Author: daniella

Rav Eliahu Birnbaum Questa parash? d? inizio alla lettura della Tor?, offrendoci l?opportunit? di un nuovo ciclo di studio e di apprendimento dei testi biblici. Bereshit ? il libro della Creazione del Mondo e del primo Uomo cos? come della nascita del primo ebreo. E? il libro nel quale il Creatore si manifesta, dando forma e movimento al suo sguardo tridimensionale sul mondo e generando una creatura primordiale che si caratterizza per essere fatta a Sua immagine e somiglianza: l?uomo ? creativo per definizione, rispetto a colui stesso che lo ha creato. La prerogativa dell?impulso creativo non appartiene a nessuna altra creatura all?infuori dell?uomo. I lavori di tipo creativo compiuti da diverse specie animali sono prevalentemente di tipo utilitaristico e volti a conseguire un vantaggio immediato: gli animali possono costruire una tana ed accumulare cibo per l?inverno, ma la loro creazione non supera i limiti della soddisfazione dei bisogni basilari. L?uomo creato ?ad immagine e somiglianza? del suo Creatore, ? spinto verso una vita di costante azione e creazione. L?uomo rispecchia il suo Dio nella creazione, nella costruzione, nella formazione e nell? azione che attua nel corso di tutta la sua vita.
Di Brian Blum Elul-Yom-Kippur-Chinese-cover-209x300Shavei Israel ha allargato la sua popolare serie di opuscoli sulla tradizione e legge ebraica - Na?aseh Venishma, al cinese. Il nostro primo in assoluto fascicolo per la comunit? ebraica di Kaifeng, in Cina, ? ora in stampa ? ed ? arrivato proprio in tempo per le Sante Feste. L?ulitmo opuscolo Na?aseh Venishma, iniziato con la pubblicazione in Kuki e Mizo le lingue parlate dai Bnei Menashe in India, copre il periodo che va dal mese ebraico di Elul fino alle feste di Yom Kippur. Elul inizia con il suono dello shofar e la recitazione delle Selichot (penitenze) poesie e preghiere, a mano a mano che ci si avvicina a Rosh Hashanah e Yom Kippur. Tutto questo si trova nel nuovo opuscolo. Il fascicolo di 66 pagine, che si pu? trovare anche in formato ebook, ? pieno di storie, accenni storici, poemi liturgici, tradizioni festive e usanze. Inoltre ? intessuto di svariate foto delle festivit?. (Sapete dire ?Intingi la mela nel miele? in mandarino?) Il libello ? stato tradotto in cinese da Yaakov Wang, un ebreo di Kaifeng a cui Shavei Israel ha aiutato a fare aliyah nel 2009 e che ha detto di volere essere il primo ?Rabbino Cinese? in 200 anni, e da Eran Barzilay, il coordinatore di Shavei Israel per la comunit? ebraica di Kaifeng.
IMG_6730-300x225A seguito della sua visita a Rodnikovskaya, in Russia, questa estate, il Dr. Velvl Chernin, coordinatore di Shavei Israel per la comunit? di ebrei Subbotnik, ? partito per una nuova destinazione: la Siberia. In particolare, per la citt? di Zima, nella Siberia sudorientale, in una regione nota come Irkutsk. Su di una popolazione di circa 30 mila persone, si crede che il 10% di loro siano discendenti degli ebrei Subbotnik. Zima aveva una sinagoga fino a tre anni fa, quando venne distrutta dalle autorit? locali. Resta un grande cimitero ebraico. Anche se l?assimilazione tra gli ebrei Subbotnik ? alta, molti dei membri hanno preservato la loro identit?. Esther Surikova, capo del dipartimento dei Subbotnik, ci dice che la comunit? si occupa del cimitero, prendendo il loro ruolo di custodi molto sul serio. ?Celebrano le feste ebraiche, mangiano kosher in maniera basica (non mischiano carne e latte e non mangiano maiale) e rispettano i digiuni ebraici. Chiamano il digiuno del 9 di Av ?La giornata dei familiari?, poich? secondo la tradizione locale in quel giorno si visitano le tombe dei genitori.

Rav Pinchas Punturello E? famoso il confronto che fa Rashi tra No? ed Abramo giocando con le parole del versetto che presenta No? come ?giusto nella sua generazione? ( Genesi 6, 9) cosa che pu? essere interpretata a suo favore, come giusto nonostante la corruzione della...

