Author: daniella

Dopo la terribile caduta dei dodici esploratori, che tornarono dalla loro ricognizione in Eretz Israel portando una visione parziale, negativa e limitata della terra promessa. Resisi conto del loro errore, avendo fatto teshuva ed avendo accettato la punizione di dover girovagare per quaranta anni nel deserto, gli esploratori e l?intero popolo ebraico, che aveva pianto inutilmente dopo le false notizie sulla terra di Israele, si preparano alla guerra dimostrando di voler conquistare Israele. Moshe sa che non sar? una spedizione di successo (Bemidbar 14, 39-45) ed infatti il popolo ebraico subir? perdite ingenti. E? difficile capire il perch? di questa sconfitta dal momento che sia gli esploratori, sia il popolo ebraico avevano vissuto un profondo percorso di teshuva e di pentimento.
Il viaggio di Ariel Borstein nella Napoli ebraica ? stato pubblicato su Israel HaYom a questo link. I discendenti in Italia Meridionale dei cosiddetti "marrani" tornano alle loro origini, sia in maniera simbolica che pratica. Camminare con Ciro D'Avino per il centro di Napoli ? molto pi? che una passeggiata turistica. Ciro, orgoglioso napoletano, conosce bene la rete di labirinti fatta di strade e vicoli, conosce ogni casa e ogni pietra, e conosce anche qualcosa della sua citt? che sfugge a molti altri suoi abitanti. A differenza loro, Ciro pu? navigare nel passato e trovare gli strati della Napoli ebraica. La sua diligenza rimuove dalle chiese o dalle rovine la contemporanea apparenza portandoci indietro, almeno nell'immaginazione, alle sinagoghe che operavano in questi edifici pi? di 500 anni fa. "Qui era la via degli Ebrei", indica un alto muro che blocca il passaggio. "E qui ci sono i Marrani, quegli ebrei che furono forzati alla conversione al cattolicesimo, ma che in segreto continuarono a vivere una vita ebraica." Il signor d'Avino, con la sua grande Stella di Davide appesa al collo, ? un discendente dei "marrani". In effetti il suo cognome fa subito sospettare che vi siano delle radici ebraiche, vista la parola ebraica "Avinu", uno dei nomi di Abramo. Ci dice con orgoglio che la sua famiglia di Ebrei Sefarditi viveva nel Regno di Aragona e aveva vissuto in Francia nel XIII secolo. Secondo le sue ricerche, il cognome era popolare nelle zone di Soma e Zubiana, dove risiedeva una comunit? ebraica, i cui membri furono costretti alla conversione nel 1515. Secondo i registri dell'Inquisizione spagnola, chiunque portasse un cognome come questo o simile a questo era considerato "di sangue ebraico".?Ancora oggi a Napoli, sulle cassette postali si notano molti cognomi di "marrani": Simauna, Escallone, Cavaliera e altri - tutti hanno radice ebraica.?

Rav Elisha Salas si ? recato per qualche giorno ad Alicante, in Spagna, per tenere svariate lezioni e attivit? per i membri della comunit? locale Bnei Anusim. Il programma includeva corsi di ebraismo, lezioni di ebraico sia per adulti che per bambini, e preghiere di...

Chi ? Korach? Non una persona qualsiasi ed ? per questo che la sua rivolta, il suo agire contro Moshe ed Aaron e contro la stessa idea di Tor? ? ancora pi? grave di quello che possa apparire. Korach ? il capo della famiglia di Keahat, una della pi? importanti famiglie tra i leviti. Korach aveva un ruolo importante nel dover portare il Mishkan, il tabernacolo nel deserto, Korach era un uomo intelligente. Come ? stato possibile che potesse diventare il leader di una rivolta cos? drammatica e cos? insensata? Il punto ? che l?intelligenza di Korach, cos? come l?intelligenza in genere, non ? un mezzo di sicura difesa dall?errore spirituale, dall?allontanamento da Dio, dal peccato stesso. Korach intelligentemente aveva vissuto la liberazione dall?Egitto, i prodigi che l?hanno accompagnata, la presenza di Dio quasi palpabile di fronte al Mar Rosso, il dono della Tor? e la rivelazione sul Sinai. Eppure tutto questo non ha salvato Korach ed i suoi duecentocinquanta uomini dalla ribellione. Eppure da Korach c?? da imparare. C?? da imparare dalla sua caparbiet?, dalla sua voglia di raggiungere il ruolo di sommo sacerdote, ma non c?? da imparare dall?uso che lui fa della sua intelligenza, dalla strumentalizzazione della Tor? per i suoi scopi, dal suo trascinare gli altri nell?errore e solo per i suoi scopi personali.

Dopo 2700 anni in esilio, poco pi? di 200 Bnei Menashe si preparano al loro Ritorno a Casa, in Israele. Gli aerei dovrebbero arrivare il 20 e 22 marzo, giusto in tempo per celebrare Pesach in Israele per la prima volta, provando cos? sulla propria...

Un nuovo?kollel,?luogo di studio e approfondimento per l'ebraismo, ? appena stato inaugurato nella citt? di Cali, in Colombia. Il Kollel "Bet Abraham" ? aperto a tutti gli ebrei che vogliano approfondire la loro conoscenza della Torah scritta e orale, dal luned? al venerd?, dalle 9 alle 24.
Siamo lieti di annunciarvi l'apertura del primo di tre nuovi Centri di Studio per i nuovi immigrati Bnei Menashe, che di recente si sono stabiliti nel Nord di Israele.
Una buona conoscenza dell'ebraico ? la chiave per una rapida integrazione e per il successo dell'aliy? in Israele. Siamo grati a tutti quelli che l'hanno reso possibile, tra cui Yom Tom e Matnas Furst (Centro Comunitario), Dafna (direttrice dei corsi), Marina (rappresentante del Centro di Assorbimento), per avere preparato i permessi e certificati. Tutto questo, ovviamente, con il sostegno di Shavei Israel.

Dopo pi? di 2700 anni in esilio, circa 200 Bnei Menashe stanno per compiere un viaggio di 5.000 km per ritornare a Casa, in Israele. Ecco il commovente video dei primi momenti di Aliyah, da un villaggio del Manipur, in India. [video width="848" height="480" mp4="https://anousimitalia.shavei.org/wp-content/uploads/2018/03/WhatsApp-Video-2018-03-18-at-11.16.03.mp4"][/video]...

Leggiamo nella parash? di questa settimana che un fuoco perpetuo doveva bruciare sull?altare e non doveva mai spegnersi ( Levitico 6,6). Ovviamente non stiamo parlando di un fuoco qualunque ed il Talmud ci insegna che le fiamme avevano la forma di un leone e brillavano...