Altre comunit

C'era molta farina durante l'ultimo evento di Rosh Chodesh (primo del mese) a Maalot. Del tipo che diventa pane, anzi chall? per essere specifici. Questa speciale "hafrashat chall?" o evento della separazione della chall? ? stato organizzato con la Rabbanit Tali Kook. Si ? svolto nella...

Centoventuno tra uomini, donne e bambini si sono uniti alla fede ebraica lo scorso mese, in un lontano paese meglio conosciuto per un film della Disney che come luogo di rinascita ebraica. Nell'arco di dieci giorni, a maggio 2016, vi ? stata una importante trasformazione della nascente comunit? di Ebrei del Madagascar, che hanno fatto la loro conversione ortodossa tra la foresta tropicale, i lemuri e i camaleonti grazie ai quali il paese ? famoso. I membri della comunit?, che vanno dai 3 agli 85 anni di et?, sono venuti ad Antananarivo, capitale del Madagascar, per sedersi davanti a un beit din, una corte rabbinica composta da tre rabbini ortodossi: Rav Oizer Neumann di Brooklyn, Rav Pinchas Klein di Filadelfia e Rav Achiya Delouya di Montreal. Rav Delouya ? originario del Marocco, cosa che lo ha aiutato a comunicare con i nuovi Ebrei in francese (seconda lingua ufficiale del Madagascar).

Il Beit Miriam ? il centro comunitario di Shavei Israel per i ragazzi Bnei Menashe a Kiryat Arba, a sud di Gerusalemme. Questo club sociale e culturale, unico nel suo genere, offre corsi di informatica, inglese, ebraico e di ebraismo. E' una seconda casa per...

Uno dei pi? importanti programmi per assicurare il successo dell'inserimento in Israele dei nuovi immigrati Bnei Menashe, prevede la creazione di una rete di famiglie adottive. Queste famiglie accolgono i nuovi arrivati dall'India nelle loro case, invitandoli per Shabbat e per le feste, e aiutandoli nella navigazione in una terra straniera con tanti nuovi e strani usi e costumi. La scorsa settimana, i Bnei Menashe di Kiryat Shemona hanno deciso di manifestare il loro apprezzamento alle famiglie adottive che li hanno aiutati nel difficile momento di transizione. I rappresentanti dei 120 Bnei Menashe stabilitisi in questa cittadina, una delle pi? settentrionali di Israele, assieme alle loro 25 famiglie adottive, si sono riuniti nel locale Hesder Yeshiva per una celebrazione della comunit? - in connessione tra veterani e nuovi arrivati. La serata ? stata un'iniziativa del membro dello staff di Shavei Israel, Rav Alon Mass. Erano presenti anche altri membri del team di Shavei Israel, Hanan Orbach, direttore del dipartimento per l'assorbimento dei Bnei Menashe nella regione settentrionale; Asher Platzki e Yehuda Singson. Rav Mass ha parlato di come la comunit? abbia prosperato durante l'ultimo anno dall'arrivo in Israele. Hanan Orbach ha seguito con una presentazione della visione di integrazione della comunit?, secondo Shavei Israel. Le famiglie adottive di Kiryat Shemona hanno condiviso storie sulle loro esperienze e i Bnei Menashe hanno offerto loro piccoli doni, inclusa una speciale lettera di ringraziamento per ogni famiglia. 449bc614-cd65-4059-b919-dad56fe4289c-300x224 Shavei Israel ha organizzato famiglie adottive in qualsiasi luogo i Bnei Menashe si siano stabiliti, da quando ? iniziata la pi? recente fase di aliyah del 2012. Ci sono comunit? Bnei Menashe a Tiberiade, Nazareth Settentrionale, Safed a Acco - oltre a Kiryat Shemona.

Li Chengjin vede l'aliyah come un'opportunit? sotto diversi punti di vista. E' un'opportunit? per approfondire la sua fede, per rafforzare la sua capacit? nel rispetto delle mitzvot, e anche un'opportunit? per cambiare la sua carriera. "Lavoro come infermiera, ma non mi piace molto. Vorrei fare qualcosa di diverso", ci dice.

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Quando la 28enne Li arriver? in Israele dalla Cina tra qualche mese, tutto sar? diverso, questo ? sicuro - dal cibo alla lingua alla routine quotidiana, che inizialmente si svolger? attorno ai suoi studi di ebraico all'ulpan e alle lezioni di Torah che la prepareranno al ritorno formale all'ebraismo.

Li ? pronta. "Ho studiato per molti anni, ma c'? ancora tanto lavoro da fare", ci dice. Attraverso lo studio, il lavoro, la fede tutto andr? meglio, sostiene, anche per gli ebrei di Kaifeng e per quelli di tutto il mondo.