Di Brian Blum [caption id="attachment_865" align="alignleft" width="300"] Il primo ministro Netanyahu durante il suo discorso alla Knesset[/caption] Il primo ministro Benjamin Netanyahu, si ? rivolto a Pranab Mukherjee, presidente dell?India, durante una sessione alla Knesset il 14 ottobre 2015. Durante il suo discorso di benvenuto a Mukherjee...

[caption id="attachment_868" align="alignleft" width="231"] L?e-calendario di Shavei Israel per ottobre[/caption] Brian Blum Sandra Luz Patarroyo ? una artista colombiana discendente di Bnei Anousim. Diversi mesi fa ha contatto Shavei Israel con una proposta: creare un calendario online per la comunit? Bnei Anousim, in cui sarebbero visibili tutte...

Di Brian Blum   La direttrice del marketing di Shavei Israel Laura Ben-David ? stata in viaggio le ultime due settimane, parlando delle attivit? di Shavei Israel alle comunit? ebraiche in tutti gli Stati Uniti: dal New Jersey a Filadelfia, fino a Los Angeles e San Diego, e qualche altro posto per strada. Laura-Ben-David-speaks-in-Pennsylvania I suoi discorsi si sono concentrati su tre delle comunit? che Shavei Israel sta aiutando: i Bnei Menashe in India, gli Ebrei ?nascosti? della Polonia, e i Bnei Anousim in Spagna, Portogallo e Sud America. Il filo conduttore: ?Vi sono persone in tutto il mondo che ora dimostrano una connessione con Israele?, ha detto Ben-David durante la sue presentazione in Pennsylvania alla sinagoga Lowe Merion. ?Sento che stiamo facendo una cosa molto importante?. Ben-David ha descritto la sua visita ai Bnei Menashe in Manipur, India, dell?anno scorso. ?Mi sono recata l? e sono rimasta travolta?, ha detto. ?Noi pensavamo che loro fossero scomparsi, e loro pensavano che noi fossimo scomparsi?. Ma non lo erano, e adesso il loro desiderio pi? fervente ? di fare aliyah. ?Per loro ? molto semplice?, spiega Ben-David. ?Si dovrebbe vivere in Israele, e quindi vivi in Israele?. Prima del suo discorso alla Southern California Yeshiva High a San Diego, la Ben-David ha descritto al direttore del San Diego Jewish World ? Donald Harrison ? come la parola ?ebreo? fosse sconosciuta ai Bnei Menashe. ?Credevano di essere i discendenti di Menasse, il figlio del Yossef biblico, e che erano gli ultimi del loro popolo?. Il Rabbinato di Israele ha accettato la rivendicazione da parte dei Bnei Menashe delle loro origini ebraiche, grazie alla preservazione da parte della comunit? di diversi usi ebraici, ha spiegato Ben-David nella sua intervista a San Diego.
di Rav Eliahu Birnbaum Questa parash? contiene uno dei passaggi pi? significativi della Tor? da cui possiamo imparare quale debba essere il comportamento dell?ebreo in esilio. Yosef era giunto in Egitto come schiavo e, dopo sofferenze ed ingiustizie, arriva a conquistare la posizione pi? potente in quella nazione: da schiavo umiliato diventa un principe, un uomo temuto e rispettato da tutti. E? la prima realizzazione che troviamo nella nostra tradizione, del sogno che ogni emigrante nasconde in s?, allorch? comincia ad integrarsi in una nuova societ?. Joseph-bro   Fino alla fine della parash? precedente, Yosef era sempre stato descritto come un sognatore; ora diventa un amministratore efficiente, freddo e calcolatore. Solo ora, quando Yosef si rivede con i suoi fratelli, possiamo percepire la profondit? delle sue emozioni, che in qualche modo ci rimandano al Yosef che abbiamo gi? conosciuto. I fratelli di Yosef giungono in Egitto cercando provviste. L?atteggiamento di Yosef nei loro confronti ? distante, severo, in alcuni momenti, vendicativo. Per cominciare li accusa di spionaggio e pretende come prova della loro innocenza la presenza di Biniamin, il suo fratello minore, l?unico figlio della sua stessa madre, Rachel. Uno dei suoi fratelli ? rimasto in Egitto come ostaggio mentre gli altri sono ritornati da Canaan con Biniamin. All?arrivo di questi Yosef fa nascondere tra i suoi effetti personali una coppa del palazzo; in seguito la scopre, lo accusa di furto, tradimento, ingratitudine e ordina di incarcerarlo. Durante tutti questi avvenimenti vediamo un Yosef distante dalla sua famiglia, estraneo, indifferente, che in certo qual modo, cerca vendetta per le amarezze del passato. Il vincolo familiare gli sembra irrilevante, come se il legame di sangue, la vicinanza fisica vissuta durante l?infanzia, non fossero una ragione sufficiente per una profonda solidariet? e fraternit? nel presente.
di Brian Blum  

