Author: daniella

Rav Pinchas Punturello?img_0394-201308051 ?Il Signore disse a Mosh? di comunicare ad Aronne ed ai suoi figli questi ordini. Ecco le regole per il sacrificio completo: questo sacrificio deve bruciare per tutta la notte sull?altare in cui si terra acceso il fuoco.?( Lv. 6, 1-2) Il fuoco d? una forte connotazione a questi versetti ed all?intera parash?. Il fuoco che bricia sull?altare e nell?altare, un fuoco perpetuo che nella tradizione chassidica diventa simbolo di fede, di attaccamento a Dio, di passione che fa battere il cuore dell?ebreo devoto. Lo Shabbat, il sacro giorno della settimana ebraica,? ? circondato dal fuoco: ?noi accogliamo lo Shabbat con l?accensione delle candele e concludiamo lo Shabbat, aprendo ?una nuova settimana con l?accensione del fuoco dell?Avdal?. Nel roveto ardente Kadosh Baruch Hu si rivela a Mosh? con un fuoco che brucia ma che non consuma, sul monte Sinai, al momento della ricezione della Tor? la montagna bruciava del fuoco divino, nel deserto il popolo ebraico ? guidato di notte da una colonna di fuoco. Il fuoco ? un punto di incontro come risultato del contatto tra sacro e profano.
Mallorcan_Almond_Torte-300x212Un grande e rinomato chef, Antonio Pina ? una delle massima autorit? delle Isole Baleari per quanto riguarda le questioni culinarie. Ne abbiamo parlato qui, sul sito di Shavei Israel. Ha dedicato gran parte della sua carriera alla riscoperta e al perfezionamento dei tanti piatti famosi della tradizione majorcana, come dimostra questa delicata torta sefardita. Le note dello chef Pina sono in calce alla ricetta. Torta majorcana alle mandorle Questo articolo, apparso nel Bnai Brith Magazine prima delle feste di Pesach, presenta la ricetta per la deliziosa torta di Pina. Potete sia tritare le mandorle sbucciate, che comprare direttamente la farina di mandorle, che viene venduta in gran parte dei negozi naturali e biologici.
7216m4y35b1vqxrexq7Rav Pinchas Punturello Nel primo atto dell?opera ?Madama Butterfly? di Giacomo Puccini quando il console americano Sharpless interroga la giovane Butterfly sulle sue origini e sul perch? ella sia poi diventata una geisha, con orgoglio e dignit? ella risponde: ?Di famiglia assai prospera un tempo?. Le amiche confermano facendo suonare il loro: ?Verit?? e la Butterfly, conscia che i propri interlocutori non le credono aggiunge: ?Nessuno si confessa mai nato in povert?. Non c?? vagabondo che a sentirlo non sia di gran prosapia. Eppur conobbi la ricchezza. Ma il turbine rovescia le quercie pi? robuste e abbiam fatto la geisha per sostentarci?? L?onest? l?orgoglio della Butterfly non trovano sempre corrispondenza nella storia dei popoli e nelle leggende che accompagnano le loro origini, poich? tutti i popoli ma anche singoli individui, cedono alla logica della ?gran prosapia? e consegnano al mondo narrative di grandi eroi e grandi lignaggi avuti come padri ed antenati, finanche dei e divinit? pagane.
Di Rav Yitzhak Rapoport Chiamiamo Pesach la chag ha-cherut ? festa della libert?. HaShem ha liberato gli ebrei dalla schiavit? in Egitto, donando loro la Torah, con le sue 613 mitzvot. Questo si chiama libert?? Uno schiavo costretto al duro lavoro ovviamente riesce ad apprezzare la sua liberazione, ma le sue sensazioni, per noi che viviamo 3300 anni dopo, hanno qualche senso? Non siamo mica costretti a niente noi! Dobbiamo capire che la libert? non ? oggettiva ? la quintessenza della libert? ? uno stato mentale ed emotivo. Una persona, che si trova spesso sotto stress a causa della mancanza di denaro, della sua scarsa educazione ecc., ugualmente non ? una persona libera. E? uno schiavo delle sue necessit?, quindi uno schiavo mentale. E non importa se si tratti di una dipendenza dalle sigarette o da qualsiasi altra cosa. Qualsiasi urgenza o desiderio fanno della persona uno schiavo.

Di Brian Blum Prima dell?inizio delle feste di Pesach, i Bnei Menashe in India, nella regione di Manipur, hanno organizzato un ?Seder modello? ? un certo numero di persone ha letto tutta l?Haggadah, comprese le spiegazioni e i discorsi, affinch? le famiglie Bnei Menashe potessero conoscere...

