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Di Brian Blum [caption id="attachment_655" align="alignleft" width="264"] Il nuovo emissario Aryeh Khodorkovsky (a sinistra) con il presidente di Shavei Israel, Michael Freund.[/caption] Shavei Israel ha nominato Aryeh Khodorkovsky come suo nuovo emissario, per lavorare con la comunit? di ebrei Subbotnik di Visoky, in Russia. Khodorkovsky inizialmente si...

Rav Avi Baumol [caption id="attachment_658" align="alignleft" width="182"]Agnieszka mentre si reca in aeroporto Agnieszka mentre si reca in aeroporto[/caption] Rav Avi Baumol ? l?emissario di Shavei Israel a Cracovia, in Polonia. Ha raccolto la testimonianza di questa giovane ragazza polacca, che ha appena scoperto le sue radici ebraiche. Ogni settimana a Cracovia sono testimone di una nuova parte del miracolo, il miracolo della rinascita della vita ebraica in Polonia. Si manifesta in storie differenti, a volte attraverso lacune giovani donne che avendo scoperto negli ultimi dieci anni delle loro radici ebraiche, ritornano lentamente all?ebraismo osservante. Altri fanno i loro primi passi nel mondo ebraico, avendo appreso solo recentemente dei loro antenati. A volte i giovani entrano al Jewish Community Center di Cracovia e chiedono di potere parlare con il rabbino; altre volte sono molto pi? timidi, e solo per caso ci incontriamo. La settimana scorsa ho avuto uno di questi incontri. Agnieszka Z era seduta sul sedile posteriore mentre andavamo all?aeroporto di Cracovia. Mi era stato offerto un passaggio da uno dei miei studenti del JCC. La sua coinquilina si ? presentata, ricordandomi di un nostro incontro un anno prima ad una festa di Hanukkah presso il JCC. Da allora non era pi? tornata, sentendosi in imbarazzo ad indentificarsi come ebrea. Ora, per caso, ambedue ci stavamo recando in Israele per una settimana.
Miriam-Nenghoichong-Haokip-300x207Continuiamo con la nostra serie, ?I Bnei Menashe ? nelle loro parole?. Ecco un nuovo profilo della famiglia Bnei Menashe, che sta pregando per potere fare aliyah quest?estate. Ma per fare questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Si pu? sponsorizzare una famiglia Bnei Menashe con solo 4000 dollari per immigrato. Questo copre il costo del viaggio dall?India pi? il mantenimento di un immigrato nel centro di accoglienza, incluso vitto alloggio, Ulpan di ebraico e altro ancora. Vi presentiamo Miriam Nenghoichong Haokip e la sua famiglia. Si dice che chi vive in Israele ha una relazione pi? stretta con Dio. Per questo vorrei fare aliyah il pi? presto possibile, per potere essere vicina a Dio. Questa speranza e sogno non sono solo di mettere piede sul suolo di Israele, ma di diventare anche una vera ebrea, rispettando tutte le mitzvot in Terra di Israele. Cos? come il nostro corpo e la nostra anima sono inseparabili, noi Bnei Menashe preghiamo con tutto il cuore che ?noi e Eretz Israel? siamo inseparabili. Non vogliamo essere separati per troppo tempo! Ho 22 anni e mi sono diplomata al liceo di Jawahar Novadaya Vidyalaya, uno degli istituti pi? prestigiosi dell?India, sponsorizzato dal governo Indiano. Adesso sto seguendo un corso di laurea al Bethany College in Churachandpur.

di Brian Blum

Due dozzine di donne e ragazze della comunit? Bnei Menashe hanno incontrato questa settimana i loro omologhi biblici sulla scena del teatro Raise Your Spirits, dove sono stati invitati i veterani e recenti immigrati Bnei Menashe in Israele, per una performance speciale del musical "Sorelle! Le figlie di Tzelofchad".

[caption id="attachment_1821" align="alignnone" width="1600"]Bnei-Menashe-women-at-Raise-Your-Spirits-1 Alcune delle donne della comunit? Bnei Menashe al teatro Raise Your Spirits, con Laura Ben-David.[/caption]

La Torah narra la storia di Tzelofchad, un uomo della trib? di Menasse, che aveva cinque figlie, ma nessun maschio. Quando Tzelofchad muore, le sue figlie pongono una domanda giuridica molto importante: l'eredit? a quel tempo andava soltanto ai figli maschi. Sarebbero quindi le figlie di Tzelofchad rimaste senza nulla a quel punto? Portarono allora il caso a Mos? e alla sua corte. Mos? si rivolge quindi a Dio che decide che anche alle figlie vada una porzione di quello che spetta ai parenti.

