Author: daniella

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, ha fatto una storica - prima in assoluto - visita alla comunit? ebraica di Lisbona, lo scorso dicembre. Poich? la comunit? non ha un rabbino capo ufficiale, l'emissario di Shavei Israel Rav Elisha Salas ? stato invitato a fare gli onori di casa. whatsapp-image-2016-12-20-at-01-33-23 Rav Salas era assieme a diverse altre importanti autorit?, incluso l'ambasciatore di Israele in Portogallo e i rappresentanti delle tre comunit? portoghesi.
Come riportano JTA e Arutz7?e The Times of Israel,?l'Arcidiocesi di Palermo cede alla comunit? ebraica l'uso di parte di un complesso monastico costruito sopra i resti di una sinagoga medievale. Si tratta di un gesto di riconciliazione dopo pi? di 500 anni dall'espulsione degli ebrei dalla Sicilia. La chiesa finanzier? anche le ristrutturazioni dello spazio in modo da creare una sinagoga e un centro di cultura ebraica per le decine di ebrei che adesso vivono nella citt?. Lo spazio donato ? l'Oratorio di Santa Maria del Sabato, nella parte inferiore dell'edificio, sotto il complesso ecclesiale di San Nicola da Tolentino, ha detto Rav Pinhas Punturello a JTA.
Ti sei mai chiesto se hai radici ebraiche? C?? una tradizione familiare che sembra inusuale e non sai da dove venga? Forse il tuo cognome ? simile a quello di altri antichi cognomi ebraici? Shavei Israel ? qui per aiutarti. Abbiamo pubblicato anche IN ITALIANO la nostra prima guida pratica alla riscoperta delle radici ebraiche. Il nuovo libro, che conta 109 pagine, disponibile in formato digitale ebook?gratuito, ? intitolato semplicemente ?Hai radici ebraiche?? I nove capitoli rispondono alle pi? importanti domande che ci si pone all?inizio di un percorso di riscoperta delle proprie radici. Si parla di come condurre una ricerca genealogica (incluso come accedere agli archivi dell?Inquisizione spagnola, quando e se ? il caso), quali cognomi sono pi? probabilmente ebraici nelle diverse parti del mondo (se sei di Palma di Mallorca e il tuo cognome ? Segura, allora ci sono buone probabilit? che tu abbia radici ebraiche), pi? informazioni sugli usi ebraici ?nascosti? (come l?accensione delle candele, le tradizioni del lutto, la preparazione della challah), l?organizzazione geografica e storica.

Vi aspettiamo il?12 gennaio 2017 alle ore 17.00, a Palermo presso l'Archivio Storico di via Maqueda per il convegno "Siciliani senza Sicilia - Ebrei di Sicilia in terra d'altri". Parteciperanno Serena Di Nepi, Rita Calabrese e il nostro emissario Rav Pinhas Punturello. Parteciper? anche mons. Raffaele Mangano, vicario...

Questa parash? ci insegna la fusione tra passato e presente, in una unit? la cui forza rappresenta l?impegno di una vita proiettata verso l?eternit?. Il termine ?Vaiechi? significa letteralmente ?e vivr?? ma viene utilizzato dalla Tor? per indicare gli anni che Yaakov aveva vissuto sopra la Terra. Ci? che Yaakov fece durante il suo ?passaggio? nella vita fisica ? ci? che lascer? ai suoi discendenti quando morir?, ? ci? attraverso cui egli vivr? quando non sar? pi? in questo mondo. Yaakov fu, durante tutta la sua vita, una persona solitaria e sofferente. Tutti gli ostacoli, i dilemmi ed i conflitti che egli incontr? li dovette affrontare in solitudine. Nel momento in cui si sta separando dai suoi figli, Yaakov non fa alcun riferimento al passato, ma predice personalmente ad ognuno di loro ci? che accadr?. In questo momento culminante, prova a trasmettere la sua esperienza alle generazioni successive, per evitare che la sua propria sofferenza possa ripetersi.
Quando si inizia a leggere il drammatico cambio sociale e storico che ha portato alla schiavit? degli ebrei in Egitto, la Tor? sintetizza il tutto in una sola frase: ?A suo tempo sorse sull?Egitto un nuovo re che non aveva conosciuto Giuseppe. E diceva al suo popolo: ?Ecco, il popolo dei figli d?Israele ? pi? numeroso e pi? potente di noi.? (Esodo 1, 8). Un nuovo re. Tutto il dramma di un destino che ha portato gli ebrei da essere la famiglia del Vicer? ad essere un popolo di schiavi ? racchiuso in questo ?nuovo re? che non aveva conosciuto Giuseppe. I maestri si dividono tra coloro che credono che si trattasse di un re realmente nuovo e coloro che affermano che il re non fosse nuovo, bens? avesse solo rinnovato decreti antiebraici. Ammessa anche l?ipotesi che questo nuovo Faraone non avesse conosciuto Giuseppe, dovremmo porci la domanda del come sia possibile vivere in una societ? attraversata da un cambiamento sociale cos? profondo e non rendersene conto. In realt? se leggiamo il capitolo 50 della Genesi, precisamente dal versetto 4 in poi, quando viene descritto il momento nel quale Giuseppe comunica la morte di Yaakov al Faraone chiedendo il permesso di poter andare a seppellirlo, notiamo un dialogo ed un tono che non ? propriamente quello di un Vicer? verso il re che lo ha posto in quella posizione di potere e rispetto.? Infine i giorni di piangerlo passarono, e Giuseppe parl? alla casa di Faraone, dicendo: ?Se, ora, ho trovato favore ai vostri occhi, parlate, vi prego, agli orecchi di Faraone, dicendo: ?Mio padre mi fece giurare, dicendo: ?Ecco, sto per morire. Mi dovrai seppellire nel mio luogo di sepoltura che mi sono scavato nel paese di Canaan?. E ora, ti prego, lasciami salire a seppellire mio padre, dopo di che sono disposto a tornare??. Pertanto il Faraone disse: ?Sali a seppellire tuo padre proprio come egli ti fece giurare?.(Genesi 50, 4)
Gli anni della schiavit? e della sofferenza sembrano essere giunti alla fine, Moshe lo apprende allorch?, a partire da questo parash?, Dio si rivolge al popolo di Israele per spiegargli come sar? liberato dall'Egitto e sar? fisicamente e spiritualmente redento da tutte le sue sofferenze. Questa ? la parash? nella quale Dio presenta a Moshe il ?programma della redenzione? con tutti i suoi dettagli: quali passi saranno necessari, con quale ritmo, come si determineranno la varie tappe del processo, alla fine del quale il popolo di Israele si ritrover? realmente libero da tutte le limitazioni che lo affliggono. Dio espone quindi una ?agenda? che rivela un aspetto importante della sua intenzione: la liberazione del popolo e dei singoli componenti deve avvenire attraverso un processo che tenga conto della natura umana; gli elementi magici o miracolosi non sono che accessori. La redenzione come stato finale, deve includere una memoria del processo, una memoria analizzabile, dalla quale la presente e le future generazioni del popolo ebraico potranno trarre insegnamento e prendere esempio.