Author: daniella

Di Brian Blum [caption id="attachment_512" align="alignleft" width="300"]Purim-cuteness-in-Upper-Nazareth-300x199 Bambini Bnei Menashe in costume per Purim a Nazareth[/caption] La scorsa settimana, Israele e il mondo ebraico hanno festeggiato la festa di Purim, che ci ricorda dell?incredibile svolta ? dal quasi annientamento del popolo ebraico in Persia pi? di 2000 anni fa, fino alla sua salvazione. In onore della gioia che gli ebrei hanno provato all?ultimo momento, Purim ? oggi probabilmente il giorno pi? felice del calendario ebraico. Tutti si vestono in costume per leggere dal Libro di Esther (la Meghillah), fanno dei doni di alimenti (mishloach manot) agli amici e alla famiglia, e partecipano a feste stravaganti condite da vagonate di hamentaschen kosher (biscotti triangolari ripieni di semi di papavero, datteri, cioccolato e altre prelibatezze). Anche le comunit? con le quali lavora Shavei Israel, entrano nello spirito festivo. Ecco cosa hanno organizzato i nostri emissari.
Rav Pinchas Punturello 11025204_428545803962451_7786416572602720004_nTra la sera e la giornata di Purim l?ebreo ? obbligato alla lettura della Meghill? la sera e la mattina della festa, ad inviare ?mishloach manot? ovvero due portate di cibo pronto ad almeno un?altra persona, dare doni ad almeno due diverse persone indigenti, ?mattanot laevionim? ed organizzare un pranzo festivo nella giornata di Purim, dopo mezzogiorno. Se ebraicamente posso concepire il senso della mitzv? che mi impone il dovere di leggere il libro biblico di Ester, di rivivere attraverso il racconto gli eventi che hanno portato prima alla disperazione e poi alla salvezza degli ebrei di Persia, non riesco a comprendere fino in fondo il senso di mitzv?t che mi impongono di inviare dolciumi e cibo ai miei amici, di dare doni o denaro ai poveri e di organizzare un pranzo in un giorno che in fondo resta, per molti di noi, semi lavorativo o comunque non completamente esente da obblighi di lavoro.
Di Brian Blum [caption id="attachment_521" align="alignleft" width="300"]Uomini Bnei Menashe indossano i Tefillin durante le preghiere in India Uomini Bnei Menashe indossano i Tefillin durante le preghiere in India[/caption] I Tefillin (filatteri) sono uno dei pi? antichi e riveriti comandamenti del giudaismo. Sono una coppia di piccole scatole di pelle, che contengono rotoli di pergamena su cui sono iscritti versi della Torah, e che vengono indossate dagli ebrei sul braccio e sulla fronte, durante le preghiere infrasettimanali della mattina. La fonte di questa pratica viene dal Deuteronomio 6:8, che dice ? Quando gli ebrei vennero esiliati dalla Terra d?Israele portarono con s? la pratica dei Tefillin. E quando alcune delle trib? esiliate continuarono il loro viaggio verso oriente, dall?Assiria o Babilonia, i Tefillin hanno fatto da costante connessione con le radici della loro fede. I Bnei Menashe, i figli di Menasse, sono una delle dieci trib? di Israele ?disperse?. Mentre vagavano tra la Persia e la Cina, prima di stabilirsi in India nordorientale, i Bnei Menashe hanno faticato per circa 2700 anni per riuscire a mantenere le loro tradizioni ebraiche.

Rav Pinchas Punturello Dobbiamo ammettere che la parash? di Pequd? pu? essere ripetitiva ed a tratti risultare noiosa: un lungo elenco di tutti i materiali che furono impiegati nella costruzione del Mishkan, un lunghissimo e dettagliato elenco del quale non capiamo a prima lettura lo scopo,...

