Author: daniella

di Rav Yitzhak Rapoport

Un vecchio proverbio dice: "Mi inganni una volta - la colpa ? tua. Mi inganni due volte - la colpa ? mia". Questo detto ? in antitesi a : "non c'? due senza tre". E qui sorge la domanda, se la correttezza nelle sanzioni legislative dovrebbe esserci dopo due o tre volte dal fatto imputato?

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Nel Talmud, Rav Yehuda HaNassi dice, che dopo due. Invece Rav Gamliel sostiene che dopo tre. Nelle questioni economiche l'Halach? da ragione a Rav Gamliel, che solo dopo 3 volte si pu? dare delle sanzioni legislative. Invece nelle questioni dove appare il pericolo di vita, i Rabbini sono stati pi? restrittivi e hanno messo in atto le teorie di Rav Yehuda HaNassi, cio? che bastano solo 2 azioni.

Ecco degli esempi:

Una donna partorisce un figlio, che muore a causa della circoncisione. Ne partorisce un secondo e anche questi muore per lo stesso motivo. Quando nasce il terzo figlio, allora l'Halach? impedisce di circonciderlo fino a quando non crescer?, perch? esiste il sospetto che i suoi figli siano troppo deboli per sopravvivere alla circoncisione. Si deve per? aggiungere che questa Halach? venne scritta ben prima della medicina moderna, e oggi solo i medici prendono certe decisioni.

di Rav Pinhas Punturello

La Mishn? Rosh HaShan?, 1,1 ci informa che Bet Shammai fissa il capodanno degli alberi il primo di Shevat, mentre Bet Hillel il 15 di Shevat, giorno nel quale ? stato poi stabilito il capodanno degli alberi, il Rosh HaShan? Lailanot.

Come mai esiste questa differenza nella scelta della data tra le due scuole e come mai l?halach? ? stata fissata secondo l?opinione di Bet Hillel?

Il grande maestro italiano del 1500, Rav Ovadya di Bertinoro, commentando questo passo della Mishn? insegna che questa data, il capodanno degli alberi, serviva da spartiacque per il calcolo dei frutti maturati che andavano inseriti nel calcolo della decima per un anno o il successivo. In questo commento, per?, non troviamo nessuna spiegazione rispetto alla diversit? di opinione tra le due scuole ed i due maestri.

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E? il Talmud, sempre Rosh HaShana 14a, che ci suggerisce una strada interpretativa: per Shammai e chi lo interpreta il primo di Shevat ? gi? caduta tutta la pioggia della stagione invernale, sebbene l?inverno non sia ancora terminato, per Hillel, sebbene la maggior parte delle piogge siano cadute, resta potenzialmente in essere l?inverno che potrebbe portare ulteriori piogge. Cominciamo a vedere, nell?orizzonte della distanza tra il primo di Shevat ed il 15, tra Bet Shammai e Bet Hillel, una strada interpretativa che si sviluppa tra atto e potenza, tra ci? che ? e ci? che potrebbe essere.

Nel trattato di Shabbat 21b, quando le due scuole si trovano a discutere di Channukk?, Shammai stabilisce che la channukki? vada accesa in ordine decrescente, cominciando da otto candele e scendendo fino ad una per l?ultimo giorno della festa, mentre Hillel segue l?ordine crescente da una ad otto, che ? poi l?ordine stabilito dalla halach?. Shammai interpreta l?accensione in ordine decrescente ponendo la sua attenzione sui giorni gi? cominciati e sul fatto che il senso della festa ? gi? compiuto nello stesso momento in cui la festa inizia, Hillel invece pone la propria attenzione sui giorni di Channukk? che arriveranno e sul fatto che ?si cresce in santit? e non si decresce?. Anche in questo caso Shammai sottolinea l?importanza dell?atto, della determinazione di ci? che ? gi? compiuto, mentre Hillel pone il proprio orizzonte interpretativo sul senso di ci? che ? ancora in divenire, che pu? ancora essere.

di Brian Blum

Dina Samte aveva 17 anni quando l'abbiamo conosciuta nel 2010. La giovane cantante e tastierista Bnei Menashe, che aveva fatto aliyah dall'India nel 2007 con la sua famiglia, ci aveva colpito non solo per la sua voce espressiva e le sue capacit? con il sintetizzatore, ma anche per il fatto di essere una vera autodidatta nata non vedente.

