Author: daniella

Il viaggio di una trib? dall'antico regno di Israele fino alle pendici dell'Himalaya - e ritorno in un Israele cambiato completamente, pu? essere descritto in un solo modo: miracoloso. I Bnei Menashe, che discendono dal nipote di Giacobbe - Menasse, hanno una storia antica come la Bibbia stessa. Dopo essere stati esiliati dall'armata Assira, gran parte della loro cultura e delle loro tradizioni si sono perse in questo viaggio lungo millenni verso i villaggi del Manipur, Mizoram e Chin nell'India rurale. Nel 1948 ? nato, intanto, lo Stato di Israele, fondato da una comunit? oppressa e proveniente da tutto il mondo. E nel 1997, Michael Freund, Direttore delle Comunicazioni nel gabinetto del primo ministro Netanyahu, ha ricevuto una lettera dal Consiglio Regionale dei Bnei Menashe, dove spiegavano chi fossero e perch? volessero immigrare in Israele.?
In quanto appartenente alla comunit? degli italkim, italiani di Israele, ho scoperto un nuovo senso di identit? nazionale italiana in ?Diaspora?? con la partecipazione ai festeggiamenti per il 2 giugno, la Festa della Repubblica. Se in Italia il 2 giugno? era oggettivamente un giorno di festa o un week end da organizzare in funzione dell?eventuale ?ponte? che il 2 giugno poteva portare con s?, in Israle? il 2 giugno ? diventato un appuntamento con una parte di me, un momento di condivisione sociale ed un giorno? di orgoglio per l?incontro tra la Storia italiana, l?identit? degli ebrei italiani e le relazioni tra Italia ed Israele. Con questi sentimenti e queste sensazioni? mi pongo la domanda sul senso dei festeggiamenti di Yom HaAtzmaut in Diaspora. ?Non che mi stia chiedendo se abbia o non abbia un senso per l?ebreo della Diaspora il gioire per l?esistenza dello Stato di Israele, ma mi chiedo a livello pi? profondo, quale possa essere il suo senso. Che senso ha, quindi, ?la partecipazione degli ebrei della Diaspora alla ricorrenza di Yom Ha Hatzmaut, giorno della fondazione dello Stato di Israele? Non si rischia che il canto dell?Ha Tikv? nelle sinagoghe di Roma, Londra o New York qualcuno possa ascoltarlo come espressione di uno spirito nazionalista che lega la Diaspora ad Israele in maniera ?preoccupante? per molti ebrei Diasporici?
Israele ha celebrato il suo 70esimo compleanno assieme alla sua festa d'Indipendenza - Yom Hatzmaut. E' stata una grande giornata per Shavei Israel, il cui nome significa letteralmente "Israele Ritorna".   Ed ecco come hanno festeggiato le nostre comunit?, che sosteniamo in tutto il mondo: El Salvador La comunit? Beit Israel di Bnei Anousim in San Salvador ha celebrato Yom Hatzmaut con preghiere nella sinagoga, raccontando la storia del nostro popolo e cantando l'Hatikva, l'inno nazionale israeliano. [gallery ids="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/WhatsApp-Image-2018-04-19-at-07.14.11.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/WhatsApp-Image-2018-04-19-at-07.14.09.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/WhatsApp-Image-2018-04-19-at-07.14.09-1.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/WhatsApp-Image-2018-04-19-at-07.14.10.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/WhatsApp-Image-2018-04-19-at-07.14.10-1.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/el-sALVADOR-70-A?OS-e1524055693956.jpg|"]   Bnei Menashe Yom Ha?atzmaut viene sempre celebrato con grande stile negli stati indiani del Manipur e Mizoram e quest'anno non ? stato diverso. 800 persone si sono riunite in tre luoghi diversi e hanno festeggiato con cibo, canti e balli. Nel Mizoram ? stata issata la bandiera israeliana ed ? stata eseguita la famosa danza del luogo "bamboo dance". Mentre per i Bnei Menashe gi? in Israele sono state organizzate varie feste, in particolare nel centro di assorbimento di Kfar Hasidim. Ecco alcune foto: [gallery ids="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/Bnei-Menashe-with-Israeli-flags-6.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/DSC_1648-3.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/04/benei-menashe-yom-hazikaron.jpg|"]
Questo articolo di Itamar Eichner ? apparso nel giornale israeliano, molto letto, Ynet. "Un remoto villaggio dell'Italia Meridionale contiene tra le sue mura una sinagoga piccola e unica nel suo genere,?virtualmente sotto controllo femminile. Tutto ? iniziato circa un secolo fa, quando il "profeta" Donato Manduzio si ? innamorato dell'ebraismo e ha riunito una comunit? di fedeli. Dopo che dozzine di residenti si sono convertite e hanno fatto?Aaliyah, sono rimaste solo le donne che hanno sposato gentili del luogo. Adesso, tutti insieme, celebrano lo Shabbat e le feste ebraiche, mangiano solo cibo kosher e studiano Torah. "Ogni?giorno, quando prego", ci dice Grazia Sochi, "sogno di essere al Muro del Pianto a Gerusalemme".? La sezione femminile di questa sinagoga cos? originale, ? tre volte pi? ampia di quella maschile. Le donne della comunit? mantengono una florida vita ebraica nel cuore di un'area fortemente cattolica. Molti dei loro mariti sono cattolici e molti abitanti di San Nicandro non sono nemmeno considerati ebrei secondo la legge ebraica - ma questo non li scoraggia dal sentirsi degli orgogliosi ebrei. La sinagoga si trova in un piccolo edificio acquistato nel 1994 dalle donne, molte delle quali si occupano di agricoltura, con i soldi che hanno raccolto tra loro, senza nessun aiuto esterno. "Dicevamo ai nostri mariti che un abito costava di pi? e cos? mettevamo insieme la differenza per comprare la sinagoga", ci dice una con un sorriso furbesco. Abbiamo visitato il villaggio assieme a Michael Freund, fondatore e presidente di Shavei Israel, e a Rav Pinhas Punturello, emissario dell'organizzazione per l'Italia. Le donne della comunit? erano molto emozionate e ci hanno accolto con canti italiani e ebraici. Siamo stati ospitati da Lucia Guellano Leone, 50 anni, una delle leader della comunit?. Suo marito Matteo, gi? cattolico, si ? convertito assieme a lei e ora lavora come supervisore casher in un pastificio di Bari.