Gli sforzi di un rabbino, attraverso l?Italia, per costruire nuove comunit? di ebrei da tempo dispersi. Di Gedalyah Reback - Arutz Sheva [caption id="attachment_529" align="aligncenter" width="300"]Rav Pinhas (al centro, con gli occhiali) accende le luci di Hanukkah a Palermo Rav Pinhas (al centro, con gli occhiali) accende le luci di Hanukkah a Palermo[/caption] Quando parliamo di cripto-giudei, abbiamo la tendenza a pensare ai discendenti degli ebrei spagnoli (1492) e portoghesi (1497), che furono costretti a convertirsi al cattolicesimo, seppur mantenendo la Torah in segreto. Per? tendiamo a dimenticare che anche la Chiesa Cattolica e l?Inquisizione hanno influenzato l?Italia, in particolare la Sicilia. In spagnolo erano spesso chiamati conversos o marranos; in ebraico ?bnei anousim?, letteralmente ?i figli dei costretti?. Rav Pinhas Pierpaolo Punturello (che per fortuna, a causa delle mie scarse capacit? con la lingua italiana, viene chiamato Rav Pinhas) ? un prodotto di quella poco conosciuta comunit? cripto-ebraica italiana. Si ricorda i suoi familiari coprire gli specchi in casa dopo che sua nonna era morta, quando era bambino (un?usanza comune durante i lutti per gli ebrei); ha trovato connessioni con l?ebraismo da ambedue i lati della sua famiglia; e dopo avere infine scelto di appartenere all?ebraismo, ? diventato capo spirituale della piccola comunit? di Napoli.
[caption id="attachment_532" align="alignright" width="300"]Rav Ellis legge la Torah per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon Rav Ellis legge la Torah per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon[/caption] Di Brian Blum Il capo delle nazioni unite terr? a breve uno yad ? l?indicatore d?argento usato per le letture dello Sefer Torah in sinagoga ? per concentrarsi su importanti documenti diplomatici, a New York? Probabilmente no. Ma la storia su come uno yad ? stato donato dall?emissario di Shavei Israel al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, proprio nella vecchia sinagoga di Oswiecim (la citt? adiacente all?infausto campo di concentramento di Auschwitz), ? tuttavia notevole. Ban stava visitando la Polonia a novembre, per partecipare alla conferenza mondiale sull?ambiente. Il suo assistente (ebreo), che scrive i suoi discorsi, gli ha suggerito un viaggio ad Auschwitz e nella vicina Oswiecim, dove il segretario generale ? stato accompagnato in una visita al Centro Ebraico di Oswiecim da Rav Yehoshua Ellis di Shavei Israel. Nella sinagoga Rav Ellis ha aperto l?Arca, mostrando il Sefer Torah con la sua corona e copertura. Rav Ellis ha detto a Ban: ?Una sinagoga ? come una persona. L?aron (l?arca) ? la sua mente, la bima (l?area sopraelevata da dove viene letta la Torah alla congregazione) ? il suo cuore, l?amud (il leggio) ? la sua bocca e il ner tamid (letteralmente ?la fiamma eterna? che solitamente pende sopra la bima) ne rappresenta l?anima.
Rav Eliahu Birnbaum vayikraIl libro di Vaikr?, terzo nell?ordine in cui ? divisa la Tor?, comincia insegnando i differenti tipi di sacrificio che dovevano essere offerti a Dio da parte di tutto il popolo di Israele. All?inizio della nostra parash? ci imbattiamo in una espressione molto particolare che non ha nessuna analogia possibile nel resto della Tor?: ?E chiam? Mosh? e parl? l?Eterno dal Santuario dicendo: Parla ai figli di Israele e d? loro: ?Chiunque voglia fare una offerta all?Eterno, tra gli animali?prender? la sua offerta?. Dio ha parlato a Mosh? dal Santuario. Generalmente la Tor? si esprime in questo modo: ?E parl? Dio a Mosh酔; questa ? l?unica occasione nella quale, nonostante l?infinita potenza della voce divina, ad ascoltare Dio c?era solo Mosh? e solamente quando entrava nel Santuario trasportabile del deserto.

Brian Blum [caption id="attachment_541" align="alignright" width="179"] Penina Amid fa lo spelling del numero 9 per gli studenti di Belmonte[/caption] La comunit? Bnei Anousim di Belmonte, in Portogallo, ha una nuova insegnante di ebraico. Penina Amid, che ha gi? insegnato ebraico nell?ambito del sistema scolastico israeliano per gran...

[caption id="attachment_544" align="alignleft" width="184"]Il Tabernacolo dei Rusape Il Tabernacolo dei Rusape[/caption] Vi ? una comunit? di autoproclamati ebrei nel villaggio di Rusape, a circa due ore di strada da Harare, in Zimbabwe. I Rusape sostengono di essere ebrei spiritualmente, anche se non geneticamente, discendendo da una delle Trib? Perdute di Israele, esiliate dalla nostra Terra dagli Assiri nel 722 p.e.V. Secondo il sito Jews of Africa, gli ebrei Rusape possono tracciare la loro recente incarnazione all?incontro del 1903, tra un ex schiavo americano ? William Saunders Crowdy, che era stato anche pastore battista, e Albert Christian che port? gli insegnamenti di Crowdy, infine, in Sud Africa. La comunit? Rusape ha costruito il proprio ?tabernacolo? a circa 7 km dalla cittadina, dove si riuniscono tutti insieme per pregare. Celebrano le stesse feste degli ebrei occidentali, studiano l?ebraico, e seguono le regole di vita ebraica, con origine nel Vecchio Testamento. La comunit? conta diverse migliaia di persone. Solomon Guwazah, della comunit? Rusape, ha scritto una lettera al giornale The African Sun. Eccone qui un estratto: ?Noi crediamo che gran parte degli Africani (Neri) discenda di fatto dai primi Ebrei e quindi che la maggior parte dei Neri discenda dai 12 figli di Israele?.Noi crediamo che la vera fede dei discendenti africani sia l?Ebraismo e non l?Islam, poich? l?Islam ? la rivelazione dei discendenti di Ismaele?.