La storia di?Tzelofchad e delle sue figlie ? ora il soggetto di un nuovo musical scritto dal regista teatrale israeliano Toby Klein Greenwald, con musiche di?Mitch Clyman. Greenwald ? tra i fondatori del?Raise Your Spirits Theatre,?troupe senza scopo di lucro nata nel 2001 nel mezzo della lunga campagna di attentati suicidi con esplosivo dei Palestinesi contro Israele. " Ci esibiamo in memoria delle vittime del terrorismo e dei soldati israeliani che sono caduti durante il servizio, e in onore delle loro famiglie, che ospitiamo come nostri ospiti", dice Greenwald.

di Brian Blum

L'aliyah dalla Cina continua. Per la nostra serie di storie sulle cinque giovani donne della comunit? ebraica di Kaifeng che immigreranno in Israele nei prossimi mesi, vi raccontiamo la storia di Gao Yichen.

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Gao Yichen ? la pi? giovane delle donne di Kaifeng che Shavei Israel sta aiutando con l'aliyah. Ha solo 22 anni, lavora part time mentre completa i suoi studi alla?Jiangxi University di Medicina Tradizionale Cinese, e ha anche una laurea triennale in Musicoterapia. "La musica ? la mia passione" dice. "E Israele, ovviamente".

Anche se non ha mai visitato lo Stato Ebraico, Gao insiste nel volere fare aliyah in fretta. "Il prima possibile!", dice. "Israele ? dove hanno vissuto i miei antenati. Mio padre ha sempre voluto riportarmici. Io appartengo a Israele".

Ha aspettato per molto tempo. "Per sei lunghi anni", ci dice, riferendosi all'ultima aliyah di sette giovani uomini cinesi, che Shavei Israel ha seguito nel?2009.

Cosa sa Gao della sua futura casa? "La tecnologia e l'agricoltura sono molto sviluppate in Israele", ci dice. "E le relazioni tra Israele e i paesi vicini sono tese". Su di un piano pi? personale ammette che la lingua sar? "sar? difficile da imparare", ma ? pronta per questa sfida. "Venire in Israele sicuramente cambier? la direzione della mia vita, ma non vedo l'ora!"

Gao ? un membro assiduo della comunit? ebraica di Kaifeng. Non ci stupisce visto che suo padre ? il chazan (cantore) quando la comunit? si raccoglie per le preghiere. La sua famiglia rispetta Shabbat, mangia solo "cibo puro" (casher secondo le possibilit? della Cina maiale-centrica) e celebra le feste ebraiche "secondo tutti i precetti" - cita Rosh HaShan?, Sukkot, Yom Kippur, Hanukkah e Pesach in particolare. I suoi amici non ebrei sono assolutamente rispettosi delle sue scelte.

di Brian Blum

Krzysztof Sadowski non era scioccato quando sua nonna, tre mesi prima di mancare, ha rivelato alla sua famiglia di essere ebrea. Piuttosto "ero molto orgoglioso" ci dice, "perch? sapevo di appartenere ad una nazione?con pi? di 4000 anni di storia e una cultura molto profonda".

La storia di Sadowski ? emblematica della rinascita ebraica in Polonia. Nel momento in cui la generazione sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale sta iniziando a mancare, sempre pi? persone rivelano alle nuove generazioni le loro origini nascoste ebraiche.

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Nel caso di Sadowski, fu sua bisnonna ad essere convertita al cattolicesimo, ma "non ha mai dimenticato chi fosse" ci dice. Anche se con dedizione trasmise l'eredit? ebraica familiare a sua nonna, quest'ultima lo tenne nascosto. ("Erano gli anni del comunismo in Polonia e la gente aveva paura di parlare del periodo prima della guerra" racconta Sadowski). Per ironia, la nonna ha raccontato la verit? alla sua famiglia durante una cena di Natale.

Sadowski ? giovane, ha appena finito il liceo. Vive con i genitori nella cittadina di Opole, non lontano da quello che era una importante metropoli ebraica - Breslavia, e a tre ore di treno da Cracovia. Grazie al padre ferroviere, che gli procura "biglietti meno costosi" racconta sorridendo, si pu? recare spesso alla Comunit? Ebraica di Cracovia, dove lavora il nostro emissario Rav Avi Baumol. Grazie a Shavei Israel, Sadowski vorrebbe anche visitare Israele, viaggio che lo emoziona molto.