La scorsa settimana il mondo ebraico ha celebrato Tu B?Shvat, l?annuale ?Capodanno degli Alberi? e la comunit? di Palermo, seguita da Shavei Israel, si ? unita ai festeggiamenti. Per saperne di pi? su questa festa vi ricordiamo i nostri articoli di Rav Punturello, qui e qui. E...

L'inizio dell'anno 2018 ? stato accompagnato da un evento gioioso per la comunit? Subbotnik di Vysoki, in Russia: dopo una lunga pausa, la scuola domenicale ha riaperto le sue porte per i bambini del luogo, che potranno cos? studiare ufficialmente Torah e tradizioni ebraiche. La cerimonia di apertura si ? svolta in un'atmosfera allegra e calorosa- gli studenti hanno accolto gli ospiti con un programma pieno e divertente. [gallery ids="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/4246f388-ddca-4a3d-9f94-1ffa3fd4973a.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/415e10c7-34f0-4674-8c5b-d1a0c0880739-e1517743423170.jpg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/49cae838-f48d-474e-8f44-c47419b742b9.jpg|"]
?Occhio per occhio, dente per dente?? Esodo 21, 24. Non esiste versetto della Tor? che non sia stato peggio compreso, peggio utilizzato, peggio interpretato di questo. Nel commento a questo passaggio biblico ad opera di Ibn Ezra (in Ebraico ????? ??? ????; Toledo, 1092 ? Calahorra, 1167) egli cita una disputa fra l?interpretazione caraita e quindi letterale del testo, sostenuta da Ben Zuta (Abu-l-Surri ben Zuta, che visse in Egitto nel 900 E.V. ed il grande maestro Rav Saadya Gaon (Sa?adya ben Y?ssef , Dilas, 882 ? Baghdad, 16 maggio 942) Rav Saadya sostiene che non si pu? tradurre il versetto in maniera letterale, perch? una qualsiasi punizione corporale potrebbe essere causa di un danno maggiore rispetto alla punizione stessa. Ben Zuta afferma invece che ? scritto in Levitico 24, 20 che se una persona rende disabile il suo prossimo, lo si punisce alla stessa maniera.
E' stata una lunga notte per i Bnei Menashe...A due mesi e mezzo dal loro cos? desiderato arrivo in Israele, hanno fatto un tour molto particolare legato alla loro discendenza. E' iniziato a mezzanotte alla Tomba di Giuseppe, padre del loro antenato biblico Menasse, nel cuore della Samaria; ? proseguito a Betlemme alla Tomba di Rachele, madre di Giuseppe. Infine sono giunti al Muro del Pianto per una commovente preghiera dell'alba, nel cuore di Gerusalemme, il luogo pi? santo per un ebreo. Abbiamo alcune foto... [gallery ids="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.40.14.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.40.31.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.38.53.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.39.04.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.39.19.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.39.26.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.39.48.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.39.55.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.40.02.jpeg|,https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/02/WhatsApp-Image-2018-01-31-at-04.38.59-e1517483153627.jpeg|"]