Author: daniella

Questa parash? ci mostra il popolo di Israele che esperimenta diverse frustrazioni, a causa delle quali protesta e si lamenta davanti a Dio. In un uno di questi casi il popolo vive un senso di ?vuoto? senza che vi sia alcun motivo particolare. E? la percezione di tale vuoto che provoca un lamento che ? fine a se stesso. La Tor? ci racconta, in questo caso, che Dio reagisce incendiando parte dell?accampamento. L?altro caso ? ben differente. Il popolo vive una necessit? concreta e reclama: ?Chi ci dar? carne per mangiare?...Ci manca il pesce??. Non ? che Il popolo abbia fame, perch? con la manna riesce a gustare tutti i sapori che desidera, ma si sente stufo di mangiare sempre la stessa cosa. Di fronte alla lamentela per una mancanza concreta, indipendentemente dalla sua validit?, Dio soddisfa la richiesta del popolo e gli invia carne da mangiare. Questi due casi sono una porta che si apre, attraverso cui comprendiamo le circostanze nelle quali ? valido reclamare. La Tor? non si oppone all?uomo che si lamenta, che critica e reclama, purch? abbia una ragione specifica e concreta per farlo. In varie occasioni il popolo di Israele si ? lamentato davanti a Dio ed Egli ha accettato le sue lamentale. La Tor? ci fa notare che anche Abramo si lament? di fronte al Creatore, cos? come, pi? volte, si lament? lo stesso Mosh?. La situazione acquisisce una diversa valenza e diviene problematica quando ci si lamenta a vuoto, senza un motivo apparente, quando ci si lamenta e si piange senza un perch?. A volte ci si lamenta idealizzando le situazioni, alienandosi dalla realt?. Non si ? coscienti di ci? che accade effettivamente intorno a s?, si chiudono gli occhi e, con essi, si chiude anche la possibilit? di comprendere le ragioni della propria lamentela. In questo modo, l?ambiente negativo, lontano da essere causa di tristezza e di lamentela, risulta essere la sua conseguenza.
Congratulazioni a Sonia Manlun Lhungdim appena diventata l'ultima degli immigrati Bnei Menashe in Israele, a laurearsi?in una scuola per assistenti sociali. Sonia raggiunge i suoi amici, Itzhak e Esther Colney, anche loro laureati?presso l'Academic College di Safed, negli ultimi anni. "Siamo cos? orgogliosi della laurea triennale di Sonia, grazie anche all'aiuto di Shavei Israel", dice Michael Freund, presidente di Shavei Israel. "Sonia progetta di dedicare la sua carriera all'aiuto degli altri - un altro esempio di come i Bnei Menashe facciano Israele migliore e pi? forte. Mazal tov, Sonia!".   Sonia ? arrivata in Israele nel 1998. Ha iniziato i suoi studi quattro anni fa, durante i quali Shavei Israel ha pagato la sua retta e ha stanziato per lei una borsa di studio, affinch? potesse dedicarsi pienamente sui suoi studi. Sonia si ? anche sposata durante i suoi studi, e Shavei Israel ha aiutato suo marito con un training professionale, inclusa la preparazione agli esami psicometrici, molto usati dagli Americani, ma sconosciuti in India. Sonia e Shalom hanno due figli piccoli.
Un'aristocratica romana pose una volta a Rav Yosi Ben Halafta, uno dei principali saggi della Mishna, una domanda provocatoria. "In quanti giorni ha creato Dio il mondo?", chiese. "In sei", rispose il Rav.   "E di cosa si ? occupato Dio da allora?", incalz?. "Di formare le coppie per farle sposare", fu la risposta.   "Giusto questo?", disse con ironia. "Persino io riesco a farlo. Creer? centinaia di coppie in brevissimo tempo". E la storia continua nel?Bereshit Rabba?