Author: daniella

Di Brian Blum [caption id="attachment_591" align="alignleft" width="300"]Bnei-Menashe-boys-300x234 Bambini Bnei Menashe celebrano Yom Ha?atzmaut in India[/caption] ?Con speranza e preghiera celebriamo Yom Ha?atzmaut quest?anno a Manipur, ma l?anno prossimo a Zion!? scrive il coordinatore per i Bnei Menashe in India ? Meital Singson. Questo ? stato il tema della Giornata dell?Indipendenza di Israele di quest?anno, celebrata a Manipur, assieme a pi? di 1500 Bnei Menashe, donne uomini e bambini, che si sono raccolti nel centro B. Vegnom a Churachandpur. Come in passato, ci sono state canzoni (dalla giovane band ?Shining Star Kids? ? i ragazzi della stella lucente), molti discorsi, e spettacoli tradizionali in costume delle comunit? di Sijang, Tuila, Monglenphai e Phailen. Benjamin Haokip, uno dei nuovi ?allievi? di Shavei Israel, ha messo insieme l?intero programma. L?evento ? iniziato con l?alzata della bandiera di Israele e si ? concluso con il canto dell?HaTikva, l?inno nazionale israeliano, da parte di tutta la comunit? unita. Un altro allievo di Shavei, Yehoshua Buhril, ha guidato una preghiera per lo Stato di Israele e per la salute dei soldati che servono nelle Forze di Difesa Israeliane. La comunit? ha anche recitato il Salmo 126, una tradizione iniziata dal presidente di Shavei Israel, Michael Freund, basata sul testo del salmo: ?Il Signore fece per noi grandi cose, eravamo felici. Restituisci, o Signore, nel nostro antico stato, come i letti dei torrenti in terra arida rifioriscono dopo le piogge. Coloro che seminano con lacrime, raccoglieranno con giubilo?.
RavEliahu Birnbaum 2441In questa parash? viene stabilito uno dei pilastri concettuali pi? importanti dell?Ebraismo e che riguarda l?essenza stessa della vita dell?uomo. ?Sarete attenti al compimento delle mitzvot, l?uomo che le osserver? vivr? in esse? dichiara Dio al popolo di Israele. L?espressione ?vivr? in esse? definisce una particolare singolarit? della religione di Israele rispetto a tutte le altre. L?Ebraismo non solo non offre nessun tributo alla morte, n? la idealizza n? tantomeno ? devoto ad essa, ma la definisce come una sospensione della vita e di tutto il suo corpus normativo e legale. I precetti sono donati all?uomo, all?uomo integro, affinch? viva con essi ed interamente in essi, perch? egli viva. I precetti perderebbero il loro significato se a causa loro l?uomo smettesse di vivere. ?Pikkuach Nefesh? ? l?espressione ebraica che indica una situazione di pericolo per la vita fisica e temporale. Non esiste nella Tor? nessuna espressione con la quale sia possibile concepire la morte dello spirito o quella dell?anima. L?unica morte concepibile ? quella fisica, quella temporale, e ad essa si riferisce la Tor? quanto autorizza la trasgressione delle sue stesse norme se esiste un reale pericolo di vita. I nostri saggi, esegeti e legislatori, hanno unanimemente sottolineato il rispetto della vita: nulla deve essere posto al di sopra delle ?norme per la vita?; deve essere rimosso qualunque ostacolo che possa comportare il bench? minimo rischio per la vita. In caso di malattia, di guerra, di situazioni di emergenza, sono proprio i saggi ed i leader spirituali del popolo di Israele che devono agire, annullando tutte le norme dalle quali potrebbe dipendere la perdita anche una sola vita.
