Author: daniella

Due delle quattro mitzvot legate a Purim (cio? fare doni di cibo/mishloach manot; fare doni ai poveri/matanot levonim) hanno molto a che fare con la tzedaka. Vi ? inoltre la tradizione di dare tre mezzi shekel prima di Purim. Abbiamo quindi tre mitzvot legate alla tzedaka per Purim, oltre alla vera e propria tzedaka - beneficenza per i poveri. A chi si fanno questi doni? Una breve lista dei destinatari preferibili ? questa:
  1. questioni di vita o di morte, persone rapite e prigionieri
  2. la famiglia pi? vicina
  3. persone povere e persone colte
  4. necessit? della comunit?
  5. costi di adempimento alle mitzvot (acquisto di tefillin, libri ebraici liturgici e cos? via)
Per quanto riguarda il modo nel quale fare tzedaka, dobbiamo ricordarci che tzedaka significa giustizia. Non significa dare perch? ne abbiamo voglia, o perch? voglio diventare pi? popolare e cose simili. La giustizia chiede di dare parte dei nostri soldi, e non abbiamo in questo ambito scelta - la tzedaka ? un nostro obbligo. Maimonide ci da una classifica degli otto modi per fare tzedaka nel suo testo Mishne Torah (Hilchot Matanot Levionim 10:7-12). Eccole qui, in ordine dal meno al pi? importante:
La seconda parash? del libro Vaikr? abbonda di regole circa le offerte e i sacrifici che avrebbe dovuto compiere il popolo di Israele all?interno del tempio costruito a Gerusalemme, il Bet HaMikdash. Nel frattempo le offerte sarebbero state compiute nel Mishkan, il Santuario che viaggiava insieme con il popolo lungo tutto il percorso che lo avrebbe condotto alla terra promessa. ?Un uomo che porter? una offerta?: in questo modo comincia uno dei comandamenti di questa parash?. E? l?uomo, in maniera esplicita, colui che porta una offerta. Non ? possibile portare una offerta a Dio se prima non si ? ?un uomo? completo. I sacrifici non sono di per s? sufficienti per avvicinarsi a Dio, se l?uomo, il tipo di uomo che in yiddish si chiama ?mentsch?, non ? degno di offrire un sacrificio al Creatore. A sua volta il versetto sembrerebbe insegnarci che la persona riesce a raggiungere la sua condizione di ?uomo?, ?menstch?, solo quando apprende e fa propria l?attitudine al sacrificio. La Tor? ci insegna in questo modo che il ricevere, il sacrificare, il dare, il donare, il rinunciare sono le vie per rendere completa la nostra condizione umana. La nostra parash? ci parla in particolar modo di una specie singolare di sacrificio: il korban tod? o offerta di gratitudine. Questa offerta veniva presentata a Dio in una vasta gamma di occasioni, sia in contesti di salvezza fisica, quando ci si trova in un rischio mortale, sia a titolo personale, dopo un parto e dopo una nascita, che comunitario.

A?Purim le comunit? di Shavei Israel hanno festeggiato in tutto il mondo. Purim commemora la vittoria ebraica circa 2000 anni fa, contro il malvagio Hamman in Persia. Ci sono abbastanza sorprese e suspense nella storia di Esther, per far avere voglia a tutte le generazioni...