L'Ebraismo Karaita (detto anche Caraismo) ? un movimento eretico ebraico che riconosce solo la Bibbia come fonte autorevole, diversamente dall'ebraismo ufficiale che considera la Tor? Orale (codificata nel Talmud) autorevole per tutte le decisioni inerenti alla legge ebraica. Gli storici pensano che il Caraismo sia nato a Baghdad nell'VIII sec. circa.

[caption id="attachment_1213" align="alignnone" width="276"]Kenesa-in-Eupatoria "Kenesa" karaita (sinagoga) in Crimea[/caption]

Il suo fondatore Anan Ben-David, deluso per essere stato ignorato nella scelta di una carica importante all'interno della comunit? ebraica, decise di fondare una sua setta. Inizialmente il gruppo non fu numeroso, ma oggi si contano circa 30-50mila membri sparsi tra Israele innanzitutto, Turchia, Europa e Stati Uniti.

Una di queste comunit? si trova oggi in Crimea, dove conta circa 800-1500 membri. La regione ? nota per le ultime controversie tra Russia e Ucraina, ma i Caraiti vi sono gi? arrivati 700 anni fa con le migrazioni e conquiste Tartare. Vi sono documenti del 1278 su di una disputa tra Caraiti e Ebrei Rabbinici su quale calendario ebraico usare. La citt? di Chufut-Kale era il centro karaita pi? importante in Crimea.

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Agli Ebrei Karaiti venne concesso lo status di dhimmah, di minoranza protetta, all'interno dello stato musulmano turco. Cos? fu fino al XVII sec. quando cominci? una assimilazione pi? forte con la societ? turca; si cominciarono ad adottare nomi turchi e molti karaiti diventarono impiegati alla corte dei Khan.

Con il tempo?i Karaiti popolarono anche la Lituania e il Regno di Polonia e Lituania. Nel XVI sec. la citt? di Troki divenne un importante centro spirituale karaita. E nel XIX sec. tutte queste zone entrarono a far parte dell'Impero Russo.

[caption id="attachment_1218" align="alignnone" width="220"]220px-Karaite_cemetery_in_Trakai_Troki Cimitero karaita[/caption]

L'imperatrice Caterina La Grande permise loro di avere uno status differente dal resto degli Ebrei, non dovevano pagare le stesse tasse cos? alte, pi? libert? per quanto riguarda la scelta del luogo di residenza, e diede loro alcuni privilegi come il diritto di acquistare immobili o l'esonero dalla leva militare obbligatoria per gli Ebrei.

Nell'Ottocento, su richiesta della comunit? Karaita, lo studioso di manoscritti Abraham Firkovich, sulla base di analisi su tombe karaite a Chufut-Kale e Mangup, concluse che la comunit? era stata espulsa dagli Assiri da Israele gi? nel VI sec. p.e.v., ed era una delle Trib? Perdute di Israele che avevano vagato in tutto il Medio Oriente.

di Rav Avi Baumol

Olga ? cresciuta in Polonia come cristiana senza nessuna connessione all'ebraismo, finch? non ? venuta a sapere delle sue radici ebraiche all'et? di 12 anni. Da quel momento Olga ha seguito la strada delle sue origini, trovando sostegno sociale, spirituale e fisico presso il Centro della Comunit? Ebraica di Cracovia. Da quando ci conosciamo, cio? da qualche anno, studia con me diverse volte alla settimana. La sua storia non ? niente di particolare in Polonia; nell'arco degli ultimi 25 anni, migliaia di giovani uomini e donne hanno trovato la loro strada e sono entrati nella comunit? ebraica di nuovo, aiutando a far rivivere la vita ebraica in Polonia.

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Le storie di queste persone non sono cos? facili: durante il comunismo in Polonia, l'antisemitismo ? entrato a fondo nella coscienza dei Polacchi e molti ebrei polacchi si sono promessi di non rivelare mai le loro radici tenendole nascoste anche davanti ai figli. Quando dopo molti anni la mamma di Olga ha deciso di raccontarle la verit?, ha detto cos?: "tua nonna era ebrea". Non riusciva a dire: "Io sono ebrea, tu sei ebrea e tua nonna era ebrea".

