Author: daniella

Prima di salire sul Monte Sinai, Mosh? avverte il popolo di Israele che vi rester? per quaranta giorni e quaranta notti, ovvero per il tempo in cui il Creatore gli doner? la Tor? che egli dovr? insegnare al Suo popolo.

?E Mosh? tard??? dice la Tor? ed il Talmud interpreta che il ritardo fu di non pi? di sei ore: secondo il calcolo del popolo Mosh? avrebbe dovuto discendere all?alba, invece non apparve fino alla met? del giorno. Furono sufficiente sei ore fugaci per fare in modo che si consumasse una delle pi? grandi tragedie spirituali della storia del popolo di Israele. Avendo necessit? di sicurezza, un popolo che conservava la propria indole di schiavo, dovette crearsi una divinit? priva di volont? propria, che agisse su comando di coloro che l?avevano creata, fingendo di governare ed indirizzare.

Di fronte all?assenza di Moshe, di fronte alla lontananza dal suo carisma, l?angoscia non ammette scelte intermedie: il popolo si rivolge ad Aharon e gli chiede la costruzione di un vitello d?oro che diventi una divinit? da quel momento in poi. L?ansia pu? indurre a scelte radicali.

Di fronte ad un ritardo di sei ore, presi dalla disperazione, nessuno fu capace di pensare ad una soluzione transitoria che era invece cos? vicina: proprio Aharon, fratello di Moshe e sacerdote scelto dal Creatore, che aveva a sua volta un preparazione sufficiente per assumere completamente la guida del popolo fino al ritorno di Mosh?. Per? nessuno lo sollecit? in tal senso, anzi vollero che egli si assumesse la responsabilit? di costruire l?idolo che sostituisse non gi? Mosh?, ma Dio stesso.

Il nostro emissario in Polonia, rav Yehoshua Ellis, rabbino di Katowice in Polonia, ha parlato con uno dei pi? importanti quotidiani israeliani, il Jerusalem Post sui rischi dell'incremento dell'antisemitismo ai giorni nostri. L'articolo si pu? leggere qui.

(La foto di Rav Ellis ? di Bozena Nitka)

E qui a seguire una tradizione dell'intervista di Mayaan Jaffe-Hoffman

"Vi ? un palpabile senso di antisemitismo in Polonia oggi, secondo uno dei suoi rabbini capo. Yehoshua Ellis, rabbino capo di Katowice, vive in Polonia dal 2010 come emissario di Shavei Israel. Si ? trasferito a Varsavia tre anni fa, dove ? anche capo della missione rabbinica per i cimiteri ebraici in Polonia e assistente rabbinico del rabbino capo della Polonia e di Varsavia, Michael Schudrich.

Da quando le tensioni sono aumentate tra Israele e Polonia una decina di giorni fa, la comunit? ebraica polacca si sente alienata.

<C'? un famoso detto che dice quando due elefanti lottano ? l'erba che ne soffre.> dice Ellis al Jerusalem Post. <Gli ebrei polacchi sono proprio l'erba in questo conflitto>.

Ellis ci spiega che molti polacchi confondono tra Israele ed ebrei. < C'? molta confusione nell'identificare un paese e un popolo. Abbiamo quindi notato un incremento di messaggi razzisti negli ultimi giorni. Questo potrebbe portare a gesti e azioni >.

Il 15 febbraio il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva detto ai media israeliani: "I polacchi hanno cooperato con i tedeschi durante la Shoah". Anche se hai poi spiegato che non si riferisse a tutta la Polonia e tutti i cittadini polacchi, il premier polacco Mateusz Morawiecki ha deciso di non partecipare al summit del gruppo Vysehrad dei capi di stato di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. L'incontro si sarebbe dovuto tenere in Israele, ma dopo la rinuncia di tutto lo staff polacco l'incontro ? stato annullato.

