di lutto e tristezza.
Torah_Reading_Sephardic_custom-300x225Chiunque sia stato in sinagoga e abbia ottenuto l?aliyah alla Torah (andare a Sefer) o abbia visto gli altri fare quest?aliyah, ha potuto notare che chi lo fa comincia la berach? con le parole ?Barechu et HaShem hamevorach?, cio? ?Benedite Hashem, il quale ? benedetto?. Ma un uomo pu? benedire il Dio Infinito? Un uomo ? capace di benedire HaShem, che si trova fuori dal tempo e dallo spazio? Com?? possibile? Cercando nel Tanach (la Bibbia ebraica), troveremo che la parola Barechu (benedite), appare raramente, solo 16 volte in tutto il Tanach. E? importante notare come la parola Barechu sia pi? spesso scritta senza la congiunzione ?et?, e non come nella berach? sopra citata, nella quale diciamo Barechu et HaShem. Per esempio Dvorah e Barack cantano un inno a HaShem e dicono due volte Barechu HaShem (Giudici, capitolo V). Barechu et Hashem appare nei Salmi, capitolo 135, dove troviamo 4 volte questo accostamento. Qual ? quindi la differenza tra Barechu HaShem versus Barechu et HaShem? Per avere una risposta, dobbiamo quindi capire il senso profondo della parola Barechu, ?benedite?. A questo scopo ci aiuteremo con la pi? antica fonte scritta della Torah Orale, cio? il Targum Jonathan.
Di Rav Avi Baumol151379-300x166 Purim ? una festa strana. Perch? strana? Perch? ? diversa dalle altre. Per esempio: Purim ? l?unica festa che si svolge fuori dalla Terra di Israele. Secondo, La Megilat Esther che si legge per questa festa, ? l?unico libro della Torah dove non ? citato Dio! In nessun modo. Terzo, Purim ? l?unica festa che comincia con un digiuno (taanit Esther). Perch? cominciamo con un digiuno? Quarto, come festeggiamo Purim? Strani travestimenti, tanti cibi tipici della festa e molto alcol! Beviamo tanto, ? una mitzvah quella del bere!!! Quinto, sempre quando c?? una festa aggiungiamo una preghiera speciale ? si chiama Hallel. La aggiungiamo per ogni festa, fuorch? per Purim! Perch?? Sesto, chi ha dato il nome a questa festa? Mordechai? Esther? Dio? No! Haman Harasha ? il cattivo Haman! Inoltre, celebriamo Purim nel giorno in cui Haman ha fatto la scelta sbagliata. Vi immaginate: festeggiare Pesach per ricordare il giorno in cui il Faraone ha deciso di uccidere gli Ebrei??? E magari pure la Hanukkah di Antioco??? Si ? una festa molto strana.
Di Rav Tyson Herberger ?????Molto probabilmente la mitzvah pi? popolare di Purim, ? quella di bere alcol ? ad lo yada d? ? fino a quando non riconosciamo pi? la differenza tra il benedetto Mordechai e il maledetto Haman. Ma si tratta proprio di ubriacarsi? E solo questo ha qualche legame con Purim? Il Libro di Ester (Meghillat Esther in lingua ebraica) ci invita a bere alcol, ma non dice chiaramente di ubriacarsi. Il racconto si apre con il re Ahashverosh, che durante una festa della durata di 180 giorni, decide di prendere una nuova moglie. Successivamente, Ester quando viene a sapere del complotto di Haman contro gli Ebrei, organizza un banchetto. Invita sia Haman che Ahashverosh. Quando il re ? ubriaco, Ester gli presenta la situazione. Il re subito decide di aiutare Ester e liberarsi di Haman. Quindi, l?ubriacatura ? servita per fare di un?Ebrea una regina, cos? come l?ubriacatura ha aiutato nel salvataggio degli Ebrei. Quindi l?alcool ha avuto una doppia funzione in questa storia: l?incoronazione di Ester e come mezzo di persuasione del re. Quindi ci stupisce poco vedere gli Ebrei della citt?, che alla fine della Meghillat Ester organizzano una festa per celebrare la loro salvezza. I tre versi del capitolo 9 (17, 18 e 22), ci parlano degli antichi Ebrei e in quale giorno precisamente festeggiano la salvezza. Ma precisamente cosa hanno bevuto, quanto hanno bevuto e altri particolari, sono stati tralasciati. Il Libro ci indica chiaramente di bere ai giorni nostri, ma non ci dice che tipo di bevuta deve essere!