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La terza generazione dei sopravvissuti alla II guerra mondiale ? molto pi? aperta per parlare apertamente di quello che i loro genitori e nonni hanno nascosto. La zia di Olga per tutta la vita ha nascosto le sue origini ebraiche. E' morta l'anno scorso. Non sono stato in grado di convincere la famiglia a seppellirla in un cimitero ebraico. Nessuno ancora non voleva identificarsi pubblicamente con gli Ebrei. Un'altra anima ? andata perduta.

Olga cambia il corso della storia, intraprendendo il suo viaggio qualche anno fa. Studia, osserva, fa volontariato, mette in cantiere diversi progetti, intraprende un dialogo tra ebrei e non-ebrei, educa gli studenti polacchi parlando loro dell'ebraismo (sono molto interessati a questa parte perduta di storia polacca). Olga cerca di "riavere" gli anni perduti vissuti nella mancanza di coscienza e nell'identit? nascosta.

di Brian Blum

Quando la terra ha cominciato a tremare alle 4:35 del mattino, il 4 gennaio, nello stato nord-orientale indiano del Manipur, alcuni dei 700 Bnei Menashe in attesa di fare aliyah lo hanno percepito?come un segno - un segnale che la data in cui dovrebbero volare in Israele per iniziare la loro nuova vita in Terra Santa, potrebbe non essere cos? vicina.

Nel frattempo, tuttavia, la comunit? Bnei Menashe si sta riprendendo da un forte terremoto di scala 6.8 che ha distrutto molte delle regioni dove vivono i Bnei Menashe?? Manipur, Assam e Nagaland. E' stato il pi? distruttivo terremoto degli ultimi 65 anni.

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Il coordinatore di?Shavei Israel per i?Bnei Menashe Tzvi Khaute ? originario del?Manipur. Adesso vive a Gerusalemme, ma la mattina del terremoto era in India, aiutando a preparare il nuovo gruppo di immigrati che Shavei Israel vorrebbe portare in Israele nei prossimi 18 mesi.

"Il terremoto ha colpito violentemente e gli edifici hanno tremato", dice Khaute. Nove persone sono morte, ma "grazie a Dio nessuno tra i Bnei Menashe ? rimasto ferito". Per? molte delle case case sono andate distrutte, come quella della famiglia Touthang. E' un miracolo che nessuno sia rimasto ferito.

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Il The Times of India riporta che?518 case private e edifici governativi sono andati distrutti. Tra questi l'aeroporto di Imphal, da dove i?Bnei Menashe iniziano il loro lungo ritorno a casa in Israele. Ecco una foto sopra a destra.

di Brian Blum

Dina Samte aveva 17 anni quando l'abbiamo conosciuta nel 2010. La giovane cantante e tastierista Bnei Menashe, che aveva fatto aliyah dall'India nel 2007 con la sua famiglia, ci aveva colpito non solo per la sua voce espressiva e le sue capacit? con il sintetizzatore, ma anche per il fatto di essere una vera autodidatta nata non vedente.

Dina suonava gi? ai matrimoni e ai bar mitzv? dei Bnei Menashe, ma ci disse cinque anni fa di volere diventare una cantante professionista e di esibirsi su palchi veri. Il suo sogno pi? grande era di esibirsi assieme alla superstar della musica israeliana Moshe Peretz, che l'aveva ispirata e che era il suo idolo "dalla prima volta in cui l'avevo sentito alla radio" ci dice. "Avevo solo dieci anni e non capivo una parola di ebraico, ma le sue canzoni mi toccavano nel profondo. Direi anche che ho imparato l'ebraico cantando le sue canzoni. Ma non avrei mai immaginato di avere l'opportunit? di conoscerlo e di cantare con lui".

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E quindi nel dicembre 2015, Dina non poteva contenere l'emozione quando sal? sul palco davanti a 600 persone nella citt? di Modin, al centro di Israele, per cantare una canzone proprio con Moshe Peretz.

L'opportunit? ? nata ad un concerto di beneficenza per Shalva, l'organizzazione non governativa israeliana che aiuta i bambini con necessit? speciali. Proprio per coincidenza Moshe Peretz era la guest star. Dina, dall'altro lato, era un membro della Shalva Band dal 2013. Il gruppo musicale include sia ragazzi aiutati dai programmi di Shalva, che lo staff dell'organizzazione. Da quando si ? unita all'ensemble, Dina ? divenuta una solista, recitando in Israele e all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra.