Ebraismo

? giunto il momento di gioire, ? giunto il momento di uscire e risiedere nelle Sukkot. Tutto intorno a noi ? un tripudio di colori, di allegria e serenit?. La festivit? di Sukkot ? nota come "il tempo della nostra gioia", ci viene comandato di...

Questa settimana, tutto il mondo ebraico ha celebrato Shavuot, una delle "Shalosh Regalim" - le tre feste del pellegrinaggio - che commemorano la rivelazione della Torah al popolo ebraico.

Le comunit? di Shavei Israel dai luoghi pi? distanti del globo, hanno condiviso foto di studio della Torah, preparazione di deliziosi piatti a base di latticini e la decorazione delle loro sinagoghe e centri comunitari con ghirlande di fiori, secondo la tradizione di Shavuot.

Cile

Medellin, Colombia

? una mitzv? accendere le candele di shabbat vicino al tavolo dove si fanno i pasti di shabbat. Affinch? si possa fare il kiddush e si possa mangiare alla luce delle candele, perch? questo ? infatti considerato l?Oneg shabbat.Per?, se ad esempio d?estate si preferisce...

La scorsa settimana, le comunit? di Shavei Israel in tutto il mondo, si sono riunite per accendere i fal? celebrando cos? Lag baOmer, la festa ebraica del 33esimo giorno dell'Omer, cio? il conto di 49 giorni che passano tra Pesach e Shavuot. La festa ricorre anche nell'anniversario della morte di Rav Shimon bar Yochai, il cabalista autore dello Zohar. Siamo felici di potere condividere con voi alcune foto delle celebrazioni in Polonia, India e Israele! Qui la comunit? di Siyala nel Mizoram, che gioisce del fal? nonostante la pioggia:
Accanto alla luminosa lettura della rivelazione della Torah (Esodo 19-20) che si legge la mattina del primo giorno di Shavuot pochi sanno che per la stessa festivit? esiste una abbinamento con un altro libro biblico, il libro di Ruth, una delle cinque meghillot??che come le altre quattro ? stata legata ad un giorno di festivit? dai Maestri secondo questo schema: Cantico dei Cantici / Pesach, Qohelet (Ecclesiaste) / Sukkot, Esther / Purim, e Ech? (Lamentazioni) / Tisha B'Av. Chi era Rut? Ruth ? la nuora moabita di una donna israelita di nome Naomi che si era trasferita con il marito ed i figli da Israele al paese vicino di Moav. Naomi, Ruth, e la cognata moabita Orpah restano vedove in un lasso di tempo molto breve ed allora Naomi, rimasta ormai sola senza marito n? figli, decide di tornare in Israele ed invita le nuore a lasciarla,? a tornare alle proprie case ed a cercare nuovi mariti. Orpah, non sappiamo se per mera educazione, inizialmente afferma di voler seguire la propria suocera ma poi di fatto torna al suo popolo, mentre Ruth ? decisa a restare con Naomi e zittisce ogni replica della suocera con queste parole: " Ovunque andrai, andr?? il tuo popolo sar? il mio popolo e il tuo D.o ? il mio D.o". (Ruth 1:16) Sulla base di questo impegno, che ? in s? una dichiarazione di amore filiale ma anche una condivisione di cittadinanza, di fede, di identit? e di storia, Rut segue Naomi e l?evolversi di questa storia meravigliosa che consiglio di leggere e studiare porta come risultato il matrimonio di Rut stessa con un uomo di nome Boaz, ebreo e parente del defunto marito di Rut: da questa unione nascer? la famiglia che sar? la linea di ascendenza del re David, il quale aveva Rut come antenata, una moabita che aveva abbracciato fede ed identit? nazionale ebraica.
? Commuove il cuore come se si ascoltasse la dolcezza di una delicata ninna nanna. Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.? Chi dice queste parole ? Heinrich Heine poeta, scrittore, letterato ebreo tedesco che per seguire lui stesso la sua carriera nel 1825 si battezz? definendo questo gesto: ?Il proprio biglietto di ingresso in societ??. In definitiva un ebreo di quelli che egli stesso descrive: Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.? Di fronte alle parole di Heine possiamo scegliere di intraprendere due strade che conducono a due tipi di reazioni diverse. Una ? la strada della commozione, della lacrima identitaria che vede alla nostalgia dei nostri fratelli lontani con speranza di redenzione e di ritorno?.verso quel ?profondo del loro essere? che viene mosso e commosso dall?ascolto del mah nishtana. L?altra strada ? quella della consapevolezza che sul romanticismo, sulla nostalgia, sul sospiro identitario non si basa Pesach, n? la preparazione necessaria ad essa n? alcuna delle mitzvot legate al seder ed ai sette giorni di festa che ci aspettano.
Se apriamo le pagine del Talmud nei trattati di Shabbat e Sukkot (rispettivamente 23a e 46a) troviamo che rav Irmiah inserisce un nuovo concetto rispetto all?osservanza del precetto delle candele di Channuka: la benedizione per chi vede le candele accese. Anche Rambam conferma questa halach? e scrive: ??e colui che vede le candele e non ha ancora benedetto, recita due benedizioni la prima sera, quella che Dio ha compiuto miracoli per i nostri padri e la benedizione per averci mantenuto in vita portato fino a questo momento, le altre sere colui che accende recita due benedizioni e colui che vede le candele accese solo una?? ( Hilchot Meghill? veChannuka 3, 4.) Rav Ovadya Yosef nel suo Yalkut Yosef mette in ordine questa halach? e ci spiega che colui che vede le candele accese pu? dire la berach? sui miracoli solo se esistono queste tre condizioni: che egli non abbia ancora acceso le sue candele, che sa che non le accender? quella stessa sera e che sa che in casa sua nessuno accender? per lui, n? suo padre o sua madre se vive con i propri genitori, n? sua moglie o marito se ? sposato.