Rav Pinchas Punturello 11025204_428545803962451_7786416572602720004_nTra la sera e la giornata di Purim l?ebreo ? obbligato alla lettura della Meghill? la sera e la mattina della festa, ad inviare ?mishloach manot? ovvero due portate di cibo pronto ad almeno un?altra persona, dare doni ad almeno due diverse persone indigenti, ?mattanot laevionim? ed organizzare un pranzo festivo nella giornata di Purim, dopo mezzogiorno. Se ebraicamente posso concepire il senso della mitzv? che mi impone il dovere di leggere il libro biblico di Ester, di rivivere attraverso il racconto gli eventi che hanno portato prima alla disperazione e poi alla salvezza degli ebrei di Persia, non riesco a comprendere fino in fondo il senso di mitzv?t che mi impongono di inviare dolciumi e cibo ai miei amici, di dare doni o denaro ai poveri e di organizzare un pranzo in un giorno che in fondo resta, per molti di noi, semi lavorativo o comunque non completamente esente da obblighi di lavoro.
Mallorcan_Almond_Torte-300x212Un grande e rinomato chef, Antonio Pina ? una delle massima autorit? delle Isole Baleari per quanto riguarda le questioni culinarie. Ne abbiamo parlato qui, sul sito di Shavei Israel. Ha dedicato gran parte della sua carriera alla riscoperta e al perfezionamento dei tanti piatti famosi della tradizione majorcana, come dimostra questa delicata torta sefardita. Le note dello chef Pina sono in calce alla ricetta. Torta majorcana alle mandorle Questo articolo, apparso nel Bnai Brith Magazine prima delle feste di Pesach, presenta la ricetta per la deliziosa torta di Pina. Potete sia tritare le mandorle sbucciate, che comprare direttamente la farina di mandorle, che viene venduta in gran parte dei negozi naturali e biologici.
7216m4y35b1vqxrexq7Rav Pinchas Punturello Nel primo atto dell?opera ?Madama Butterfly? di Giacomo Puccini quando il console americano Sharpless interroga la giovane Butterfly sulle sue origini e sul perch? ella sia poi diventata una geisha, con orgoglio e dignit? ella risponde: ?Di famiglia assai prospera un tempo?. Le amiche confermano facendo suonare il loro: ?Verit?? e la Butterfly, conscia che i propri interlocutori non le credono aggiunge: ?Nessuno si confessa mai nato in povert?. Non c?? vagabondo che a sentirlo non sia di gran prosapia. Eppur conobbi la ricchezza. Ma il turbine rovescia le quercie pi? robuste e abbiam fatto la geisha per sostentarci?? L?onest? l?orgoglio della Butterfly non trovano sempre corrispondenza nella storia dei popoli e nelle leggende che accompagnano le loro origini, poich? tutti i popoli ma anche singoli individui, cedono alla logica della ?gran prosapia? e consegnano al mondo narrative di grandi eroi e grandi lignaggi avuti come padri ed antenati, finanche dei e divinit? pagane.
Di Rav Yitzhak Rapoport Chiamiamo Pesach la chag ha-cherut ? festa della libert?. HaShem ha liberato gli ebrei dalla schiavit? in Egitto, donando loro la Torah, con le sue 613 mitzvot. Questo si chiama libert?? Uno schiavo costretto al duro lavoro ovviamente riesce ad apprezzare la sua liberazione, ma le sue sensazioni, per noi che viviamo 3300 anni dopo, hanno qualche senso? Non siamo mica costretti a niente noi! Dobbiamo capire che la libert? non ? oggettiva ? la quintessenza della libert? ? uno stato mentale ed emotivo. Una persona, che si trova spesso sotto stress a causa della mancanza di denaro, della sua scarsa educazione ecc., ugualmente non ? una persona libera. E? uno schiavo delle sue necessit?, quindi uno schiavo mentale. E non importa se si tratti di una dipendenza dalle sigarette o da qualsiasi altra cosa. Qualsiasi urgenza o desiderio fanno della persona uno schiavo.
Por Rav Pinchas Punturellogroup Se poi la casa ? troppo piccola per un agnello, ne prenda uno in comune col pi? vicino di casa, tenendo conto del numero delle persone; voi determinerete la quantit? dell'agnello necessario, in base a ci? che ognuno pu? mangiare. Esodo 12, 1-5. Perch? era necessario compiere un sacrificio e consumarlo a livello collettivo prima dell?uscita dall?Egitto? I figli di Israele si predisponevano a lasciare l?Egitto quando Dio gli ordin? di compiere un sacrificio. Non si poteva aspettare un altro giorno prima di compierlo? Non sarebbe stato meglio fare questo sacrificio quando gi? sarebbero stati fuori dall?Egitto, gi? liberi? Il popolo di Israele era stato sommerso in Egitto da una cultura, chiaramente non ebraica e marcatamente idolatra.

Il Seder di Pesach nei suoi ritmi e nelle sue quattro fasi e quattro coppe di vino si rif? al symposium greco-romano. Storicamente per? l?analogia tra banchetto romano e Seder di Pesach si ? mutata con la distruzione del Secondo Tempio nel 70 dell?E.V. Fino...