Dina suonava gi? ai matrimoni e ai bar mitzv? dei Bnei Menashe, ma ci disse cinque anni fa di volere diventare una cantante professionista e di esibirsi su palchi veri. Il suo sogno pi? grande era di esibirsi assieme alla superstar della musica israeliana Moshe Peretz, che l'aveva ispirata e che era il suo idolo "dalla prima volta in cui l'avevo sentito alla radio" ci dice. "Avevo solo dieci anni e non capivo una parola di ebraico, ma le sue canzoni mi toccavano nel profondo. Direi anche che ho imparato l'ebraico cantando le sue canzoni. Ma non avrei mai immaginato di avere l'opportunit? di conoscerlo e di cantare con lui".

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E quindi nel dicembre 2015, Dina non poteva contenere l'emozione quando sal? sul palco davanti a 600 persone nella citt? di Modin, al centro di Israele, per cantare una canzone proprio con Moshe Peretz.

L'opportunit? ? nata ad un concerto di beneficenza per Shalva, l'organizzazione non governativa israeliana che aiuta i bambini con necessit? speciali. Proprio per coincidenza Moshe Peretz era la guest star. Dina, dall'altro lato, era un membro della Shalva Band dal 2013. Il gruppo musicale include sia ragazzi aiutati dai programmi di Shalva, che lo staff dell'organizzazione. Da quando si ? unita all'ensemble, Dina ? divenuta una solista, recitando in Israele e all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra.

di Brian Blum

L'aliyah?dalla Cina continua. Nei prossimi mesi, cinque ragazze ebree della Comunit? Ebraica di Kaifeng immigreranno in Israele. Ognuna ha la sua storia affascinante da raccontare. Oggi vi presentiamo Li Jing.

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A 27 anni, Li Jing ? la pi? anziana delle cinque donne. Li ? cresciuta a Kaifeng, ma ha studiato Marketing inglese all'Universit? di Xi'an, cittadina a sei ore di treno da casa e patria dei famosi Guerrieri di Terracotta.

Dopo gli studi Li ha lavorato come?customer service manager a Kaifeng fino a due mesi fa, quando ha lasciato il lavoro per prepararsi meglio all'aliyah. "Mi piaceva molto il mio lavoro", ci dice. Nondimeno ? gi? pronta per nuove opportunit? di business in Israele. In questi giorni sta studiando ebraico e inglese online con un tutor speciale di Shavei Israel.

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Diversamente da altre comunit? con le quali lavora Shavei Israel, gli ebrei Kaifeng non hanno mai dimenticato o nascosto la loro identit?. "Li Jing stessa ci dice che sapeva sin da bambina di essere ebrea. "Mio padre ci disse che i nostri antenati erano venuti da Israele. Tuttavia so che devo ancora imparare molte cose. Quando l'ho saputo ero piena di gioia. Ma poi mi sono confusa. Cosa significa davvero essere ebrei?"

di Rav Nissan Ben Avraham

La Preghiera: l'ultimo rifugio

Gli Anusim, quegli ebrei che hanno dovuto nascondere la propria identit? nel corso della storia, avendo sofferto persecuzioni e minacce da parte dei governi e degli abitanti dei paesi in cui hanno vissuto, spesso non avevano altro modo per praticare?l'Ebraismo che attraverso la preghiera.

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Non potevano eseguire il precetto della circoncisione, in quanto avrebbero potuto essere scoperti, n? potevano tenere correttamente il sabato e sono stati costretti a dissacrarlo, per evitare sospetti che li avrebbero messi a rischio di morte. Lo stesso per quanto riguarda il resto delle feste. N? potevano mantenere gli standard di kashrut, la dieta ebraica, come se il non?mangiare carne di maiale potesse essere un segno che distingueva le leggi 'antiquate' degli ebrei.

Per tanti di loro tutto ci? che rimaneva erano le preghiere.