Di Brian Blum [caption id="attachment_605" align="alignleft" width="300"]Gruppo in Myanmar (Birmania) Gruppo in Myanmar (Birmania)[/caption] La distanza tra il villaggio di Kaleymo in Myanmar (Birmania) e la cittadina di Moreh al confine nordorientale dell?India, ? poco pi? di 100 km, di poco conto per noi occidentali. Ma qui, alle pendici dell?Himalaya, dove si deve viaggiare su pericolose strade, piene di tornanti, con i rigidi poliziotti che bloccano ai numerosi posti di frontiera, il viaggio diventa lungo tutta una giornata. Ma questo non ha fermato Emunah Hanvung e Eden Suantak, due giovani donne Bnei Menashe del Myanmar, ad unirsi al recente seminario di Shavei Israel per gli allievi in India. Il loro sacrificio ? gi? stato ripagato: non appena rientrate dal seminario, hanno subito cominciato a fare visita alle famiglie, insegnando loro canzoni ebraiche e preghiere appena apprese, e distribuendo gli opuscoli con le benedizioni ?Birkonim? di che Shavei Israel ha appositamente stampato per i Bnei Menashe.
Torah_Reading_Sephardic_custom-300x225Chiunque sia stato in sinagoga e abbia ottenuto l?aliyah alla Torah (andare a Sefer) o abbia visto gli altri fare quest?aliyah, ha potuto notare che chi lo fa comincia la berach? con le parole ?Barechu et HaShem hamevorach?, cio? ?Benedite Hashem, il quale ? benedetto?. Ma un uomo pu? benedire il Dio Infinito? Un uomo ? capace di benedire HaShem, che si trova fuori dal tempo e dallo spazio? Com?? possibile? Cercando nel Tanach (la Bibbia ebraica), troveremo che la parola Barechu (benedite), appare raramente, solo 16 volte in tutto il Tanach. E? importante notare come la parola Barechu sia pi? spesso scritta senza la congiunzione ?et?, e non come nella berach? sopra citata, nella quale diciamo Barechu et HaShem. Per esempio Dvorah e Barack cantano un inno a HaShem e dicono due volte Barechu HaShem (Giudici, capitolo V). Barechu et Hashem appare nei Salmi, capitolo 135, dove troviamo 4 volte questo accostamento. Qual ? quindi la differenza tra Barechu HaShem versus Barechu et HaShem? Per avere una risposta, dobbiamo quindi capire il senso profondo della parola Barechu, ?benedite?. A questo scopo ci aiuteremo con la pi? antica fonte scritta della Torah Orale, cio? il Targum Jonathan.
Rav Eliahu Birnbaum 1_169213569In questa parash? ci viene insegnata una formula che richiama l?Ebraismo al suo dovere di mantenere viva la speranza, in modo tale che l?uomo non soccomba nella routine. Ogni persona del popolo di Israele ha il dovere di contare quarantanove giorni dalla seconda notte di Pesach fino a Shavuot per dirigersi alla fine verso il Tempio e presentare le offerte dei Bikkurim , delle primizie. Il conteggio dell?Omer, delle sette settimane tra Pesach e Shavuot ha certamente un significato pratico per il mondo agricolo: la fine delle sette settimane coincide infatti con il momento della raccolta ed ? per questo che a Shavuot le primizie, i ?Bikkurim? sono offerte nel Tempio. Ma il conteggio dell?Omer lega e vincola altres? la festa di Pesach con Shavuot, l?uscita dall?Egitto con il dono della Tor?: ?sefirat haomer? ?, di conseguenza, simbolo di un processo incancellabile che si trova al centro tra la libert? fisica e la redenzione spirituale. Comprendiamo da questo passaggio che la redenzione spirituale non pu? mai essere istantanea e deve trascorrere un certo periodo affinch? venga avvertita come ovvia la sua necessit?. Un popolo non pu? vivere senza una identit? culturale, senza una morale, senza leggi, senza precetti, senza norme, senza una coscienza collettiva: sono tutti elementi che accompagnano la mera liberazione fisica ma che necessitano di essere elaborati interiormente.
