Author: daniella

I bambini sono pi? carini che mai al Gan Matanel, il nido e asilo ebraico tenuto da Miriam Szychowski a Lodz, in Polonia. Al suo terzo anno di attivit?, il Gan Matanel ospita una mezza dozzina di bambini che imparano un po' di ebraico e di ebraismo, assieme alle classiche materie da asilo: arte e artigianato, accompagnati da buon cibo e siesta del pomeriggio. Il marito di Miriam, Rav Dawid Szychowski ? l'emissario di Shavei Israel per la Comunit? Ebraica di Lodz. "Gan" significa asilo in ebraico e "matanel" vuol dire regalo di Dio, ci ha raccontato Miriam quando ha inaugurato l'asilo nel 2015. "Da quando ero ragazzina, ho sempre sognato di aprire un asilo. Questo ? quindi come un regalo di Dio per me".
I versetti del capitol 21 della Genesi che raccontano della cacciata di Hagar, concubina di Avraham, e di loro figlio Yshmael non sono di facile lettura. (Genesi 21:9-21) ? E Sara vide che il figliuolo partorito ad Avraham da Agar, l?egiziana, rideva; allora ella disse ad Avraham: ?Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perch? il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco? E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo.? Sara, la stessa che a suo tempo ha voluto che Avraham concepisse un figlio con la sua serva Hagar, dopo aver partorito un suo figlio naturale, Itzhak, vuole che il primogenito del marito venga mandato via dalla loro casa verso un destino poco certo e con pochissime probabilit? di sopravvivenza. Perch?? Perch? Sara lo ha visto ridere e secondo l?interpretazione dei nostri maestri, Rashi in primo luogo, quel ridere si riferisce a comportamenti idolatri, immorali se non vicini all?assassinio. E? chiaro agni occhi di Sara il pericolo educativo e morale rappresentato da Yshmael, fratello maggiore, nei confronti del fratello minore, Itzhak, appena nato.
La morte di Sarah porta Avraham ad un confronto con la popolazione locale, i Chittei, ai quali deve chiede un pezzo di terra o un qualunque luogo di sepoltura. Avraham apre con queste parole la sua richiesta:?Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la propriet? di un sepolcro in mezzo a voi, perch? io possa portar via la salma e seppellirla? (Genesi 23,4). In ebraico il testo si esprime con le parole: gher e toshav, straniero e residente che sono, in realt?, concetti che potrebbero essere in contraddizione. Ad ogni modo per quale motivo Avraham si presenta con queste caratteristiche rispetto alla necessit? di seppellire Sarah sua moglie? Ramban ci fa notare che esisteva un uso presso i Chittei di seppellire i propri morti nelle propriet? di appartenenza familiare, mentre esistevano altri giardini cimiteriali dedicati agli stranieri. La sepoltura segnava anche essa una appartenenza familiare, uno sguardo al passato del defunto ed ai suoi legami familiari terreni, non ultimo al suo lignaggio. La divisione dei giardini cimiteriali nella societ? chittea ? rivolto al passato e richiama il passato.
Al capitolo 8 del Deuteronomio, dal versetto 3 in poi, nella parash? settimanale di Ekev troviamo scritto:"[?] Egli (Dio) poi t?ha nutrito di manna che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuta, per insegnarti che l?uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che la bocca dell?Eterno avr? ordinato.? Forte ?, quindi, il richiamo ad una consapevolezza spirituale anche nella materialit?: la manna, il nutrimento che viene dal cielo, ? s? un elemento che nutre il corpo e sazia la fame, ma ? indiscutibilmente un dono di Dio, qualcosa che scende dalla ?bocca di Dio?. La manna rappresentava l?incontro tra il naturale senso di saziet? che per? ha una origine soprannaturale, una costante presenza dell?aiuto e della attenzione divina nei confronti del popolo che stava attraversando il deserto, cammino che sarebbe durato quaranta anni.
Lungo tutto il libro di Devarim ci viene insegnato come creare una societ? modello nella Terra di Israele. In questa parash? si parla della povert? in quanto realt? da conoscere e da affrontare. ?Non mancheranno mai poveri sulla terra?: la Tor? afferma ideali e codici di valore ed allo stesso tempo non perde di vista la realt?: considerando che la povert? ben difficilmente sparir? in maniera totale nella nostra realt? sociale, ci viene insegnato come convivere con essa ed aiutare coloro che hanno bisogno di noi. ?Se dovesse esserci un bisognoso tra i tuoi fratelli all?interno della tua citt?, nella terra che Dio l?Eterno ti ha donata, non indurirai il tuo cuore con lui n? chiuderai la tua mano, ma gli presterai qualsiasi cosa necessiti.? L?insegnamento ? chiaro: si deve positivamente aprire la mano e viene imposto di non chiudere il cuore. Azione ed emozione si integrano completamente per far fronte alle necessit? dell?altro: il cuore commosso che stimola la mano perch? questa agisca rimediando per quanto sia possibile alla situazione. Attraverso questa integrazione l?uomo riesce a superare la propria natura egoista e quindi riesce ad essere migliore. D?altra parte il concetto ebraico di aiuto per il bisognoso non ? paragonabile alla ?carit?? ma alla ?giustizia?, concetto attivo chiamato ?tzedak??. E? un concetto che parte dal riconoscimento della uguale potenzialit? tra gli uomini. E? pertanto un obbligo che equivale al pagamento delle imposte, che non sentiamo certo come una ?carit??.
Neda Amin era una blogger iraniana che scriveva per il sito?in lingua persiana del Times of Israel. Una giornalista che criticava il regime iraniano, lasciando l'Iran e trasferendosi in Turchia nel 2014. Pochi mesi fa, la Amin ha contattato il Times of Israel con un?messaggio disperato: la sua vita era in pericolo. Le autorit? turche non apprezzavano la sua collaborazione con un giornale israeliano e volevano espellerla dal paese. Se nessun paese l'avesse accettata, le fu detto, sarebbe dovuta rientrare in Iran, "dove avrebbe subito torture, stupri e l'esecuzione per avere lavorato con un sito israeliano e per la sua opposizione al regime iraniano", ha scritto Rachel Avraham del?Center for Near East Policy Research sul sito di?Israel HaYom. La Avraham ha quindi deciso di aiutarla e si ? messa in moto per trovarle una nuova casa "dove lavorare liberamente come giornalista senza temere per la propria vita".