Ringraziando Dio, non abbiamo questo tipo di problemi e siamo in grado di soddisfare tutti i comandamenti senza paura, ma ancora, non siamo sempre pienamente consapevoli del significato delle preghiere che recitiamo, anche quando leggiamo nella nostra lingua.

In ebraico o in un'altra lingua?

? vero, nell'ebraismo vi ? una chiara preferenza per le preghiere recitate in ebraico. L'ebraico ? la lingua della profezia. La profezia non ? solo quando il profeta ha un messaggio per chiunque o qualsiasi nazione, ma qualsiasi contatto diretto e consapevole tra il Creatore e l'uomo. Si presume che quando preghiamo dovremmo avere una conversazione con il Creatore, cio?, dobbiamo raggiungere un livello vicino alla profezia. E dal momento che l'ebraico ? la lingua con cui questo collegamento viene compiuto con il Creatore, ? importante abituarsi a pregare in questa lingua.

Naturalmente, in un primo momento, non resta che imparare il significato di ci? che diciamo, poich? una preghiera recitata come un pappagallo ? inutile. Pertanto, ? importante avere familiarit? con le preghiere in una lingua comprensibile. Ma pi? tardi, avendo?gi? una conoscenza di ci? che diciamo, ? importante proseguire in ebraico.

Rav Pinchas Punturello W21232L?espressione grammaticale che accompagna un comando, in ebraico si poggia sul pronome personale rispetto a chi si rivolge il comando stesso. Per questo motivo troviamo sia nella parash? di Noach che nella parash? di Lech Lech?, il brano in Genesi 12, 1 che ci racconta della chiamata di nostro padre Abramo da parte di Dio, l?espressione ?lech?? per te, con sensi e conseguenze profondamente diversi. In Noach, Genesi 6, 14, Dio gli comanda di fare ?per s?? (??? ?? ??? ??? ???? ?Fai per te un arca??) un arca, un luogo di salvezza chiuso al mondo esterno dove la salvezza sarebbe s? giunta, ma sarebbe comunque stata un elemento indifferente al resto dell?umanit? e del destino al quale andava incontro rispetto al Diluvio incombente. Vero ? che la salvezza di Noach ha significato anche la salvezza del resto del genere umano a partire da lui, ma ? anche vero che questa salvezza ? stata vissuta da Noach suo malagrado, per volont? divina, seguendo un Dio che gli comanda la costruzione dell?arca, gli comanda di entrare in essa e, come ci racconta il Midrash in Bereshit Raba 34 1, sembra quasi che Noach sia chiuso nell?arca come
Rav Eliahu Birnbaum adi_holzer_werksverzeichnis_835_abrahams_opferAbramo, in questo momento della sua biografia, si presenta come un libero pensatore che pu?, con onest?, rifiutare le concezioni di vita della maggioranza della popolazione della sua epoca: un uomo coraggioso, anticonformista, che non si arrende al conformismo e non ha paura di confrontarsi con il mondo culturale e sociale in cui ? inserito. Abramo ? al tempo stesso un guerriero ed un uomo che si prodiga per la propria famiglia, per il prossimo e per la societ? intera. Si tratta di un uomo eccezionale che si pone dilemmi e domande perch? vuole capire. Ci troviamo, in un primo tempo, di fronte all?episodio nel quale appaiono tre sconosciuti che attraversano la terra di Abramo ed egli li implora che accettino la sua ospitalit?. La sua ospitalit? ? assolutamente spontanea in quanto per lui sarebbe stato profondamente innaturale non offrire cibo e riposo a coloro che passavano nei pressi della sua dimora. La necessit? di giustizia e la vocazione nel servire gli altri sono presenti in tutti i momenti cruciali della sua vita. In questa parash? Dio ha deciso di distruggere le citt? di Sodoma e Gomorra ed Abramo lo interroga: ?Per caso il Giudice supremo non far? giustizia?? e, per cos?, dire lo sfida a rispondere circa i cinquanta giusti che potrebbero trovarsi nella citt?. Lungo il percorso che lo porta a ridurre via via il numero di giusti, Abramo dimostra di preoccuparsi dell?eventualit? che venga commessa un ingiustizia anche soltanto nei confronti di un solo essere umano. Finalmente Dio accetta di perdonare la citt? di Sodoma nel caso in cui vi fossero stati in essa dieci persone giuste. Ma nonostante il dolore che prova, Abramo sa che i disegni divini sono imperscrutabili.
Di Rav Yitzhak Rapoport Oggi ho letto il fumetto provocatorio e divertente ?Calvin and Hobbes? (il cosiddetto ?comic strip?, un breve fumetto di poche immagini pubblicato su alcuni giornali). Questo fumetto cerca sempre di presentare la stupidit? del genere umano. In questo caso lo scolaro Calvin si lamenta a Hobbes, che ? il suo giocattolo, della maestra che non ha accettato il suo compito a casa, dove avrebbe dovuto scrivere un tema sulle foglie, e invece alla fine ha dato semplicemente alla maestra un po? di foglie e ha scritto che provengono da un altro pianeta. Calvin dice con stupida testardaggine a Hobbes pensieroso, che la maestra si pentir? di avere ?banalizzato? il suo lavoro, quando ?gli ospiti da un pianeta alieno? la rapiranno assieme alle foglie. (Calvin si rende conto, di avere semplicemente inventato tutta la situazione). Un totalmente frustrato Calvin comincia a strappare delle foglie dal cespuglio pi? vicino e chiede a Hobbes, a cosa serve poi una conoscenza delle foglie?! Hobbes guarda le foglie nelle mani di Calvin e gli chiede retoricamente: ?ma non sono quelle foglie molto velenose, che provocano una fastidiosa irritazione sulla pelle, delle quali aveva parlato a lezione la maestra?? Il messaggio ? chiaro, che la conoscenza delle foglie, che Calvin riteneva assolutamente inutile e per questo l?ha banalizzata, gli era invece necessaria, per non avere questa dolorosa irritazione. Ho quindi subito pensato all?haftar? della settimana scorsa, in cui abbiamo letto della rianimazione di un giovane da parte del profeta Elia (Secondo Libro dei Re, capitolo IV). La connessione tra la Parash? di quella settimana e la sua Haftar? ? la seguente: Nella Parash? della Tor? Josef chiede a qualcuno dove si trovino i suoi fratelli, ma la Tor? non ci da nessuna informazione, chie era quest?uomo a cui Josef chiedeva informazioni. Cos? come nella Haftar?, il Libro dei Re non ci dice cosa ? successo dopo a questo giovane, che il profeta Elia aveva rianimato, e noi non ne sappiamo pi? nulla di lui.

