Author: daniella

Il popolo di Israele si appresta ad attraversare il Giordano e ad entrare nella Terra promessa. In quel luogo la sua vita cambier? e si dovr? confrontare con sfide mai conosciute prima. Questo ? il momento culminante di tutto il percorso che, lungo i quaranta anni del deserto, dar? luogo ad una nazione, partita come popolo di schiavi. Da quel momento in poi la vita sar? diversa, il confronto quotidiano si relazioner? con le normali necessit? di un popolo e non pi? con il rischio dell?imprevedibile. Per questo anche le strutture della leadership e del potere dovranno cambiare. Mosh? era cosciente di tutto questo. Egli era stato il visionario, il sognatore che aveva insegnato ad un intero popolo una utopia che stava per divenire realt?. Aveva guidato la liberazione di un popolo che non aveva voglia di essere liberato e lo aveva guidato attraverso il deserto, per tappe dove tutte le necessit? vitali della sua gente furono soddisfatte in modo miracoloso.
Nel Talmud questa espressione indica semplicemente l?intento di evitare situazioni confuse e problematiche: per esempio in?Ghittin?32a si dice che se un ghet (documento di divorzio) arriva in mano alla donna non ? pi? possibile annullarlo; ?Anticamente [il marito] avrebbe potuto fare un bet din [tribunale rabbinico] in un altro luogo e annullarlo,?ma stabil? Rabban Gamliel il vecchio che questo non fosse valido in nome del tikkun olam?; in questo caso ?riparare il mondo? significa evitare ambiguit? sullo status di una donna, pericolosissime nel caso si unisse ad altri uomini senza essere davvero divorziata. L?espressione assume poi un significato ben pi? ampio nella mistica. Fuori da quest?ambito, per?, di Tikkun Olam non si parla molto spesso; ? vero che l?espressione si ritrova nella liturgia quotidiana nell?Alenu, testo che si recita pi? volte al giorno, ma niente in confronto all?insistenza con cui si menzionano altri temi, per esempio l?uscita dall?Egitto. Per molti secoli di fatto nel mondo ebraico non si parlava di Tikkun Olam. Il tema ? emerso solo pochi decenni fa, e inizialmente in ambito non ortodosso, probabilmente (come spesso spiegato da Rav Birnbaum) per compensare il peso minore attribuito alla pratica delle mitzvot. Negli ultimi anni, per?, sta acquistando crescente importanza anche nel mondo ortodosso.
di Rav Avi Baumol In che modo ci hanno disciplinato i nostri genitori? O meglio, all'epoca - come bambini - come percepivamo le punizioni e le sgridate? Non credo usassimo termini come: disciplinare, psicologia genitoriale, sindrome, patologia, e cos? via. Quando eravamo bambini la vita non era mai giusta. Non credevamo di essere trattati in maniera giusta. Subito paragonavamo la nostra situazione a quella dei nostri fratelli, che nella nostra testa venivano trattati meglio. Ogni punizione ci sembrava troppo severa, e non conoscendo l'introspezione non eravamo pronti ad analizzare i nostri comportamenti. E poi siamo diventati genitori.

C'era molta farina durante l'ultimo evento di Rosh Chodesh (primo del mese) a Maalot. Del tipo che diventa pane, anzi chall? per essere specifici. Questa speciale "hafrashat chall?" o evento della separazione della chall? ? stato organizzato con la Rabbanit Tali Kook. Si ? svolto nella...

Tutto ? cominciato nel 1982, quando la madre di Yael e Elisheva Franco aiut? nella fondazione di un nuovo liceo in El Salvador, chiamandolo "Gerusalemme". La madre delle sorelle Franco non sapeva niente di tradizione ebraica e la scuola era un normale liceo laico. Dieci anni dopo la madre delle sorelle Franco arriv? in Israele con una borsa dell'Ambasciata Israliana per studiare pedagogia a Haifa. Di nuovo, non vi era una reale connessione all'ebraismo. "Sentiva un legame con Israele, ma non sapeva come mai", racconta Yael. Oggi tutta la famiglia Franco pratica l'ebraismo tradizionale. Il fratello maggiore, Eliyahu, ha fondato la sinagoga nella capitale San Salvador, e tutti i familiari ne sono i membri fondatori. Yael e Elisheva hanno fatto un passo avanti. Dopo una conversione formale l'anno scorso, adesso risiedono in Israele. Elisheva ha fatto regolare aliyah, mentre Yael ancora aspetta la sua carta d'identit? che dovrebbe essere pronta a giorni. Yael ci dice come ha sentito la presenza di Dio che piano piano ha guidato l'intera famiglia, passo dopo passo, nella connessione all'ebraismo. Ecco cosa succede quando i discendenti dei Bnei Anousim, discendenti degli Ebrei perseguitati dall'Inquisizione in Spagna, Portogallo e Italia Meridionale, rinascono come torrenti nei pi? reconditi angoli del globo. Capita che fondino una scuola chiamata Gerusalemme a 10mila km dalla capitale dello Stato Ebraico. Shavei Israel ha incontrato da poco quattro giovani donne da El Salvador, adesso in Israele in diverse tappe del loro percorso di aliyah, che studiano nelle midrashot ebraismo e ebraico negli ulpan. Rachel, 27 anni, ha studiato comunicazione in El Salvador e vorrebbe diventare una brava giornalista. La sua famiglia ? immigrata in El Salvador dalla Spagna e suo padre era originario della Turchia. Non ? certa delle sue origini ebraiche, ma grazie a dei colleghi ebrei dell'Universit?, ha cominciato ad osservare lo Shabbat e piano piano anche le altre mitzvot, e ora non pu? farne a meno.

Indubbiamente il centro, o meglio il centro della nostra?attenzione su questa parash?, ? occupato dalla benedizione sacerdotale, che la Tor? comanda ad Aaron ed ai suoi discendenti e ?che si esprime con queste parole: ?Queste sono le parole con le quali benedirete il popolo di...

La scorsa settimana, il mondo ebraico ha celebrato la festa di Shavuot, che segna il dono della Tor? sul Monte Sinai 3300 anni fa. La comunit? Ebraica Subbotnik di Visoky in Russia, non ? attiva da cos? tante migliaia di anni - la comunit? venne formata...

Il presidente di Shavei Israel, Michael Freund, ? stato descritto nel giornale di lingua svedese in Finlandia -?Kyrkpressen?- la scorsa settimana, dove ha parlato delle attivit? di Shavei Israel in generale e dei Bnei Menashe in particolare. Sapete leggere o capite lo svedese? Allora date un'occhiata...