Author: daniella

Pubblichiamo un articolo del presidente di Shavei Israel, Michael Freund, uscito nel Jerusalem Post.

Seguendo la logica, l'eredit? degli ebrei spagnoli del periodo medievale dovrebbe da tempo essere scomparsa. La comunit?, la pi? grande e influente dell'Europa del tempo, fu espulsa nel 1492 e sparpagliata per il mondo, dal Medio oriente ai Balcani all'Africa settentrionale. Poche culture sarebbero sopravvissute ad una catastrofe simile e al trauma collettivo, visto che gli individui hanno dovuto vivere in paesi stranieri.

Nonostante tutto, la tradizione giudeo spagnola linguistica e religiosa, unica nel suo genere, continua a vivere - e sprona Israele e il popolo ebraico a fare di pi? per coltivare e nutrire questo punto critico del nostro patrimonio culturale.

Ne ho potuto cogliere qualche aspetto durante l'ultimo Seder, quando mi sono unito a mia nuora e alla sua famiglia di origini turco-ebraiche, per ricordare il nostro Esodo dall'Egitto.

Ad un certo punto, senza avvertimento, ho sentito nuove canzoni, melodie differenti e anche qualche frammento di Haggad? letto in giudeo-spagnolo, un dialetto emotivo che unisce in s? lo spagnolo antico e l'ebraico assieme a termini aramaici.?

Shosh Chovav, la volontaria di Shavei Israel aveva gi? trascorso dei periodi in Polonia, insegnando ebraico e rafforzando le connessioni tra gli ebrei polacchi con lo Stato di Israele e le tradizioni ebraiche. Questa volta ha trascorso le feste di Pesach a Lodz. Come ci...

La nostra direttrice del marketing, fotografa e responsabile dei mezzi di comunicazione, Laura Ben-David, ha scattato migliaia di foto dei Bnei Menashe, dall'India a Israele, e li ha presentati al pubblico di tutto il mondo. La sua ultima mostra, che parla della storia dei Bnei Menashe,...

Durante le ultime feste di Pesach, l'emissario di Shavei Israel Rav Elisha Salas assieme alla moglie Avigail, si sono recati nel Kibbutz Gilgal, nome gi? noto dai tempi biblici. "La visita ? stata guidata da Shmil Rosenblau, uno dei pi? anziani abitanti del kibbutz, che conoscendone...

Arutz Sheva ha intervistato Sarah Israel, una discendente di "marrani" (gli ebrei forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l'Inquisizione), che ha trovato la sua strada di ritorno all'ebraismo in Spagna.

Sarah ha raccontato di come sua madre abbia fatto una lunga ricerca spirituale attraverso diverse religioni, trovandosi soddisfatta solo nell'ebraismo. A quel punto anche Sarah ha seguito i suoi interessi. Si trov? cos? a partecipare ad uno Shabbat organizzato dall'emissario di Shavei Israel in Spagna.

"A quell'incontro ho sentito parlare dei Bnei Anusim", ci dice, "ma ancora non sentivo nessuna connessione tra i cosiddetti marrani, me e la mia famiglia." All'epoca voleva solo unirsi al popolo ebraico come Ruth la Moabita, ma durante la serata si inizi? a parlare delle tradizioni e degli usi ebraici, in particolare di quelli tramandati tra i Bnei Anusim di generazione in generazione.

E cos? si ricord? di alcuni usi tipici della sua famiglia, come spaccare un bicchiere durante i matrimoni, cosa che nessuno in famiglia riusciva a spiegare. Sarah si ricord? anche di come in casa di sua nonna ci fossero due cucine, senza una valida ragione. Quando la nonna mor? la appoggiarono per terra. Successivamente, parlando con i dipendenti delle inumazioni ebraiche di Madrid, venne a sapere che anche questo ? un uso ebraico per quelle persone che muoiono in casa.

Il team internazionale di Shavei Israel include capi delle comunit? e volontari che cercano di organizzare il nostro lavoro nel modo pi? effettivo possibile, cercando di migliorare la qualit? della vita ebraica nelle comunit? sparse in tutto il globo. Vi presentiamo Fernando Flores Castaneda dal Guatemala, attuale presidente del Shaar Hashamaim Jewish Zionist Center di Guatemala City.

Fernando, 44 anni, lauree in amministrazione d'imprese, economia e teologia, unisce il suo lavoro nella pi? grande catena di negozi di ottica dell'America Latina con il gestire progetti ebraici in citt?. Nel 2005, assieme alla sua famiglia e agli amici, ha decido che l'ebraismo era il percorso della sua vita.

"Non ? stato un viaggio facile, ma abbiamo resistito", ricorda. Da allora si ? sposato e ha avuto due figli, Yosef e Beniamino.

?Non ingannerai il tuo prossimo? questo ? il comandamento di questa parash? che immediatamente aggiunge, attestando la provenienza della noma: ?Io sono Dio.?

Nella Tor? il concetto dell?inganno ha un significato molto ampio: per la morale ebraica l??inganno?, in tutte le sue forme, che sia volontario o meno, che sia legalmente giustificabile o anche solo una deformazione della realt?, significa defraudare un?altra persona. Per la Tor? ingannare il prossimo significa approfittare dell?ignoranza di qualcuno su un determinato tema, per esercitare una illecita influenza materiale, spirituale o morale.

Il Talmud cita a titolo di esempio una persona che, a un certo punto della sua vita, si avvia su una cattiva strada, ma dopo se ne pente e torna su quella buona: ? considerato ?inganno nei confronti del prossimo? anche il solo ricordare ad altri il suo comportamento precedente. Nei confronti di un convertito ? proibito menzionare qualcosa che si riferisca in modo offensivo alla sua precedente condizione di gentile. Allo stesso modo ? proibito attribuire le disgrazie di colui che siede in lutto al suo comportamento personale, facendo aumentare l?intensit? delle sue sofferenze.