Brian Blum Vi presentiamo una serie di profili dei Bnei Menashe che hanno fatto aliyah in questi ultimi due anni con l?aiuto di Shavei Israel. Questa settimana ?cantiamo? le preghiere di Paomang Issachar Haokip. ---------- Paomang Issachar Haokip ama cantare. Il Bnei Menashe 43enne del piccolo villaggio di Mateyang dello stato indiano nordorientale di Manipur, ha fatto da chazan (cantore) per la sinagoga della comunit?, per dieci anni. Successivamente venne nominato presidente della comunit? Bnei Menashe di Mateyang. Nonostante fosse molto gratificante potere cantare lodi a D-o in India, Issachar sognava ?da anni e anni? di fare aliyah, per potere ?gridare al Creatore? dalla Terra d?Israele. Il chazan ? anche conosciuto come il shaliach tzibur, che significa letteralmente ?l?agente della comunit??. Il chazan tramite questa mansione porta un gran carico di responsabilit?: rappresentare fedelmente e umilmente tutti quelli che sono venuti a pregare. Per dieci anni, quando Issachar ha recitato le benedizioni della preghiera Amidah a nome della sua comunit?, implorando D-o di permettere il rientro degli esiliati a Zion, ha sperato che la sua preghiera si avverasse ? e che anche lui fosse incluso nel grande rientro nella Terra Santa.
[caption id="" align="alignleft" width="300"] Due uomini Lemba[/caption] I Lemba sono una popolazione presumibilmente ebraica dell?Africa meridionale, molti dei quali vivono tra Zimbabwe, Malawi e Sudafrica. La comunit? nell?insieme conta circa 70mila persone. Anche se parlano gli stessi linguaggi Bantu dei loro vicini africani, alcune delle pratiche religiose dei Lemba sono simili a quelle del giudaismo. Le loro tradizioni suggeriscono una loro migrazione in Africa, dalle comunit? ebraiche dello Yemen. Nonostante per? i Lemba possano essere discendenti di antenati ebrei, non hanno praticato il giudaismo da molti secoli. Successivamente, alcuni hanno voluto passare all?ebraismo. Oggi, molti Lemba sono Cristiani o Musulmani. Alcune delle pratiche religiose e credenze simili a quelle del giudaismo includono: ? Sono monoteisti (chiamano il loro Dio creatore Nwali). ? Riservano un giorno alla settimana alla santit? e alla preghiera di Nwali (simile allo Shabbat ebraico). ? Pregano Nwali di tutelare i Lemba, considerandosi il popolo eletto. ? Insegnano ai figli di onorare il padre e la madre. ? Non mangiano maiale e altri cibi proibiti dalla Torah, o le combinazioni proibite dei cibi permessi. ? Il loro metodo di macellazione, che permette loro di consumare la carne, assomiglia alla scechit? ebraica. ? Praticano la circoncisione maschile (modelli di organi maschili circoncisi sono stati trovati nel Gran Zimbabwe). ? Incidono una Stella di Davide sulle loro pietre tombali. ? Ai Lemba viene sconsigliato di sposare non-Lemba, cos? come agli ebrei viene sconsigliato di sposare non-ebrei. ? I Lemba seppelliscono i loro morti in posizione distesa piuttosto che accovacciata.
Vi sono speculazioni secondo cui la famiglia reale Afghana discenda dalla trib? di Beniamino. Per la prima volta pubblicato nel 1635 in un libro chiamato Mahsan-I-Afghani, la tradizione vuole che Re Saul abbia avuto un figlio chiamato Geremia, il cui figlio a sua volta si chiamava Afghana. Geremia mor? pi? o meno nel periodo della morte di Saul e Afghana venne cresciuto da Re David, restando a corte durante il regno di Re Salomone. Circa 400 anni dopo la famiglia di Afghana fugg? in una terra chiamata Gur, che si trova nell?Afghanistan centrale odierno. Si stabilirono l?, commerciando con le popolazioni locali e nell?anno 662, con l?arrivo dell?Islam, i figli di Israele in Gur si convertirono a questa religione, attraverso i 7 rappresentanti degli Afghani. Il capo dei figli di Israele era Kish, come il nome del padre di Saul. Secondo questa tradizione, scrive Rabbi Marvin Tokayer, Maometto li premi? e il nome ebraico di Kish venne cambiato in Arab-A-Rashid, a cui venne dato il compito di far conoscere l?Islam nel mondo.
Rav Pinchas Punturello Ed ho anche udito i gemiti de? figliuoli d?Israele che gli Egiziani tengono in schiavit?, e mi son ricordato del mio patto. Perci? di? ai figliuoli d?Israele: Io sono l?Eterno, vi sottrarr? ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi emanciper? dalla loro schiavit?, e vi redimer? con braccio steso e con grandi giudizi. E vi prender? per mio popolo, e sar? vostro Dio; e voi conoscerete che io sono l?Eterno, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. E v?introdurr? nel paese, che giurai di dare ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe; e ve lo dar? come possesso ereditario: io sono l?Eterno. Esodo 6,5-9. La redenzione ( Gheul?) cos? come ci viene rivelata in questi versetti, non ? un unico atto onnicomprensivo, bens? una serie di quattro diverse tappe che formano un processo storico.
Por Rav Pinchas Punturellogroup Se poi la casa ? troppo piccola per un agnello, ne prenda uno in comune col pi? vicino di casa, tenendo conto del numero delle persone; voi determinerete la quantit? dell'agnello necessario, in base a ci? che ognuno pu? mangiare. Esodo 12, 1-5. Perch? era necessario compiere un sacrificio e consumarlo a livello collettivo prima dell?uscita dall?Egitto? I figli di Israele si predisponevano a lasciare l?Egitto quando Dio gli ordin? di compiere un sacrificio. Non si poteva aspettare un altro giorno prima di compierlo? Non sarebbe stato meglio fare questo sacrificio quando gi? sarebbero stati fuori dall?Egitto, gi? liberi? Il popolo di Israele era stato sommerso in Egitto da una cultura, chiaramente non ebraica e marcatamente idolatra.