Shavei Israel ha nominato Rav Yeshayahu Bin Nun come suo nuovo emissario. Rav Bin Nun servir? la comunit? Bnei Anousim in Brasile. E? la prima volta che un nostro emissario si occupa specificamente del Brasile. Nel 2004 avevamo inviato un nostro emissario, ma aveva anche il ruolo di Rabbino maggiore presso la storica sinagoga Kahal Zur Israel nella citt? di Recife.

Yeshayahu-Ben-nun-Brazil-emissary-300x300

Kahal Zur ? la pi? antica sinagoga delle Americhe, fondata nel 1636 dagli Ebrei espulsi dal Portogallo, trasferitisi in Olanda e da l? in Brasile. Nel 1654, dopo che i Portoghesi avevano conquistato il Brasile dagli Olandesi, alcuni degli Ebrei di Recife fuggirono nella ?Nuova Amsterdam?, divenuta poi New York.

Rav Bin Nun, 36 anni, ? nato nella capitale del Brasile, Brasilia, da una famiglia Bnei Anousim, e quindi conosce gi? bene la comunit? che deve seguire?e studiare. Uno dei suoi compiti principali ? di creare un data base delle comunit? Bnei Anousim del paese.

Vi sono circa 30 differenti comunit? Bnei Anousim in Brasile, ma l?esatto numero di persone e famiglie, l?organizzazione delle comunit?, cos? come le infrastrutture, ? quello che Rav Bin Nun deve esplorare.

di Rav Eliahu Birnbaum

Non ? irrilevante, in un?epoca nella quale non abbiamo il Bet HaMikdash, studiare i particolari della Tor? circa la costruzione ed il funzionamento del santuario. Il concetto ebraico riguardante il santuario ? inevitabilmente legato alla concezione ebraica del ?luogo?: il luogo nel quale si offre ci? che si possiede, uno spazio sacro nel quale ci si consacra per quello che si ?. Al di l? della distanza storica e, conseguentemente, psicologica che ci separa dal Mishkan e dalle regole relative alle offerte ed ai sacrifici, ? necessario studiare il Mishkan, il santuario che i nostri antenati hanno costruito nel deserto, perch? quelle pagine della tor? contengono una infinit? di insegnamenti che conservano intatto il loro valore fino ai nostri giorni.

TabernacleComplete1a

Il Mishkan non era solo il centro della convergenza delle offerte rituali, bens? il fondamento della memoria del popolo. Un centro spirituale il cui scopo e la cui missione erano quelli di mantenere viva nel popolo di Israele la coscienza dei suoi legami e degli obblighi acquisiti ai piedi del monte Sinai. Il Mishkan era un santuario che il popolo portava con s? ovunque si recasse. Non ? Dio a richiederlo ma sono gli uomini, perch? sono stati loro a costruirlo quale strumento di comunicazione tra ci? che ? puramente spirituale e l?esistenza quotidiana, umana, temporale.

Il Mishkan ? una concessione di Dio alla natura dell?uomo: Colui che ci ha redenti ha concesso alle nostre debolezze un elemento che ci ricordi i nostri obblighi trascendentali.

Il Mishkan include, a sua volta, quasi tutti gli elementi che ritroviamo nello spazio chiuso di una casa: un tavolo, un arca o armadio, un lavabo, un candelabro?; tutto, al di fuori degli spazi e degli elementi nei quali risposare, ? comune sia all?arredo di una casa qualunque che alla ?Casa? di Dio. Questa similitudine ci insegna che ogni casa, ogni abitazione, deve e pu? ? nella concezione ebraica -?? tendere ad imitare un santuario. Il ?baal habait?, il padrone di casa deve fare in modo che la sua casa abbia lo stesso grado di purezza, di spiritualit?, di propensione alla giustizia, etc. del Mishkan. All?inverso l?equiparazione fisica tra il santuario e la comune dimora ci insegna che l?uomo pu? e deve sentirsi nel Mishkan come se fosse a casa propria.