Author: daniella

Consegnata nelle mani di monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, la medaglia ?Raoul Wallenberg? conferita dall?omonima fondazione internazionale in segno di riconoscimento ?per il suo impegno nel dialogo interreligioso?. E in particolare per la donazione di un locale di propriet? della Chiesa palermitana alla neonata sezione ebraica cittadina che in futuro diventer? una sinagoga e un luogo di studio. Donazione che da molti ? stata definita storica, a oltre cinque secoli dalla cacciata degli ebrei dalla Sicilia. ?Una giornata ricca di significati? ha sottolineato il vicepresidente dell?Unione delle Comunit? Ebraiche Italiane Giulio Disegni, intervenuto oggi alla cerimonia tenutasi al palazzo arcivescovile insieme tra gli altri alla delegata della sezione ebraica palermitana Evelyne Aouate e al rabbino Pierpaolo Punturello in rappresentanza dell?associazione Shavei Israel. A prendere la parola anche, oltre allo stesso Lorefice, il direttore dell?Ufficio per l?Ecumenismo e il Dialogo interreligioso Pietro Magro; il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il vicepresidente della Fondazione Wallenberg Guillermo Bruschtein e Silvia Costantini, vice presidente della Fondazione per l?Europa, che ha letto un messaggio inviato agli organizzatori dall?ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Oren David. Palermo come luogo di rilancio di una cultura ebraica viva. Una sfida che sar? alimentata anche in occasione della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica (domenica 10 settembre) con il capoluogo siciliano designato citt? capofila per l?Italia.
Perch? Bilam, il mago che il re di Midian Balak assolda per maledire Israele senza riuscirci, offre sacrifici a Dio? (Numeri 23,4) Come mai nel suo tentativo di ingraziarsi il volere divino e volgerlo contro il popolo ebraico Bilam sceglie anche la strada dell?offerta sacrificale? Il Maharal di Praga fa notare (Netivot Haolam, Netivot Haavod?) che nel momento in cui si offre un sacrificio a Dio questo gesto sta a significare la consapevolezza che da Dio tutto dipende ed a Lui tutto appartiene. Colui che offre un sacrificio dichiara con questa offerta che Dio ? Unico e che la sua unicit? sta anche nella sua onnipotenza e potenza nei riguardi di tutto il creato. Per questo motivo la qualit? stessa del sacrifico ha la sua importanza: non si tratta di un atto simbolico come prov? ad insegnare Caino agli albori della storia del rapporto tra uomo e Dio, bens? cosa si offre ? importante almeno quanto il modo in cui si offre un sacrificio. Offrire un korban significa esprimere con cuore puro la propria volont? di vicinanza all?Eterno, il proprio omaggio sincero che se eccessivo, se troppo sfarzoso pu? diventare un messaggio distorto rispetto al vero sentimento di religiosit? richiesto per il rito del sacrificio stesso.
Pinhas figlio di Eleazar nipote di Aaron HaCoen ? colui che ferm? l?ira di Dio dopo la corruzione sessuale e morale dei figli di Israele con le figlie di Midian. ?Perci? digli ch?io fermo con lui un patto di pace, che sar? per lui e per la sua progenie dopo di lui l?alleanza d?un sacerdozio perpetuo, perch? egli ha avuto zelo per il suo Dio, e ha fatta l?espiazione per i figliuoli d?Israele". (Numeri 25 12-14) Con queste parole la Tor? ci conferma la benedizione, il premio che Dio consegna a Pinhas per il suo zelo. In termini strettamente moderni Pinhas pu? essere definito un fondamentalista. Ebraicamente lo definiremmo uno zelota. Un uomo animato e mosso da zelo per Dio. E sempre in termini strettamente moderni, specie negli ultimi tempi che viviamo nel nostro mondo, lo zelota o il fondamentalista sono persone pronte a tutto in nome di Dio, in special modo sono pronte a morire.
Numeri, 30, 2-3 ??Poi Mos? parl? ai capi delle trib? dei figli d'Israele, dicendo: ?Questo ? ci? che l'Eterno ha ordinato. "Quando uno fa un voto all'Eterno o contrae un'obbligazione con giuramento, non violer? la sua parola, ma far? tutto ci? che ? uscito dalla sua bocca.? Per una generazione come la nostra dove la parola, nelle sue molteplici espressioni di suono cos? come di ?post?, di tag, di intervento, di dichiarazione sul web, ? decisamente un mezzo fuori controllo, queste parole del libro dei Numeri potrebbero essere una fonte di grande riflessione. ?Non violare la parola, fare ci? che esce dalla bocca, in definitiva controllare le nostre parole?: ccco il messaggio fondamentale del libro di questo versetto del libro dei Numeri. Controlla la tua parola. Cerca di essere consapevole delle parole che escono dalla tua bocca, dell?impegno che ogni tua parola esprime.
Il libro del Deuteronomio, Devarim, ? l'ultimo libro del Pentateuco, quello che pi? di ogni altro esprime la necessit? della partecipazione e della responsabilit? umana per attuare pienamente il progetto divino nel mondo. Rav Shimshon Refael Hirsch spiega che Devarim ? il libro che avrebbe accompagnato Israele nella sua nuova vita dal deserto alla costruzione di una societ? ebraica in Eretz Israel. ? il libro degli insegnamenti morali, della legge, della presenza divina che smette di essere sovrannaturale come durante il cammino nel deserto e diventa quotidianit? o per meglio dire diventa obbligo di costruzione di una quotidianit? che si richiami costantemente al Divino.