[video width="640" height="360" mp4="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2016/03/05745a43bb6caeb5abda135ccc9176a6.mp4"][/video] Chag Purim Sameach!...
Dobbiamo fare una introduzione riguardo al concetto di Eruv a Shabbat. L?Eruv ? la ?recinzione? di un luogo pubblico, per esempio di una citt? o di una parte di citt?. Molti dei lettori sicuramente sapranno, che l?Halach? impedisce di portare a Shabbat con s? le cose negli spazi pubblici, non si pu? portare nemmeno un fazzolettino in tasca. L?Eruv permette di portare le cose con s?, poich? in un certo modo cambia gli spazi pubblici in spazi privati.
Il suddetto divieto, che vige esclusivamente nei luoghi dove non c ?? l?Eruv, ovviamente non riguarda i vestiti e i gioielli, orologi inclusi. Ma ci si pone la domanda, se sia permesso a Shabbat portare negli spazi pubblici e dove non c?? l?Eruv, gli amuleti che in qualche modo dovrebbero aiutare la salute delle persone? Nel Talmud, trattato Shabbat 60a, ? scritto che si pu? indossare un amuleto negli spazi pubblici e dove non c?? l?Eruv, solo se sono degli ?amuleti degli esperti?. Che genere di amuleti sono questi? I Rabbini ci dicono che ? un termine per definire due tipi di amuleti:
a. Un amuleto eseguito da un esperto, che abbia guarito con i suoi manufatti come minimo tre persone.
b. Un amuleto semplice, che abbia guarito come minimo tre persone. Cos? come esiste una?preghiera 'nazionale', focalizzata sulle esigenze della nostra gente, tutti noi abbiamo dei?problemi e delle questioni puramente private ??per le quali pregare e chiedere aiuto al Creatore. Nel Talmud i Saggi ci insegnano che possiamo e dobbiamo aggiungere le nostre richieste specifiche alla preghiera...
Sta l?, silenziosamente, contemplativamente, come una sentinella di guardia, emanando forza e un drammatico senso della storia, anche se invoca le nostre pi? profonde brame riguardo al destino ebraico.
Come pi? importante luogo di tutta Gerusalemme, ? un simbolo che risuona intensamente e a volte inscrutabilmente nei cuori di quelli che ne hanno sentito la morbidezza toccandolo.
Infatti, per quelli di noi nati dopo i miracolosi eventi della guerra dei Sei Giorni, ? difficile concepire un tempo in cui il Muro del Pianto era defilato e irraggiungibile, languendo scoraggiato sotto un governo straniero.
Lo visitiamo quando vogliamo, liberi di recitare una preghiera e onorarlo pienamente, o piangervi tutte le lacrime che vogliono i nostri cuori.
Tuttavia, ? stato proprio 48 anni fa, nel 28? giorno del mese ebraico di Iyar, che questo antico resto del Tempio venne ridato al nostro popolo, un evento che commemoriamo da allora ogni anno ? Yom Yerushalaim.
Ma in realt?, quanto apprezziamo e rispettiamo il Muro? Ho anche esitato a chiedere, ma: diamo per caso, il Muro del Pianto per scontato? Ci troviamo adesso nel periodo invernale, un periodo di ?riposo? dai chaghim (feste). L?anno secondo la Torah inizia in primavera, assieme alla festa di Pesach e finisce in autunno con Sukkot e Shemin? Atzeret. Abbiamo ovviamente Hanukkah e Purim, le feste istituite dai Rabbini, per? si sente in un certo modo una forma di vuoto durante l?inverno.
Vorrei quindi spiegare il messaggio di questo vuoto invernale riguardo alle feste.
Come gi? detto in precedenti articoli, la parola ?festa? non esiste in ebraico. I ?chaghim? non sono ?feste? come le si intendono in occidente. Il termine non ? connesso ad un concetto di santit? o di qualcosa di eccezionale. La parola ebraica ?chag? significa ?ruota? e si riferisce al carattere di unit? e solidariet? nel quale la festa dovrebbe essere celebrata quel giorno, che porta cos? un significato unico nella storia del nostro popolo. A Pesach HaShem ci ha liberati dalla schiavit? in Egitto. A Shavuot abbiamo ricevuto la Tor? sul Monte Sinai e abbiamo portato, ogni anno, un cesto pieno di frutti al Tempio di Gerusalemme. Per Sukkot ci ricordiamo della fede e fiducia dei nostri antenati per HaShem, che sono usciti nel deserto e hanno vissuto in capanne (Sukkot) per ordine di HaShem. Uno degli scopi di ogni chag, ? quello di unire il popolo ebraico attorno alla nostra storia comune. Per questo motivo, la Torah usa il termine ?chag?, cio? ruota, che in realt? non ha molto a che fare con la parola ?festa?.