di Rav Eliahu Birnbaum La nostra parash? ci racconta finalmente l?inaugurazione del Mishkan che avrebbe accompagnato il popolo di Israele fino al momento in cui avrebbe potuto costruire un tempio permanente. Il popolo intero festeggia fino al momento in cui due figli di Aharon, cohanim, muoiono all?interno del Santuario mentre porgono la loro offerta. ?E giunsero i figli di Aharon e portarono un fuoco estraneo all?Eterno che non fu loro comandato?. Presentarono una offerta a Dio che non era stata loro richiesta, che non era prescritta dalla Tor? e per questa ragione morirono. L?ebraismo annette un? importanza speciale alla volont? della persona nel momento in cui compie le mitzvot: senza tale volont? l?uomo non pu? generare nuovi sistemi di norme e di usanze nel segno della religione. Partendo dalla norme ricevute e cominciando a rinnovarle, l?uomo corre il rischio di assumere una attitudine di estasi e perdere in questo modo il senso stesso della propria religione. Quando l?uomo perde di vista la differenza tra la volont? di Dio e la volont? umana smette di adorare Dio e cade nell?idolatria: idolatria significa proprio concepire strade errate per adorare se stesso.
Rav Eliahu Birnbaum shutterstock_121492783Con questa parash? comincia il quinto ed ultimo libro della Tor?. Preparando il suo distacco, Mosh? offre l?eredit? spirituale che lascer? al suo popolo. ?Ed in questa occasione ordinerete ai vostri giudici: Vi occuperete dei vostri fratelli e giudicherete con rettitudine tra l?uomo ed il suo fratello e lo straniero che abiter? con esso. Per i giudici non ci sar? nessuna differenza tra le persone, giudicheranno sia l?umile che il potente. Non temeranno nulla perch? il giudizio ? di Dio.? La strutture che dovranno dirigere la vita del popolo di Israele sono sintetizzate in questo modo da Mosh?. La giustizia ? impariamo dalle parole di Mosh? - non ? garantita dalla sola esistenza di avvocati e giuristi, ancor meno dalle abilit? retoriche. Ma al contrario la giustizia nasce e si sviluppa dal mero fatto che un giudice si ?occupi? e si relazioni con la realt? del suo prossimo e interpreti la legge in base alla realt? concreta che deve affrontare. In ebraico la parola lehaazin, occuparsi, nutrire, nasce dalla stessa radice di equilibrio, ?izun? ed ascolto ?ozen?. Da cui comprendiamo che l?equilibrio fisico sta nell?ascolto; d?altro canto avere una bocca e due orecchie significa che un atteggiamento equilibrato nell?uomo ? contrassegnato dalla necessit? di ascoltare, comprendere, occuparsi, il doppio rispetto a ci? che si dice.
Di Brian Blum [caption id="attachment_741" align="alignleft" width="216"]Yehudit-small-216x300 Yehudit Jaksa, un membro della comunit? Bnei Moshe del Per?, che vive ora in Israele.[/caption] Nel 2002 le bombe colpivano bus e caffetterie in tutta Israele. Migliaia di israeliani vennero uccisi o feriti. I rabbini capi di Israele fecero frequenti visite negli ospedali del paese per dare conforto e supporto spirituale. Durante una di queste visite, l?allora Rabbino Capo Yisrael Meir Lau, conobbe un uomo molto speciale: i suoi lineamenti erano chiaramente peruviani, ma portava anche i peyot (i riccioli tipicamente ebraici). Non avvezzo a questa combinazione di tratti fisionomici e pettinatura, Rav Lau chiese discretamente all?uomo: ?Chi ? lei??. L?uomo rispose: ?Sono un Bnei Moshe. Veniamo dal Per??. ?Come la posso aiutare?? chiese Rav Lau. ?Per favore aiuti la mia famiglia, i miei cari e la mia comunit? a venire in Israele?, disse l?uomo. L?uomo quindi raccont? a Rav Lau l?incredibile storia della sua gente. I Bnei Moshe (chiamati anche ?Ebrei Inca?) non sostengono di avere antenati ebrei. Nel 1958 i fratelli Alvaro e Segundo Villanueva Correa lessero la Torah e decisero di abbracciare l?ebraismo. Formarono una comunit? di famiglie dagli stessi valori e individui che trovarono la verit? spirituale nell?Ebraismo. Cominciarono ad osservare lo Shabbat, le festivit? ebraiche e le leggi della kasherut. Il loro desiderio pi? forte era di unirsi formalmente al Popolo Ebraico. Ma non sapevano come fare ? e nemmeno se il Popolo Ebraico esistesse ancora. In effetti, in quel momento, non sapevano che vi fosse una connessione tra gli Israeliti della Bibbia e il moderno stato di Israele.
Rav Eliahu Birnbaum cultura4884_imgIn questa parash? veniamo istruiti sul rispetto con il quale si devono trattare le minoranze che vivono all?interno della societ? ebraica. E ci? vale come esempio per insegnarci il rispetto per le minoranze in generale, cosa che significa parlare dell?inalienabile diritto alla differenza. ?Dio fa giustizia dell?orfano e della vedova e ama lo straniero che vive tra di voi, dandogli pane e abbigliamento. Voi dovrete amare lo straniero perch? voi foste stranieri in Egitto.? E la Tor? in seguito afferma: ? Amerai l?Eterno tuo Dio?? La Tor? si riferisce con questo precetto a tutti coloro che si trovano in una condizione di minoranza o in inferiorit?: l?orfano, la vedova e lo straniero, coloro che appartengono ad un altro popolo o un?altra nazione, che sono fedeli di un?altra religione, che sostengono un?altra idea o appartengono ad un altro schieramento politico: tutti coloro che, in definitiva, sono ?diversi? ma abitano nella stessa terra in cui noi siamo la maggioranza.
Di Rav Yitzhak Rapoport colar-pingente-hamsa-amuleto-filigranado-cristais-turquesa-10423-MLB20028627415_012014-F-250x300Dobbiamo fare una introduzione riguardo al concetto di Eruv a Shabbat. L?Eruv ? la ?recinzione? di un luogo pubblico, per esempio di una citt? o di una parte di citt?. Molti dei lettori sicuramente sapranno, che l?Halach? impedisce di portare a Shabbat con s? le cose negli spazi pubblici, non si pu? portare nemmeno un fazzolettino in tasca. L?Eruv permette di portare le cose con s?, poich? in un certo modo cambia gli spazi pubblici in spazi privati. Il suddetto divieto, che vige esclusivamente nei luoghi dove non c ?? l?Eruv, ovviamente non riguarda i vestiti e i gioielli, orologi inclusi. Ma ci si pone la domanda, se sia permesso a Shabbat portare negli spazi pubblici e dove non c?? l?Eruv, gli amuleti che in qualche modo dovrebbero aiutare la salute delle persone? Nel Talmud, trattato Shabbat 60a, ? scritto che si pu? indossare un amuleto negli spazi pubblici e dove non c?? l?Eruv, solo se sono degli ?amuleti degli esperti?. Che genere di amuleti sono questi? I Rabbini ci dicono che ? un termine per definire due tipi di amuleti: a. Un amuleto eseguito da un esperto, che abbia guarito con i suoi manufatti come minimo tre persone. b. Un amuleto semplice, che abbia guarito come minimo tre persone.

Brian Blum La direttrice del marketing di Shavei Israel ? Laura Ben-David, ha fatto una presentazione la scorsa settimana alla conferenza di Limmud a Gerusalemme. Era la prima volta che Shavei Israel partecipava a Limmud, che vanta oramai una trentina d?anni di conferenze ebraiche in giro...