Di Brian Blum image3-300x225Per quanto incredibile possa sembrare, per alcuni membri della comunit? Subbotnik che vivono a Beit Shemesh, un viaggio in giornata a Gerusalemme, organizzato la settimana scorsa da Shavei Israel, ha incluso la loro prima visita al Muro del Pianto. Prima volta o meno, una fermata al Kotel ? stata chiaramente il punto centrale per i 28 partecipanti, tutti trasferitisi in Israele da Visoky e zone limitrofe, della Russia meridionale. Duecento anni fa, ai primi dell?Ottocento, sotto il regno dello zar Alessandro I, migliaia di contadini russi si convertirono all?ebraismo. Il nome ?Subbotnik? viene dal loro amore per la ?Subbota?, in russo sabato. Molti di loro immigrarono in Israele durante la Seconda Aliyah, ai primi del Novecento e si sono pienamente integrati nella societ?; l?ondata immigratoria per?, degli ebrei dalla Russia meridionale, ultimamente ? diminuita. Circa 300 Subbotnik vivono oggi a Beit Shemesh, che si trova a 30 minuti di strada da Gerusalemme.
di Yori Yalon (Israel Hayom) [caption id="attachment_617" align="alignleft" width="300"]20150417_175045 Il gruppo di El Salvador durante uno degli ultimi Shabbaton[/caption] Circa 300 salvadoregni, discendenti dei conversos spagnoli, osservano le leggi ebraiche e sognano di vivere in Israele. ?Mi volevo connettere con il Creatore e ho capito che i Dieci Comandamenti fossero il migliore modo per farlo?, ci dice il capo della comunit?. Centinaia di anni dopo che i loro antenati sono fuggiti dalla Spagna, circa 300 discendenti dei conversos vivono in El Salvador come comunit? vivace, osservando l?ebraismo ortodosso, lo Shabbat, e sognando di convertirsi e immigrare in Israele da ebrei. La comunit? ha costruito una sinagoga nella capitale, San Salvador, chiamandola Beit Israel. Anche se la congregazione ? sparsa per tutta la citt?, un minyan (quorum per pregare) di fedeli, si raccoglie l? tre volte al giorno per le preghiere e il Venerd?, vigilia di Shabbat; si raccolgono nell?edificio che ospita la sinagoga e dormono nella lobby centrale, per evitare di non rispettare lo Shabbat.
???-??????Santificherete il cinquantesimo anno e proclamerete la libert? nel paese per tutti i suoi abitanti. Sar? per voi un Giubileo; ognuno di voi torner? nella sua propriet? e ognuno di voi torner? nella sua famiglia.? Con queste parole il versetto 10 del capitolo 25 del Levitico descrive la dichiarazione dell?anno del Giubileo: un anno di liberazione per tutti i suoi abitanti. La parola ebraica libert? usata in questo contesto ? DROR e tenendo presente che nell?ebraico biblico ed in quello post biblico esistono altre due parole per indicare la libert? (chofesh e cherut) dovremmo chiederci perch? nel linguaggio della Tor? la libert? dell?anno del Giubileo ? dror e non altra. Il grande commentatore Rash? cita in loco una fonte e spiega in questo modo: ? Insegna Rabbi Yehuda: ?Cosa significa DROR? Come chi abita in un luogo di residenza qualsiasi, che abita quindi ovunque egli voglia senza essere sottoposto ad altri.? Ibn Ezra, commentatore medioevale spagnolo offre un secondo spunto di riflessione: ? Dror ? risaputo che significa libero come ? detto in Proverbi 26, 2 rispetto alla libert? di volo degli uccelli. Cos? come un piccolo passero canta quanto ? libero nel suo luogo di residenza, si lascia invece morire di fame se ? nelle mani dell?uomo.? Sembrerebbe quindi che il senso delle libert? vista dalla parole dror sia legato alla capacit? ed al diritto dell?uomo di mouversi e di risiedere dove preferisce, un diritto che per Ibn Ezra deriva quasi dalla natura nel paragone che lui compie con il mondo degli uccelli.