Il ?chag? viene nella Tor? chiamato anche ?reghel?, che significa pellegrinaggio a Gerusalemme. L?unit? di un popolo si raggiunge al meglio nel luogo che ? il pi? importante per la storia di quella nazione. Il Monte del Tempio a Gerusalemme, dove oggi si trova la moschea, ? il luogo pi? importante per la storia del nostro popolo. Sul Monte del Tempio, Abramo e Isacco hanno avuto la loro prova di fede: quando HaShem ha detto ad Abraham, che deve donare in offerta suo figlio Yitzhak sull?altare. Il Monte del Tempio a Gerusalemme ? anche il luogo dove il nostro avo Yaakov ha avuto il suo sogno della scala, che unisce la terra al cielo. Yaakov successivamente ottiene il nome Israel da HaShem. Israel, che ? il primo e pi? vero nome del Popolo Ebraico, cio? ?figli di Israele?.
Come ho detto nell'ultimo articolo, la mancanza dei Chaghim nel periodo invernale, unita alle giornate pi? corte e al tempo freddo, fanno in modo che le persone abbiano pi? tempo per l'introspezione.
Vorrei quindi dedicare quest'articolo al ragionamento sulla spiritualit? dell'uomo in relazione ad un racconto del Talmud.

"Una volta un angelo incontr? Rav Katina. E gli disse:"Katina, Katina, ma che fai, porti un cappotto con gli angoli tondi? Che ne sar? della mitzv? degli tzitzit?" Al che Rav Katina chiese:"Ma perch?? Voi punite chi evita i precetti?" L'angelo rispose:" S?, nei periodi di ira". (Trattato Menachot, foglio 4a).
Si deve innanzitutto spiegare che esiste una mitzv? nella Torah, che impone agli uomini di indossare i tzitzit (frange) ai quattro angoli dei loro vestiti. Per eseguire questa mitzv?, si deve indossare un abito con quattro angoli. L'angelo della storia vede che Rav Katina porta abiti con gli angoli stondati, e cos? non pu? eseguire la mitzv?. Questo non ? in senso stretto un peccato, poich? la mitzv? ? di avere i tzitzit sull'abito, se l'abito ha quattro angoli. Per? l'angelo spiega che nei periodi di ira, come per esempio durante le guerre, il periodo prima di Tisha beAv ecc., l'uomo viene punito anche perch? evita delle occasioni per aderire alle mitzvot.
di Rav Yitzhak Rapoport
Un vecchio proverbio dice: "Mi inganni una volta - la colpa ? tua. Mi inganni due volte - la colpa ? mia". Questo detto ? in antitesi a : "non c'? due senza tre". E qui sorge la domanda, se la correttezza nelle sanzioni legislative dovrebbe esserci dopo due o tre volte dal fatto imputato?

Nel Talmud, Rav Yehuda HaNassi dice, che dopo due. Invece Rav Gamliel sostiene che dopo tre. Nelle questioni economiche l'Halach? da ragione a Rav Gamliel, che solo dopo 3 volte si pu? dare delle sanzioni legislative. Invece nelle questioni dove appare il pericolo di vita, i Rabbini sono stati pi? restrittivi e hanno messo in atto le teorie di Rav Yehuda HaNassi, cio? che bastano solo 2 azioni.
Ecco degli esempi:
Una donna partorisce un figlio, che muore a causa della circoncisione. Ne partorisce un secondo e anche questi muore per lo stesso motivo. Quando nasce il terzo figlio, allora l'Halach? impedisce di circonciderlo fino a quando non crescer?, perch? esiste il sospetto che i suoi figli siano troppo deboli per sopravvivere alla circoncisione. Si deve per? aggiungere che questa Halach? venne scritta ben prima della medicina moderna, e oggi solo i medici prendono certe decisioni.