Author: daniella

Segnaliamo a PALERMO la mostra ANNE FRANK, UNA STORIA ATTUALE fino a venerd? 2 giugno 2017 a Palazzo Steri Curata dalla Anne Frank House di Amsterdam con la collaborazione dell'Istituto Siciliano di Studi Ebraici, e con il Rettorato dell'Universit? e il Comune di Palermo ...

Il libro dei Numeri che cominceremo a leggere questa settimana si apre con questa espressione: ? E Dio parl? a Mos? nel deserto del Sinai nell?Ohel Moed (la tenda della radunanza)??. Questa espressione che apre di fatto un nuovo libro della Tor? contiene in s? una espressione non del tutto nuovo ma profondamente significativa. Mosh? ha, per cos? dire, incontrato Dio in altre occasioni ed in altre occasioni ha dimostrato il proprio livello di profezia e di contatto con Dio. Il primo contatto tra Dio, Mosh? e la sua capacit? profetica ? avvenuto di fronte al roveto che bruciava senza consumarsi, in Esodo 3,2: ?Egli guard? ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3?Mos? pens?: ?Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perch? il roveto non brucia??

In Sicilia, il Lions Club di Salemi ha voluto restaurare la stele che commemorava la cacciata degli ebrei ?- dopo l'editto di Spagna del 1492 - dalla citt? siciliana. La stele era stata collocata nella ex Giudecca nel 1992, a ricordo del 500nario dell'editto dei re...

La parash? dei Behaalotech? contiene la descrizione della consacrazione dei Leviti al servizio divino e molti sono i versetti che si occupano della cerimonia di consacrazione e del senso della missione dei Leviti all?interno del popolo ebraico e nel rapporto con Dio stesso. Al capitolo 8 del libro dei Numeri al versetto 14 ? scritto chiaramente che: ?Cos? separerai i Leviti dagli Israeliti ed i Leviti saranno miei.[?]? Il senso di questo ?possesso? ? cos? commentato da Ibn Ezra che afferma che si tratta di ?un grande onore? perch? ?miei? implica il senso che essi saranno ?devoti a me? dice Dio e questo esprime un grande livello di spiritualit?. Sforno sottolinea che ?miei? significa che loro ed i loro discendenti devono essere pronti a compiere il mio servizio e questo significa che il loro ruolo dovr? essere cos? fortemente interiorizzato in loro da potersi trasmettere di generazione in generazione, perch? loro saranno indissolubilmente legati a Dio.
Apfel Fredryka? Presente. Bauman Jadwiga? Presente. Bauman Irena? Presente. Becker Sonia? (7 anni) Presente. Binzer, Krystyna? (12 anni) Presente. Blumenfeld Bronis?awa? (8 anni) Presente. Presente? roll-call Sono seduto in una scuola e sto osservando l'appello di 87 alunni. Quando l'insegnante chiama un nome, un'altra giovane ragazza risponde - "presente" - Sono presente qui e pronta per la scuola. Ma le giovani ragazze non sono quelle che portavano questi nomi, e la differenza di tempo tra un appello e l'altro ? di 78 anni. priest L'evento si ? svolto nella scuola elementare "Adam Mickiewicz", dal nome di uno dei pi? grandi poeti del romanticismo polacco. La direttrice, la signora Gabriela Olszowska ha rinvenuto gli archivi della fine degli anni '30. Vi erano tutti i nomi, le date di nascita, gli indirizzi e nomi dei genitori. Ma vi era anche un gruppo di 87 ragazze di cui non si avevano pi? notizie. Solo una lunga linea rossa diagonale faceva intendere che fossero scomparse. La direttrice si ? quindi messa in contatto con Zvia Fried dello Yad Vashem e ha scoperto che nel 1939, subito dopo l'invasione nazista della Polonia, 87 ebree erano state cacciate dalla scuola.
Dopo la terribile trasgressione degli esploratori che tornati dalla loro spedizione, pur parlando bene ed in maniera oggettiva della terra di Israele, negano la possibilit? che essa possa essere conquistata, la generazione del deserto subisce il terribile decreto di non poter pi? entrare in Eretz Israel e di dover finire i propri giorni (saranno quaranta anni) girovagando, appunto, nel deserto. All?indomani di quella tragica notte, che secondo il calcolo dei nostri maestri fu il 9 di Av, giorno che nella storia ebraica sar? tristemente segnato da lutti, il popolo ebraico si pente, fa teshuvah, si presenta a Moshe e pretende di andare a combattere proprio per quella terra che fino al giorno prima sembrava essere un orizzonte impossibile e lontano, nonostante le promesse e le assicurazioni divine.