Di Brian Blum [caption id="" align="alignleft" width="300"] Rav Szychowski al Gan Matanel di Lodz, mostra come suonare lo shofar[/caption] Gan Matanel ? finalmente aperto! La prima scuola ebraica dal 1968 nella citt? polacca di Lodz, ? gi? in piedi e con 8 bambini che la frequentano ogni...

Di Brian Blum Commentary-The-Jewish-Future-246x300Come sar? il futuro del popolo ebraico tra 50 anni? La rivista ?Commentary? lo ha chiesto a 70 leader ebrei. Il presidente di Shavei Israel era tra questi. L?articolo di Freund ? apparso nel numero di Ottobre 2015. Freund vi scrive: ?Il popolo ebraico ? nella fase iniziale di una rivoluzione demografica, una cambiamento cos? profondo e storico nella natura che rimodeller? i contorni, il carattere, e anche il colore dell?ebraismo.? Il cuore di questa rivoluzione sono le centinaia di migliaia di persone con radici ebraiche ? Bnei Anousim, Bnei Menashe, Gli Ebrei nascosti della Polonia, gli Ispanici, gli Ebrei di Kaifeng ? che in numero sempre crescente stanno cercando di ritornare all?ebraismo. Non ? solo una domanda accademica. ?Per potere contare nel villaggio globale, il numero ? sostanza?, scrive Freund. ?Demograficamente e spiritualmente, il popolo ebraico dovr? essere in forze per far fronte a questo?. L?articolo in originale si pu? leggere qui.