(68:4), quella notte la matrona romana fece unire un migliaio dei suoi schiavi con migliaia di schiave. Ma al mattino, uno schiavo aveva la testa mozzata, un altro aveva perso un occhio, mentre un terzo zoppicava a causa di una gamba rotta". Rav Yosi aveva predetto esattamente questa cosa. "Pu? sembrare facile ai tuoi occhi" disse all'aristocratica romana, "ma per il Signore ? difficile come far aprire il Mar Rosso". Dio deve avere osservato l'ultimo Shabbaton che si ? tenuto a Belmonte, in Portogallo, visto che alla fine una coppia inusuale si era formata. A met? maggio, l'emissario di Shavei Israel in Portogallo, Rav Elisha Salas, aveva ospitato 120 Ebrei Hassidici da New York, nell'albergo della cittadina appena inaugurato casher (ne avevamo scritto qui). Rav?Isroel Nachum di Safed aveva organizzato questa gita, che Rav Salas aveva definito come "una straordinaria e unica esperienza in Portogallo". Ed ? proprio cos? che si devono sentire Chunie Reinhold e Ruth Rodrigo.
Il suggerimento per la parash? di questa settimana non nasce autonomo nella mia mente: ? stata la riflessione femminile di mia moglie, ??''?, che me lo ha suggerito, perch? a volte, sguardo maschile e sguardo femminile possono essere molto distanti. Noi non ci stupiamo del fatto che tutte le persone coinvolte nella tragica spedizione voluta da Mosh? e raccontata nella parash? di Shelach Lech? sono uomini. Uomini i capi trib?, uomini gli attori principali dei dialoghi, uomini sono le spie che tornano e che raccontano di una terra s? bella e rigogliosa, ma impossibile da conquistare e che ?mangia i suoi abitanti?, e maschili sono le prime lacrime di disperazione nonostante la promessa ed il sostegno divino. Questo mondo maschile far? pagare al popolo ebraico la propria sfiducia con quaranta anni di cammino punitivo nel deserto. Nella Haftar? che accompagna la parash? compare invece una donna: ? Rachab che accoglie e nasconde le spie inviate da Giosu? per cogliere i punti deboli di Gerico e che ? sicura che Dio accompagner? Israele nella sua conquista. Sorge spontanea la domanda: se in un mondo pi? attento al femminile la spedizione di Mosh? fosse stata guidata da donne? Avremmo avuto lo stesso risultato? Avremmo avuto una stessa descrizione di Israele, piena di timori, angosce e terrori infondati? Avremmo pianto le stesse inutili lacrime? La storia non si fa con i se, ma possiamo cogliere una risposta citando un altro passo della Tor?.
Centoventuno tra uomini, donne e bambini si sono uniti alla fede ebraica lo scorso mese, in un lontano paese meglio conosciuto per un film della Disney che come luogo di rinascita ebraica. Nell'arco di dieci giorni, a maggio 2016, vi ? stata una importante trasformazione della nascente comunit? di Ebrei del Madagascar, che hanno fatto la loro conversione ortodossa tra la foresta tropicale, i lemuri e i camaleonti grazie ai quali il paese ? famoso. I membri della comunit?, che vanno dai 3 agli 85 anni di et?, sono venuti ad Antananarivo, capitale del Madagascar, per sedersi davanti a un beit din, una corte rabbinica composta da tre rabbini ortodossi: Rav Oizer Neumann di Brooklyn, Rav Pinchas Klein di Filadelfia e Rav Achiya Delouya di Montreal. Rav Delouya ? originario del Marocco, cosa che lo ha aiutato a comunicare con i nuovi Ebrei in francese (seconda lingua ufficiale del Madagascar).

Qual?? stata la vera colpa di Korach? Perch? fallisce il suo movimento popolare contro Mosh? ed Aaron? In fondo Korach non aveva tutti i torti, almeno in teoria. Il suo movimento di protesta parte da un assunto: Moshe ed Aaron avevano concentrato troppi incarichi nelle...

Il Beit Miriam ? il centro comunitario di Shavei Israel per i ragazzi Bnei Menashe a Kiryat Arba, a sud di Gerusalemme. Questo club sociale e culturale, unico nel suo genere, offre corsi di informatica, inglese, ebraico e di ebraismo. E' una seconda casa per...