Sono arrivate! Negli ultimi mesi, vi abbiamo raccontato le storie di cinque donne ebree cinesi che, con l'aiuto di Shavei Israel, hanno ricevuto il permesso di fare aliyah. Luned? 29 febbraio, Gao Yichen, Yue Ting, Li Jing, Li Yuan e Li Chengjin finalmente sono arrivate all'aeroporto di Ben-Gurion. Shavei-1 Giornalisti, sia di testate locali che internazionali, sono arrivati per raccontare la loro storia, quella della comunit? antica di Kaifeng che piano piano si fa strada verso Israele. I reporter israeliani sono rimasti molto stupiti, visto che le ragazze alla domanda su come si sentissero a casa, hanno risposto in ottimo ebraico! Shavei-3-300x205 Questo perch? due delle cinque ragazze non solo tornano a casa, ma ritornano - Li Yuan e Yue Ting hanno vissuto da adolescenti nella scuola religiosa di Yemin Orde vicino a Haifa, dal 2006 al 2010, grazie a un programma sponsorizzato da Shavei Israel. Ma anche le altre tre ragazze parlano speditamente l'ebraico, visto che hanno studiato con i nostri emissari a Kaifeng. Le cinque donne raggiungono i sette uomini che con l'aiuto di Shavei Israel avevano fatto aliyah nel 2009. Grazie a noi, gi? 19 persone della comunit? di Kaifeng vivono in Israele. 12803124_10153928496807836_3823764238193008809_n-300x198 E' stato un lungo percorso per arrivare fino a qui. "Abbiamo lottato per quasi 4 anni per ottenere i permessi e far venire queste ragazze qui", racconta il presidente di Shavei Israel Michael Freund, al reporter di?Israel National News?Yoni Kempinski al Ben-Gurion Airport. "Ho passato molto tempo a importunare, inseguire e convincere burocrati, membri della Knesset e ministri. Ma grazie a Dio, finalmente i permessi sono arrivati e loro sono a casa".
Rav Eliahu Birnbaum shutterstock_121492783Con questa parash? comincia il quinto ed ultimo libro della Tor?. Preparando il suo distacco, Mosh? offre l?eredit? spirituale che lascer? al suo popolo. ?Ed in questa occasione ordinerete ai vostri giudici: Vi occuperete dei vostri fratelli e giudicherete con rettitudine tra l?uomo ed il suo fratello e lo straniero che abiter? con esso. Per i giudici non ci sar? nessuna differenza tra le persone, giudicheranno sia l?umile che il potente. Non temeranno nulla perch? il giudizio ? di Dio.? La strutture che dovranno dirigere la vita del popolo di Israele sono sintetizzate in questo modo da Mosh?. La giustizia ? impariamo dalle parole di Mosh? - non ? garantita dalla sola esistenza di avvocati e giuristi, ancor meno dalle abilit? retoriche. Ma al contrario la giustizia nasce e si sviluppa dal mero fatto che un giudice si ?occupi? e si relazioni con la realt? del suo prossimo e interpreti la legge in base alla realt? concreta che deve affrontare. In ebraico la parola lehaazin, occuparsi, nutrire, nasce dalla stessa radice di equilibrio, ?izun? ed ascolto ?ozen?. Da cui comprendiamo che l?equilibrio fisico sta nell?ascolto; d?altro canto avere una bocca e due orecchie significa che un atteggiamento equilibrato nell?uomo ? contrassegnato dalla necessit? di ascoltare, comprendere, occuparsi, il doppio rispetto a ci? che si dice.
Di Brian Blum [caption id="attachment_741" align="alignleft" width="216"]Yehudit-small-216x300 Yehudit Jaksa, un membro della comunit? Bnei Moshe del Per?, che vive ora in Israele.[/caption] Nel 2002 le bombe colpivano bus e caffetterie in tutta Israele. Migliaia di israeliani vennero uccisi o feriti. I rabbini capi di Israele fecero frequenti visite negli ospedali del paese per dare conforto e supporto spirituale. Durante una di queste visite, l?allora Rabbino Capo Yisrael Meir Lau, conobbe un uomo molto speciale: i suoi lineamenti erano chiaramente peruviani, ma portava anche i peyot (i riccioli tipicamente ebraici). Non avvezzo a questa combinazione di tratti fisionomici e pettinatura, Rav Lau chiese discretamente all?uomo: ?Chi ? lei??. L?uomo rispose: ?Sono un Bnei Moshe. Veniamo dal Per??. ?Come la posso aiutare?? chiese Rav Lau. ?Per favore aiuti la mia famiglia, i miei cari e la mia comunit? a venire in Israele?, disse l?uomo. L?uomo quindi raccont? a Rav Lau l?incredibile storia della sua gente. I Bnei Moshe (chiamati anche ?Ebrei Inca?) non sostengono di avere antenati ebrei. Nel 1958 i fratelli Alvaro e Segundo Villanueva Correa lessero la Torah e decisero di abbracciare l?ebraismo. Formarono una comunit? di famiglie dagli stessi valori e individui che trovarono la verit? spirituale nell?Ebraismo. Cominciarono ad osservare lo Shabbat, le festivit? ebraiche e le leggi della kasherut. Il loro desiderio pi? forte era di unirsi formalmente al Popolo Ebraico. Ma non sapevano come fare ? e nemmeno se il Popolo Ebraico esistesse ancora. In effetti, in quel momento, non sapevano che vi fosse una connessione tra gli Israeliti della Bibbia e il moderno stato di Israele.

Brian Blum La direttrice del marketing di Shavei Israel ? Laura Ben-David, ha fatto una presentazione la scorsa settimana alla conferenza di Limmud a Gerusalemme. Era la prima volta che Shavei Israel partecipava a Limmud, che vanta oramai una trentina d?anni di conferenze ebraiche in giro...