Questa parash? comincia con un riassunto delle regole relative alla costruzione del Mishkan, il santuario ebraico nel deserto. Sorprende che la prima mitzv? che viene menzionata sia niente meno che quella dell?attenzione allo Shabbat, la proibizione del lavoro nel giorno settimanale di riposo.

Il Mishkan aveva lo scopo di essere un centro spirituale, doveva essere lo spazio sacro che accompagnava Israele ovunque il popolo si trovasse. Lo Shabbat, d?altro canto, era il lasso di tempo destinato settimanalmente al sacro.

La Tor? pone varie eccezioni alle proibizioni sabbatiche: lo Shabbat pu? essere profanato in ogni caso per salvare una vita umana e le sue regole sono posticipate per esempio di fronte alla sacralit? superiore dello Yom Kippur. Potrebbe essere logico credere che, per accelerare la costruzione del santuario sarebbe stato anche permessa la profanazione dello Shabbat, considerando che Shabbat e Mishkan condividono una identica missione: elevare l?uomo a Dio. La Tor? insegna invece ci dice che il Mishkan non deve essere costruito di Shabbat e che una mitzv? non annulla un?altra, che una missione sacra non giustifica mezzi profani. In definitiva, in questa parash? ci viene insegnato che il fine non giustifica i mezzi e che il bene pu? trasformarsi in male quando i mezzi per raggiungerlo non sono giusti, onesti, coerenti con tutto il corpo morale e normativo ai quali la vita si deve attenere.

La traduzione dell'articolo del nostro presidente Michael Freund pubblicato sul Jerusalem Post: "Pochi giorni prima di Chanukk?, il Ministro degli Interni Gilad Erdan ha pronunciato un discorso che avrebbe reso orgogliosi i Maccabei. Parlando alla Conferenza degli Affari Nazionali organizzata da My Israel nel Centro Menachem Begin di Gerusalemme, Erdan ha parlato della questione del Monte del Tempio e del diritto degli ebrei al culto in quel luogo, un tema chiaramente centrale per le feste che stiamo celebrando. Anche se i media possono non averlo notato, i commenti di Erdan potrebbero segnalare l'inizio di una nuova politica, necessaria e molto attesa, che proclami una piena restaurazione dei diritti ebraici al sito pi? importante per la nostra nazione. "Ho istruito la polizia affinch? agisca in tutti i modi possibili per restaurare il nostro potere sull'area del Monte del Tempio, finora danneggiato" ha detto Erdan, "per permettere al maggior numero di ebrei di visitare il luogo pi? sacro per l'ebraismo".
Questa parash? contiene uno dei passaggi pi? significativi della Tor? da cui possiamo imparare quale debba essere il comportamento dell?ebreo in esilio. Yosef era giunto in Egitto come schiavo e, dopo sofferenze ed ingiustizie, arriva a conquistare la posizione pi? potente in quella nazione: da schiavo umiliato diventa un principe, un uomo temuto e rispettato da tutti. E? la prima realizzazione che troviamo nella nostra tradizione, del sogno che ogni emigrante nasconde in s?, allorch? comincia ad integrarsi in una nuova societ?. Fino alla fine della parash? precedente, Yosef era sempre stato descritto come un sognatore; ora diventa un amministratore efficiente, freddo e calcolatore. Solo ora, quando Yosef si rivede con i suoi fratelli, possiamo percepire la profondit? delle sue emozioni, che in qualche modo ci rimandano al Yosef che abbiamo gi? conosciuto.

Commento alla Parash? settimanale Vaigash di Eitan Della Rocca, emissario di Shavei Israel in Italia. [embed]https://youtu.be/OvPX7U_ZeSA[/embed]...

Questa Chanukk? ? stata molto emozionante per Tuvia e Shirley Beltran in El Salvador, poich? hanno festeggiato uno dei momenti pi? felici della loro vita: la nascita della loro adorabile figlia, Priel Michaela. La famiglia ha organizzato uno "simchat bat", tradotto letteralmente una "gioia per...